LEGA PRO – Ripescato e rinnovato dopo la prima retrocessione in vent’anni: il Melfi di Romaniello
Per proseguire nell’esaltante marca positiva con cui ha avviato il proprio campionato, il Lecce di Pasquale Padalino dovrà misurarsi, nella terza giornata, sul sempre complicato terreno di gioco del Melfi. I gialloverdi di Nicola Romaniello non impensieriscono certo i salentini in quanto a nomi nella rosa (escluso qualche elemento proveniente dal blocco-Casertana, ex club dell’attuale tecnico), ma allo stesso tempo sono avversario difficile da interpretare e sono particolarmente portati per cogliere di sorpresa avversari più quotati, soprattutto tra le mura amiche del “Valerio”. Uno stadio in cui, solo due anni fa, il Lecce si giocò di fatto l’accesso ai playoff promozione.
Quello appena iniziato è il quattordicesimo campionato consecutivo che l’Associazione Sportiva Melfi 1947 trascorre tra i professionisti. Promossi per la prima volta in Serie C2 nel 2003, i Federiciani rappresentano un vero fiore all’occhiello in un panorama calcistico semi-disastrato come quello in cui si muovo le società di terza e quarta serie, tra fallimenti e scandali vari. Guidati da cordate locali che ne hanno sempre garantito la salute economica, senza strafare ma facendo spesso buon calcio, i gialloverdi hanno raccolto risultati importanti, traducibili in salvezze di spessore come quella che, tre anni fa, garantì al club l’ammissione alla Lega Pro unica, e dunque in terza serie, per la prima volta nella sua storia (precedentemente fatta per lo più di tornei regionali ed interregionali). Il ’14-’15 è stato un anno d’oro per i melfitani, protagonisti di un campionato quasi perfetto che è valso loro uno storico nono posto e la palma di una delle squadre più belle della categoria. Tra i risultati più prestigiosi, l’1-0 con cui l’undici di Bitetto superò il Lecce per la prima e unica volta nella sua storia grazie al gol allo scadere del grande ex Caturano, tra l’altro capocannoniere di quell’edizione del torneo. Gli altri cinque dei sei precedenti tra lucani e salentini hanno invece sorriso soprattutto ai secondi, vincitori in tre occasioni (i pareggi sono due). L’ultimo Melfi-Lecce, prima gara esterna dell’era-Braglia, registrò lo 0-1 per gli ospiti con gol di Lepore, mentre nell’ultimo incrocio assoluto, nel ritorno, Masini gelò il “Via del Mare” prima che il grande ex Caturano portò il risultato sull1-1 conclusivo.
Nonostante il prestigioso pari in terra leccese, il finale di campionato non sorrise al Melfi, retrocesso per la prima volta negli ultimi vent’anni dopo essere uscito sconfitto dal doppio confronto con il Martina nei playout. Una retrocessione tutto sommato immeritata, considerati gli otto punti che separavano in classifica le due squadre al termine di una stagione regolare discreta per i gialloverdi. Dalle parti della cittadina della Basilicata non si sono persi però d’animo, ed hanno subito colto al volo l’occasione dell’immediato ripescaggio, arrivato in tempo per programmare la stagione con i soliti punti fermi che caratterizzano la società gialloverde: puntare sui tanti giovani e sugli elementi in cerca di riscatto per conquistare la permanenza nella categoria.
In panchina si è puntato su un big, un allenatore in ascesa ma che ha già fatto benissimo l’anno scorso, ovvero Nicola Romaniello. Protagonista per oltre metà campionato con la Casertana, il tecnico campano non ha chiuso come sperava con i rossoblù, ed in estate ha dunque accettato l’offerta di una società che non punta certo ai primissimi posti in classifica, ma che comunque può garantire una certa stabilità e, soprattutto, la tranquillità di un ambiente perfetto per sviluppare una certa idea di calcio propositivo ma allo stesso tempo ben organizzato. L’inizio il classico scherzetto del destino, con il Melfi opposto alla Casertana già alla prima giornata. Romaniello non si è fatto però scrupoli della sua ex squadra, battuta 1-0, anche se i gialloverdi hanno vanificato l’ottimo avvio con un pesante 4-0 subito alla seconda con la Juve Stabia.
Risultati comunque in linea con quelle che sono le caratteristiche e le qualità di una rosa non di prima classe, ma che può offrire diverse opzioni a mister Romaniello, e soprattutto che appare adeguata all’obiettivo finale. Da Caserta sono arrivati l’esperto portiere Gragnaniello e l’esterno offensivo Mangiacasale, mentre la difesa è stata rinforzata con Bruno e Grea su tutti. Licenza di inventare all’ex Matera Gammone e all’esperto trequartista dal passato leccese Giorgio Di Vicino, che offriranno più assist possibili a De Vena, punta di categoria su cui ricadrà tutto il peso dell’attacco melfitano.
