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LECCE – Allievo di Zeman e Ventura, torna in giallorosso per fare il salto di qualità. Tutto su Padalino

Da meno di ventiquattro ore, il Lecce ha un nuovo allenatore. Questi è Pasquale Padalino, a lungo accostato ai giallorossi e cercato da Meluso, il quale nello scorso week-end è riuscito ad affondare il colpo decisivo che ha consentito l’annuncio ufficiale avvenuto nel pomeriggio di ieri. L’ex Matera subentra dunque a Piero Braglia, che ha lasciato il Salento dopo un’avventura agrodolce terminata in maniera molto diversa da quanto auspicato, con il tecnico subentrante che cercherà di raggiungere proprio l’obiettivo mancato dal suo predecessore: la tanto agognata Serie B.

Nato a Foggia nel 1972, è nella città natale che Pasquale Padalino ha mosso i primi passi da calciatore. Con i rossoneri ha esordito da professionista nel 1988, inizialmente come centrocampista e, in seguito all’incontro con Zdenek Zeman avvenuto nell’ottantanove, come difensore. Nonostante non sia proprio un difensivista, il maestro boemo è stato il primo mentore di Padalino, che ha lasciato la terra natia nel ’92 in direzione Bologna. Alla retrocessione in C1 con la maglia dei felsinei ne sono seguite due altre, stavolta dalla B alla A, con quella del Lecce (’93-’94, buona esperienza a livello personale con 30 presenze, 3 reti e gli applausi del pubblico per l’impegno profuso) e nuovamente del Foggia.

Dopo la brutta esperienza nell’anno del rientro in casa inizia però il miglior periodo del Padalino calciatore, che si accasa alla Fiorentina dove vive cinque stagioni molto positive, condite da una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una presenza in Nazionale (sconfitta 2-1 in amichevole con la Bosnia nel 1996). Nel 2000 il ritorno al Bologna che dura una stagione, e prima di appendere le scarpette al chiodo il tecnico foggiano vive tre stagioni tutt’altro che esaltanti tra Inter (0 presenze) e Como (due retrocessioni consecutive), lasciando il calcio giocato con circa 300 presenze e 14 reti tutte tra i professionisti.

Nel 2006 Padalino cambia “sponda”, passando dal campo alla panchina. Inizia la sua nuova carriera come vice-allenatore di Giampiero Ventura (un anno a Verona e due a Pisa), l’allenatore da cui ha assimilato la maggior parte di nozioni tattiche, nonché di atteggiamento. L’esordio da primo tecnico arriva nel ’09-’10, quando è scelto dalla Nocerina in Seconda Divisione. La stagione è al di sotto delle aspettative, ed il neo-allenatore giallorosso si dimette in primavera. L’esordio amaro lo porta a due anni sabbatici, ma nel 2012 è scelto dal Foggia, nel frattempo sprofondato in Serie D, per guidare il club della sua città nuovamente tra i Pro. L’impresa gli riesce, perché il quinto posto nel giorne H e la finale playoff persa con il Matera consente ai rossoneri di essere ripescati. Il campionato seguente è ancor più importante, perché il suo Foggia riesce a conquistare un quinto posto che vale l’ammissione alla Lega Pro unica. Nonostante fosse riuscito nella tutt’altro che facile cavalcata, il tecnico pugliese sceglie di cambiare aria, ed a novembre 2014 diventa l’allenatore del Grosseto. In Maremma vive mesi complicati sotto la presidenza del vulcanico Camilli, e viene esonerato a metà gennaio lasciando comunque la squadra saldamente fuori la zona pericolosa.

Nella stagione appena conclusa, infine, arriva per Padalino una delle esperienze più importanti della sua carriera da guida tecnica del Matera. Scelto ad ottobre per sostituire Dionigi, quest’ultimo autore di un avvio da incubo, l’ex calciatore di Fiorentina e Bologna riesce nell’impresa di avvicinare la zona-promozione grazie ad un cammino esaltante e che ha visto gli azzurri mettere in seria difficoltà tutte le grandi (compreso il Lecce, battuto per la prima volta in carriera da tecnico avversario dopo due sconfitte), salvo essere protagonista di prestazioni sottotono nell’ultimo mese e mezzo che hanno compromesso le possibilità di promozione del club di Columella. Sulle ultime prove sottotono dei suoi avrà certamente influito la squalifica di quattro mesi inflittagli ad inizio marzo dalla Commissione Disciplinare FIGC per aver percepito pagamenti in nero ai tempi della Nocerina. La sanzione scadrà il giorno 8 luglio, quando il suo lavoro da tecnico del Lecce sarà ormai entrato nel vivo.