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LECCE – La società non ci sta: “Siamo sparagnini e non vogliamo salire in B? Guardate quanto spendiamo al giorno”

Soprattutto quando punti a un primo posto, alla vittoria di un campionato, è praticamente impossibile che una sconfitta non lasci una scia di malumori e malcontento i quali sfociano spessissimo in polemiche un po’ forzate. Se ne sono accorti i vertici societari dell’Unione Sportiva Lecce all’indomani del brutto e bruciante ko subito in casa della Casertana sabato scorso, sconfitta che ha portato alcuni a dubitare della bontà del progetto di Via Costadura. In risposta a tali questioni hanno parlato oggi in conferenza stampa Saverio Sticchi Damiani e Alessandro Adamo, che hanno affrontato diversi temi gravitanti attorno all’ambiente leccese.

“Succede che dopo un ko – ha affermato il presidente onorario Sticchi Damiani – vengano fuori dei malumori, ma in alcuni casi sono esagerati. Non voglio difendere né convincere nessuno, ma circolano informazioni non vere circa l’operato del club. In estate siamo partiti con un progetto di totale rifondazione e le operazioni effettuate sono state portate avanti in un’ottica tecnica, e non certo per risparmiarci sul piano economico. È offensivo quando si sente parlare di una società che non sta mettendo le disponibilità per portare avanti il progetto o peggio di un club che non è adeguatamente pronto per ciò che richiede di questo campionato. Il Lecce Calcio costa ogni giorno 18.000 euro, e dico questo solo per regalare tranquillità all’ambiente circa le nostre volontà. Da un punto di vista squisitamente tecnico, invece, non dobbiamo dimenticare da dove siamo partiti, con un allenatore nuovo e giocatori che non si conoscevano inizialmente. Siamo riusciti fin da subito a colmare il gap con quelle formazioni che hanno il vantaggio di poter lavorare assieme da diverso tempo. Ciò non toglie che quella di Caserta sia stata una sconfitta che brucia e molto. Una sconfitta inaspettata, che da fastidio, ma al di là del discorso sull’averla meritata o no, non può certo mettere in discussione il duro lavoro effettuato dallo staff fino ad oggi. Tutti la stiamo analizzando, è logico, ma non va certo ad intaccare i nostri obiettivi.

È stata poi la volta dell’amministratore delegato Adamo: “La diceria che si sente a volte in giro sull’ipotesi che non si voglia salire in Serie B si contrappone a quanto questa società ha effettivamente fatto finora. Stiamo sopportando un importante impegno finanziario su una durata biennale, sinonimo di un progetto a medio-lungo termine. Ciò non vuol dire che tra due anni leveremo le tende, anzi. Invito tutti a restare sereni, fiduciosi e a mantenere la calma. Anche perché la società a sua volta ha piena fiducia nello staff tecnico e nei giocatori. Nel corso di questa stagione abbiamo risolto una posizione debitoria di due milioni di euro, che faceva riferimento al pregresso, a situazioni ereditate. La durata biennale dei rapporti contrattuali con staff tecnico e giocatori non è comune in Lega Pro, ma costituisce un impegno economico importante, a dimostrazione di quanto questa società ci tenga a tornare ad alti livelli nel medio-lungo periodo. Ciò non vuol dire, però, che non vogliamo raggiungere la serie cadetta anche subito.