SOTTO I RIFLETTORI – Top Cuadrado ma in attacco serve cattiveria. Difesa compatta
Servivano i tre punti. Sono arrivati, contavano solo quelli. Il Lecce torna da Firenze con tre punti preziosi e importantissimi che rilanciano le ambizioni salvezza della squadra di Serse Cosmi, il quale coglie i primi tre punti della sua avventura giallorossa. Può cominciare un nuovo campionato per il Lecce, sospinto da Juan Cuadrado, il più in forma dell’undici salentino, l’uomo che può inventare la giocata risolutrice. Grande merito anche alla coppia di centrocampo Giacomazzi-Grossmuller Max Benassi, coraggioso nell’uscire sui piedi di Ljiaic, sacrificarsi, tanto da uscire in barella con una rottura del setto nasale come ‘trofeo’ (in bocca al lupo Max). Gran parte della vittoria va al suo coraggio.
SPEEDY CUADRADO E DUO URUGUAGIO – Il colombiano è semplicemente il migliore in campo dei giallorossi. Cosmi gli concede l’onere di coprire l’intera fascia destra. Bravissimo nella doppia fase, tanto in difesa, dove sono tanti i palloni recuperati su Vargas, e in fase di spinta e propulsione offensiva. Cuadrado ha un’ottima gamba motivo per cui può fare sia il lavoro sporco in fase di non possesso e costruire azioni d’attacco ficcanti, grazie anche alla sua capacità di puntare l’uomo. Da sottolineare però anche la buona prestazione dei due urugaiani Giacomazzi e Grossmuller, bravi a fare legna nella marmellata di centrocampo.
MURO LECCESE – Non parliamo del paesino di provincia, incastonato nel verde della campagna, ma della difesa di Serse Cosmi. Bravissimi tutti e tre gli interpreti, da Esposito a Ferrario, passando per l’ottimo Tomovic, autore di una pregevole gara. Poche le sofferenze che la retroguardia giallorossa ha patito (coadiuvata da una Fiorentina davvero molle in fase di offesa), escludendo le azioni in cui Ljiaic si è presentato solo davanti a Benassi e nate solo dalla bravura del serbo nell’uno contro uno. Uscire da Firenze con la porta imbattuta, per la difesa più perforata del campionato, può essere una grande iniezione di fiducia per il reparto più sciagurato della squadra giallorossa, in attesa del ritorno di Carrozzieri e di un regalo dal mercato, firmato Carlo Osti.
IN ATTACCO SERVE CATTIVERIA – L’ingenuità di Natali, la rapidità di Muriel, servito da una bella palla di Di Michele, hanno fatto sì che il Lecce si procurasse il rigore e che portasse a casa i tre punti, sfruttando perciò una delle poche occasioni avute per passare in vantaggio. L’attacco appare però poco cattivo sotto porta, qualità che per una squadra che lotta per non retrocedere deve essere propria, intrinseca. Muriel è talentuoso ma indisciplinato (Cosmi avrà quasi sicuramente perso la voce con lui), Di Michele non può reggere da solo sulle sue spalle il peso dall’attacco. Serve un attaccante da dieci-quindici gol. Nella speranza, perciò, che il ds Carlo Osti porti a Lecce un altro regalo dal mercato. Il dirigente giallorosso ha a disposizione quindici giorni per incartare il suo pacco.
