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LECCE – Momento no dei giallorossi, l’analisi di Sergio Brio e Pasquale Bruno

In attesa del posticipo tra Cosenza e Benevento, il Lecce si lecca le ferite per l’ennesima occasione persa dopo il pareggio casalingo per 0-0 contro l’Akragas. “Diciamo che non è stato fortunatissimo il Lecce, sabato pomeriggio – commenta Sergio Brio . Tante occasioni non finalizzate, quando attacchi per tutta la gara e non riesci a sbloccare il risultato, finisce che non sei più ordinato, ti manca la lucidità per buttare la palla in rete. Certo si sperava di cogliere sei punti in due partite e adesso ci si è complicata la vita. Se il Benevento fa punti a Cosenza, le distanze si allungano. Ma ha ragione Braglia, ho ammirato molto la sua schiettezza, il richiamo alla realtà, ammonendo sul rischio di compromettere i play off. Il campionato forse sta presentando il conto della maledetta falsa partenza iniziale. Le rincorse logorano. Io avevo ammirato al Via del Mare contro il Foggia un Lecce strepitoso. Non si può smettere di giocare in un certo modo da una domenica all’altra. Braglia sa il fatto suo. Ci sono le qualità tecniche, c’è il carattere. È importante che i ragazzi non si facciano logorare – conclude l’ex difensore della Juventus – . L’ambiente ancora in genere regge molto bene”.

Anche Pasquale Bruno ha voluto analizzare il momento dei giallorossi, fornendo una sua chiave di lettura sul rendimento non propriamente positivo delle ultime settimane. “Il calo di primavera per me potrebbe avere una causa proprio nell’anagrafe della squadra – spiega – . La spina dorsale del Lecce è formata da over 34-35 e questo mi lascia perplesso. Io credo nel calcio fisico, specialmente a questi livelli. E mi permetto di dirlo anche in prospettiva futura. Poi magari ogni idea merita rispetto, ma io penso che alla lunga l’età finisca col pesare. Adesso ci siamo infilati in una fase delicata, tanto che non sappiamo quale possa essere il risultato più utile per noi dallo scontro diretto fra Cosenza e Benevento in proiezione futura. L’unica certezza è che dobbiamo vincere le ultime quattro gare e poi fare i conti. La saggezza e l’esperienza di Braglia, l’intelligenza della società nella gestione della fase decisiva – chiosa Brunofanno comunque ben sperare”.