CASARANO – Una perla di Loiodice piega i rossazzurri e regala la finale al Barletta
La maledizione del Casarano continua. Non potrebbe iniziare diversamente la cronaca di questa semifinale play off di Eccellenza, semifinale che ha visto il Barletta imporsi al Capozza facendo svanire, per il terzo anno consecutiv,o i sogni di un ritorno in Serie D per i salentini. Di fronte ad un pubblico delle grandi occasioni mister Mimmo Oliva opta ancora per un 3-5-2 , con una difesa tutta over e con Corvino a sostegno di bomber Di Rito in avanti; mister Papagni risponde con un pragmatico 4-4-2, con linee serrate e con il sempre verde Moscelli a sostegno dell’ex di turno Sebastian Vicentin.
Dopo una breve fase di studio è subito il Barletta a sfiorare il vantaggio con D’ambrosio che non riesce a correggere in rete un’insidiosa parabola di Moscelli; al minuto dodici gli ospiti passano, corner dalla destra del solito Moscelli, la sfera attraversa tutta l’area di rigore, Loiodice la raccoglie e con il destro disegna una parabola fantastica che bacia il palo e termina la sua corsa in fondo al sacco gelando il Capozza. Quando tutti ci si aspettano una reazione di Zaminga e compagni è ancora il Barletta ad andare vicino al raddoppio cogliendo legni in cinque minuti, prima con il solito Moscelli, che ci prova direttamente da corner, e poi, al minuto 31, con Loiodice che ben assistito da Zingrillo sfrutta una clamorosa indecisione di Tarsilla e si presenta solo in area di rigore, stampando però la traversa a botta sicura. La prima frazione scorre via senza grandi sussulti e tante ammonizioni, il tutto fino al 44’ quando Corvino si invola verso la porta difesa da Di Candia ma viene atterrato in area da un farraginoso intervento di Montrone, graziato dal signor Delrio di Reggio Emilia che lascia correre facendo esplodere l’ira del popolo e della panchina rossazzurra. Nervosismo che costa caro a Carminati allontanato direttamente dalla panchina per proteste; il Casarano carica a testa bassa, ma il Barletta tiene, andando a riposo con un preziosissimo 0-1.
La ripresa inizia come era finita la prima frazione ed è subito Amato ad andare vicino al pareggio, la sua incornata termina a lato di poco; cinque minuti più tardi è Di Rito, ben servito da Salvestroni, a sfiorare il pari, ma Di Candia gli sbatte la porta in faccia con un intervento prodigioso. Il tempo scorre impietoso, Oliva getta nella mischia Negro prima e Cejas poi, ed è proprio su una splendida traiettoria dell’esterno ex Lecce e Gallipoli, che Corvino in spaccata va vicino al gol ma l’estremo difensore barlettano è ancora super. La tensione e la posta in palio iniziano a farsi sentire, il Barletta si arrocca nella sua metà campo e i padroni di casa, anche se un po’ imprecisi, ci provano sempre con tanto cuore sbattendo tuttavia sul muro eretto da Montrone e Monopoli.
Muro che sembra crollare a due minuti dalla fine quando è ancora Di Rito a prendere il tempo ai due centrali biancorossi, trovando di fronte ancora una volta un Di Candia versione saracinesca; i sei minuti di recupero scorrono via senza grandi sussulti ma all’ultima occasione utile è Cejas a provarci di testa con il numero uno barese che smanaccia in corner. Il triplice fischio del signor Delrio suona come una condanna, che fa svanire tutti i sogni del popolo casaranese, costretto a rimandare nuovamente l’appuntamento con il salto di categoria. Un Barletta coriaceo e ben messo in campo vola in finale, in cui affronterà in gara secca il meglio posizionato Altamura.
