LECCE – Roccia Blasi ha la ricetta salvezza: “Vincerne altre cinque e poi… mi raso a zero”
Un tenero e commosso pensiero all’indimenticabile mamma Nadia che non c’è più. Una gradita e dolce attesa,: insieme alla moglie Laniese, della sua primogenita. Uno sguardo vispo e ricco di buoni propositi, pensando al futuro. E’ fatto così Manuele Blasi: timido, visibilmente riservato e di poche parole, ma con le idee chiare. Ha grinta ed esperienza da vendere l’ex centrocampista del Parma, quella stessa determinazione -arricchita da anni di esperienza- che già¡ aveva 13 anni fa, quando aveva indossato la prima volta la maglia giallorossa. Con il calciomercato di gennaio è ritornato nel Salento per rinforzare il centrocampo ed è diventato subito una pedina inamovibile a cui Cosmi difficilmente rinuncia.:
Trentuno anni e una carriera importante alle spalle: ritorni indietro di qualche anno, com’era Manuele tra i banchi di scuola?
"Di quel periodo ricordo davvero poco, ma posso dire che mi sono mancate tanto le gite scolastiche visto che ne ho fatte poche. Il mio pensiero già allora era tutto dedicato al calcio".
Amore, famiglia e amicizia che significato hanno nella sua vita?
"Sono tutto per me, hanno un significato importantissimo. Senza ognuno di questi valori una persona sarebbe davvero poco".
Una persona a cui come uomo si sente di dire grazie.
"Senz’ombra di dubbio mia mamma che ho perso due anni fa. Poi mia moglie Laniese che aspetta la nostra primogenita e dal punto di vista professionale al mio procuratore Davide Lippi, che mi è sempre accanto nelle mie scelte professionali".
Un calciatore che da ragazzino l’ha fatta sognare?
"Sicuramente l’olandese Edgar Davids".
Roma o Lazio?
"Risposta scontata, Roma naturalmente".
Vasco o Liga?
"Nessuno dei due (sorride, ndr) ascolto con molto piacere Gigi Finizio, un cantautore napoletano".
Ha giocato con Juve, Parma, Fiorentina, Napoli, Palermo e non solo: se c’e qual è il treno che ha perso nella sua carriera?
"Nella mia carriera mi sono capitati tanti treni e credo di averli presi e sfruttati tutti come dovevo. Forse avrei potuto gestire meglio il periodo in cui ero alla Juve nella stagione in cui poi è retrocessa in B, questo si".
Capitan Giacomazzi ha detto che da tantissimi anni non c’era a Lecce un incontrista del suo livello: quanto le fa piacere un complimento del genere?
"Mi lusinga che un mio compagno e per giunta il capitano mi abbia fatto questo complimento. Non posso che ringraziarlo e continuare a non deludere le aspettative sul mio conto".
Prima di Lecce-Atalanta ha detto che bisogna vincerne sette per salvarsi: e ora?
"Questo è un campionato così strano che bisogna guardare anche cosa fanno le alte. Ora pensiamo a noi, poi si vedrà ".
Una promessa: se il Lecce si salva Blasi…
"Se ci salviamo cambio pettinatura e mi raso a zero: via il codino". Sorride e se ne va. Manterrà la promessa?
