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CAROVIGNO – Valente: “La sanzione, un’offesa contro la comunità carovignese. Faremo ricorso”

Una sanzione pesantissima che non riproduce esattamente quanto successo al comunale della Nzegna. Il segretario Pasquale Valente è indignato per quanto riportato dall’arbitro, il signor Leone di Barletta nel referto, in merito all’intonazione di cori razzisti all’indirizzo di un giocatore di colore della squadra avversaria: “Non ci sono stati per niente cori razzisti – conferma Valente- i nostri tifosi non hanno schernito nessun giocatore avversario, è stata una pura invenzione dell’arbitro. Nella nostra squadra è titolare da anni un ragazzo senegalese (Omar Diagnè, ndr), che gioca da un decennio con noi ed era anche presente in campo domenica contro il Manduria e ha indossato anche la fascia da capitano, figuriamoci se inneggiavamo cori razzisti”.

Carovigno è uno di quei comuni dove vengono ospitati parecchi immigrati di colore e tanti erano presenti al comunale per assistere alla partita. Molti di loro seguono la squadra e alcuni partecipano agli allenamenti, tanto che la società si sta adoperando per la loro collocazione in squadra. “Carovigno non è un paese razzista – sottolinea Valente anzi, molti ragazzi di colore partecipano agli allenamenti, figuriamoci se dalla tribuna fischiavano o stornellavano cori razzisti nei loro confronti. L’arbitro non era in giornata e si evince anche dal fatto che non ha concesso un rigore nettissimo al Carovigno in due occasioni, ammonendo lo stesso giocatore due volte per simulazione”.

Nel referto si parla anche di pietroline, sputi e bottiglie di acqua lanciate verso l´assistente e numerose persone che sostavano nella zona spogliatoi. “Qualche bottiglia vuota è volata in campo, è vero, ma non ha colpito l´assistente – spiega Valente. E negli spogliatoi sono entrati solo i giocatori e gli addetti riportati in distinta, l’arbitro ci ha messo del suo. Comunque, faremo ricorso contro questa offesa che ha scosso tutta la comunità carovignese”.