LO SCACCHIERE TATTICO – Lazio malandata. Lecce, se non ora quando?
Lazio contro Lecce. Reja contro Cosmi. Rocchi contro Muriel. All’Olimpico va in scena uno snodo fondamentale per gli obiettivi biancocelesti e giallorossi. Tre punti obbligatori: la Lazio per blindare il terzo posto dal sapore di Champions, il Lecce per tentare un disperato aggancio alla zona salvezza. Siamo andati ad analizzare tutti gli spunti tattici di una gara che si preannuncia scoppiettante.
REPARTO KLOSE – Interpretate il titolo del paragrafo come vi pare. “Reparto Klose”, per sottolineare l’incisività del panzer tedesco nell’attacco biancoceleste; o “Reparto Klose”, nel senso di chiuso, poiché il sempreverde Rocchi è oggi l’unico arruolabile. Ad inizio stagione funzionava pressapoco così: Hernanes libero di svariare, Cissè variabile impazzita sulla sinistra, Klose perno centrale. Poi qualcosa è cambiato, complice la scarsa vena del francese, non a caso scaricato nel mercato di riparazione. Il successivo inserimento di Rocchi, ha dirottato il tedesco lontano dall’area di rigore. Spesso sacrificato anche, in fase di possesso, sulla linea dei centrocampisti. La quantità industriale di gol non ingannino: Klose non è una prima punta classica, e, grazie alla grande intelligenza tattica, si è adattato nel migliore dei modi. Ma Klose, lo saprete, è out per infortunio. Kozak è squalificato, Alfaro non è al meglio. Rocchi resta quindi l’unico superstite. Ecco un buon motivo per crederci.
HERNANES? NO, LULIC – Pareva, si vociferava che il campionato corrente sarebbe dovuto essere quello della consacrazione, nell’olimpo dei grandi, per il talento brasiliano Hernanes. Niente di tutto ciò. La stagione dell’ex San Paolo ha conosciuto molti bassi e pochi alti, disattendendo le attese e allontanando gli estimatori. E allora perché la Lazio si è resa protagonista di una stagione fin qui eccellente? Klose, ok. Ma non solo. E’ un cognome ai più sconosciuto il vero fattore dei biancocelesti: Senad Lulić, classe ’87, prelevato in estate per 3 milioni dallo Young Boys. L’esterno bosniaco, jolly di fascia, ha incantato Reja con la sua facilità di corsa e inserimento: 25 presenze e 4 gol fino al suo infortunio, che lo ha costretto ad archiviare anzitempo la stagione. Tuttavia, anche con Lulic ai boxe la Lazio non si è fermata. Motivo? Il recupero di uno che di inserimenti se ne intende: Stefano Mauri. “Felice che sia tornato ad alti livelli”, aveva dichiarato Prandelli. Mauri punta l’Europeo, ma non il Lecce. Lui (squalificato) e Lulic (infortunato) saranno infatti indisponibili. Ecco altri due buoni motivi per crederci.
BLACK OUT NON DA CHAMPIONS – Se la Lazio può vantare la terza piazza è merito di una costanza di risultati da fare invidia alle varie Udinese, Roma, Napoli e Inter. Ma, a ben vedere, nel calendario biancoceleste si intravedono sporadici black out piuttosto allarmanti. Come dimenticare gli scivoloni interni con Genoa (1-2) e Bologna (1-3). E ancora le prove impotenti, a tratti imbarazzanti in quel di Palermo (5-1), Parma (3-1), Siena (4-0). Colpa di meccanismi difensivi che, complici i continui infortuni, di partita in partita si rivoluzionano. Ad esempio domenica i terzini dovrebbero essere Scaloni e Garrido (panchina per Radu, out Konko e Stankevicius). Al centro il rientrante Dias, con Diakitè preferito a Biava. Insomma, gli infortuni suggeriscono che l’affinità difensiva potrebbe non essere al top, e i precedenti sopracitati insegnano. Ecco l’ennesimo buon motivo per crederci…
