LECCE – Occasione sprecata o punto prezioso? È il solito dilemma dei giallorossi versione-trasferta
Cosa hanno avuto in comune sei delle ultime sette trasferte (Agrigento esclusa) giocate dal Lecce? Il risultato finale di parità, certamente, ma anche e soprattutto il dubbio del postpartita che ha attanagliato i pensieri di ogni tifoso giallorosso: i tanti pareggi collezionati lontano dal “Via del Mare” sono da considerare due punti persi o uno guadagnato? Emblematica l’ultima gara disputata dall’undici di Braglia (per lui di certo il problema non si pone, a leggere le dichiarazioni del dopogara) e pareggiata a Catania, sì su uno dei campi più difficili della categoria, ma dopo aver avuto tre gigantesche occasioni, rigore incluso, per portarsi avanti. Di fronte ad un match che Papini e compagni hanno dato sempre l’impressione di avere in mano, viene da sé che il mancato successo lasci l’amaro in bocca, anche alla luce dei pochi rischi corsi.
Lo stesso si può dire per gli 1-1 con Paganese e Lupa Castelli, anche se nel primo caso fu il Lecce a rimontare con un rigore nel finale. Questi due furono in ogni caso incontri che i ragazzi di Braglia avrebbero potuto agevolmente portare a casa con un po’ di cinismo in più, non tanto per la caratura dell’avversario quanto per i pochissimi (o anche zero) tiri subiti in rapporto alle opportunità create. Discorso opposto per le trasferte di Matera e Andria, dove i salentini non giocarono gare sufficientemente positive da far recriminare loro qualcosa in più di un pari. Va considerato a parte, infine, l’1-1 di Caserta, match dai due volti in cui i giallorossi hanno prima rischiato di andare alla deriva ma che, dopo un brutto quarto d’ora iniziale, hanno poi preso in mano, meritando il pareggio e forse anche qualcosina in più.
Da questo breve tentativo di analisi, ne viene che il bilancio tra occasioni sprecate e “x” preziose sia di sostanziale equilibrio. Gol mangiati e miracoli di Perucchini, rigori falliti e rimonte (fatte e subite) nei minuti finali: la “pareggite” da lontananza dell’era Braglia non può essere ancora giudicata definitivamente nemmeno snocciolando i singoli episodi dei vari match, tanto sottile è la linea che separa il “peccato il rigore sbagliato da Moscardelli” dal “a Catania in parecchie hanno lasciato e lasceranno punti”. I tifosi potranno ancora godere del beneficio del dubbio, dunque, in attesa che sia poi la classifica ad emettere il proprio verdetto. A quel punto si saprà, senza possibilità di replica alcuna, se i risultati di Pagani, Rieti e Catania saranno tre punti guadagnati o sei persi.
