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LECCE – Corvia si autoscagiona: “Io, ragazzo pulito. Il caso scommesse è un bel macigno”

Sulle colonne del "Nuovo Quotidiano di Puglia", l'attaccante del Lecce Daniele Corvia trova modo di sfogarsi con chi lo aveva accusato nell'ambito dell'inchiesta Last Bet: “Il caso scommesse è un bel macigno che mi è caduto a addosso. Vivo questa situazione facendone una malattia, ma grazie alla mia famiglia e ai miei figli sto pian piano uscendo. Ho saputo di essere nell’elenco degli indagati solo dalla stampa. A quel punto ho fatto muovere il mio legale ed è saltato fuori il 14 luglio il fatto che fossi indagato. Nonostante ciò non sono mai stato sentito da un giudice in quanto non c’erano elementi tali per farlo”.

Corvia entra nei particolari: “Avevamo i telefoni sotto controllo. Ho letto di una telefonata in cui dico a mia moglie proprio ciò. Peccato però che non si trovi traccia della telefonata ricevuta da Erodiani dopo il derby di Bari. Dopo quella chiamata sono andato a Roma per presentare un esposto alla Procura della Repubblica e della Federcalcio”.

L'attaccante romano ha poi confessato di non utilizzare Skype. Su Lecce-Lazio, gara seconda la Procura di Cremona sporca di combine: “Dopo il derby col Bari e dopo essere tornati da Roma con il mio legale, ho vissuto una bellissima settimana, nella quale ci siamo allenati in serenità e festeggiato la salvezza in campo”.

Ai tifosi: “Dico di stare tranquilli. Corvia è un ragazzo pulito. Non giustifico ma comprendo coloro che a Calimera mi hanno insultato. Non è facile leggere di un proprio giocatore implicato nel caso. Contro di me accanimento mediatico”.