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ATLETICO RACALE – Garofalo all’amico Pierluigi Caputo: “Capo di Leuca organizzatissima. Noi dobbiamo credere ai playoff”

Il presidente del Capo di Leuca, Pierluigi Caputo, l’ha definito “la rivelazione del campionato di Prima Categoria”. Alla base, come da lui stesso confermato, c’è una grande amicizia, nata nel cortile di casa, quando si scendeva in strada a giocare sino a quando il tramonto non diceva stop, sino a quando c’era ancora una goccia di energia. Aldo Garofalo, difensore e veterano dell’Atletico Racale, ringrazia l’amico Caputo per le parole di stima espresse dalle colonne di SalentoSport (LEGGI QUI).

Il presidente del Capo di Leuca Pierluigi Caputo ti ha definito un grande amico. Quando e dove nasce la vostra amicizia?

«È un amico da una vita, essendo più grande di me, mi ha cresciuto insieme agli amici Cesare e Luca, a Melissano. In lui rivedo quel grande uomo di suo padre, don Mario, forse unico, inimitabile. Gli devo tanto. Calcisticamente, però, è lui che deve qualcosa a me. Avevo 10 anni, lui 16, giocava insieme ai suoi amici in una piccola stradina ubicata di fronte a “Mesciu Marianu”, io li osservavo dall’esterno. Passarono sei o sette anni, io partecipavo ai tornei estivi che si svolgevano a Melissano e nei paesi limitrofi, facevo parte di una squadra che vinceva quasi sempre e mi ricordai di quel ragazzo che giocava in quella stradina, che faceva la differenza anche perché i suoi compagni potevano fare qualsiasi altro sport tranne che giocare a calcio (ride, ndr). Da lì cominciò la splendida carriera dell’amico Piero (Pierluigi, ndr), glielo ricordo sempre. In ogni cosa che fa mette il massimo impegno, non mi meraviglio che a Leuca stravedono per lui, è l’amico di tutti. Lui, Cesare e Luca sanno tutto di me. Dai 13 ai 18 anni ho avuto la fortuna di lavorare con lui in uno degli alberghi della sua famiglia. Momenti bellissimi, indimenticabili, unici».

Sempre il presidente Caputo ti ha eletto come rivelazione del torneo di 1ª Categoria, insieme al tuo Atletico Racale. Cosa rispondi?

«Dice così perché sa tutto di me, compreso i problemi di salute per cui dovetti smettere di giocare. Sa pure quanto ho sofferto ma questo è il passato, adesso dobbiamo guardare al futuro. Il presente per me è l’Atletico Racale. Devo solo dire grazie a due amici in particolare, che, almeno da cinque anni, insistevano affinché tornassi a giocare: Donato Greco e Antonio Macrì. Oltre, ovviamente, ai miei amici del cuore Cesare e Luca, sempre presenti sulle tribune del ‘Basurto’. Noi la rivelazione? Non so se sia corretto dire questo, perché l’obiettivo che ci ponevamo ad inizio anno era la salvezza, ma è vero quanto dice mister Cerbino: siamo in quella posizione di classifica e abbiamo l’obbligo di credere sino alla fine di conquistare i playoff. Io ci ho creduto sin da subito a questo gruppo, altrimenti non sarei lì con loro. Dopo le feste pasquali ci attendono due partite difficilissime: la semifinale di Coppa Puglia contro il Surbo e lo scontro diretto con gli amici di Ugento. Noi siamo pronti, vinca il migliore».

Cosa ne pensi del Capo di Leuca? Quali sono i suoi punti di forza?

«Il Capo di Leuca è una società organizzatissima, da loro c’è solo da imparare, Non ti fa mai mancare niente e per un ragazzino vuol dir tanto. Tutto ciò è merito della professionalità dell’amico Piero che crede fermamente nei giovani. La forza del Capo di Leuca sono proprio loro: i ragazzini».

A 37 anni e mezzo ti diverti ancora come un ragazzino. Continuerai anche l’anno prossimo?

«Mi diverto più di un ragazzino, non vedo l’ora di andare al campo, ho sette anni di arretrati da recuperare, a Dio piacendo. Credo di continuare. Sto bene. Quindi… ».