IL CORSIVO – (Ser)Se domani…
Il Lecce si lecca le ferite e prova a guardare oltre. Sì, ma oltre dove? La siepe appare fitta, inestricabile. Piena di rovi, di spine, di pericoli. “Cosa c’è dietro l’angolo?”, diceva un Maurizio Costanzo agli albori della propria carriera, prima che le bombe e i bomboloni gli imponessero una linea giornalistica diversa.
NEBBIE – Poco si sa del futuro giallorosso. Molto si può dire del passato recentissimo. La “tranvata” è stata pesante. Quasi come quella subita dalla maggior parte dei “partiti” tradizionali dopo le Amministrative del 6 e 7 maggio scorso. Ma, alla fine, la retrocessione in Serie B era preventivabile. Una squadra della stazza del Lecce, per scelta societaria ormai consolidata negli anni, in A non può che lottare per la salvezza. E stavolta è andata male. E se stava per andare in scena un finale da commedia americana, è stato grazie ad un manipolo di teste dure, abilmente coordinate dall’omino con la coppola. Poi è venuta a mancare la birra quando era il momento di accelerare ed è rimasto solo l’acre rimpianto di quello che poteva essere e che invece non è stato.
MISSIONE (QUASI) COMPIUTA – Convocato per un caso disperato, come Mister Wolf in Pulp Fiction, Cosmi ha cercato di risolvere il problema Lecce a modo suo. Rivitalizzandolo, tagliando i rami secchi e infruttiferi, innestandolo, con amore e con passione, proteggendolo dalle intemperie e dal gelo. Assorbendo su di sé qualsiasi temporale. Creando un gruppo solido, a parte qualche eccezione. E da gennaio ad aprile, l’alberello è cresciuto. Superando qualche difficoltà iniziale, ha poi preso forma, si è slanciato e ha cominciato a piantare le sue radici nel terreno. Di terreno da recuperare, però, ce n’era tanto e proprio quando era giunto il momento di raccogliere i frutti di tanto amorevole lavoro, la grandinate primaverili e la pioggia Viola hanno bruciato tutto.
ERRORI DI GIOVENTÙ – Della scelta avventata di affidare a un esordiente un gruppo di giovani anzianotti, per lo più in prestito, si è già detto tutto e non è più il caso di calcare la mano. Dell’ipotetica, e tutta da dimostrare, scelta di ricorrere a mezzucci per ottenere i tre punti di buongioco utili alla salvezza in quel di Bari, non si può dir molto se non si conoscono gli atti in mano ai magistrati. Si può presumere, al massimo. Ma così facendo si peccherebbe di presunzione e non resta che attendere gli sviluppi.
SABBIE MOBILI – Ad oggi il Lecce è in standby. Di progetti futuri non se ne parla proprio se non dopo aver capito se il Lecce giocherà a Brescia, Padova, Crotone o a Pizzighettone. E con quale società alle spalle? Come finirà l’affaire Semeraro-Tesoro? Riusciranno i nostri eroi a trovare una penna per siglare il loro patto, imminente ormai da più di tre mesi? E chi tra i calciatori sarà disposto a ripartire dalla Serie B? O nel caso ancora peggiore, dalla Lega Pro? Quesiti al momento indecifrabili, come quelli della Sfinge sulla Settimana Enigmistica.
RIPARTIRE DALLA COPPOLA – La conferenza stampa di ieri e tutti i cinque mesi e mezzo di esperienza salentina saranno gocce d’avorio nella memoria dei rispettivi ricordi. Tra Serse e Lecce, tra lui e i tifosi, la città, la gente salentina, è scoppiato un legame forte e folle, come forse solo Carletto Mazzone ha saputo fare. Cosmi incarna le caratteristiche insite del popolo salentino. Sanguigno, tenace, orgoglioso, passionale, sentimentale. Un legame così sarà difficile da sciogliere. E va “cristalizzato“. Sarebbe un reato non provare a ripartire dall’Uomo del Fiume, #qualunquecosaaccada. Nel frattempo, good night, mister. And good luck.
