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LECCE – Ripartire dalle scommesse di Cremona: è questa la strada giusta

Cosa ha detto la vittoria di ieri a Cremona? Che i giallorossi hanno regalato almeno metà primo tempo ai loro avversari, ai quali non sembrava vero avere di fronte una delle candidate alla promozione diretta e schiacciarla nella propria metà campo. L’approccio alla gara del Lecce allo “Zini” è stato mortificante. La squadra non metteva in fila due passaggi che fossero due, si perdeva in inutili ghirigori in fase di palleggio ed è stata vittima del gioco arioso e veloce della Cremonese. Che, poi, ne ha approfittato, finalizzando con Gaetano (ancora lui) al 7′, sfruttando: una palla persa in uscita di Majer; un’uscita in ritardo di Pisacane sull’assist di Ciofani; l’errato posizionamento di Lucioni (e il conseguente intervento alla disperata di Hjulmand).

Niente di nuovo, sin qui. La difficoltà di uscire palla al piede dalla propria retroguardia è un problema che il Lecce se lo porta dalla scorsa stagione, quando, per Liverani, tali movimenti erano un must. Ma prendere dei gol in Serie B allo stesso modo, con avversari qualitativamente oltremodo inferiori rispetto a quelli che si potevano incontrare nello scorso torneo, è ancora più grave.

Per tutta la prima mezzora di tempo, i giallorossi hanno faticato a ritrovare una minima idea di gioco. Le linee erano schiacciate l’una sull’altra, la Cremonese si chiudeva bene e proponeva gioco in modo compatto e veloce, anche senza creare i presupposti per il raddoppio. Coda era costantemente attorniato da almeno due difensori e doveva arretrare il suo raggio d’azione sulla trequarti, se non anche sulla linea mediana, per accorciare le distanze e per trovare qualche pallone giocabile. Ma, spesso, commettendo errori banali, di tocco palla, di appoggio, di stop, che vanificavano le rare trame di gioco dei suoi compagni. Rodriguez litigava con la bandierina del fuorigioco, ma appariva, comunque, rapido, scattante, sul pezzo. Ed è stata azzeccata l’idea di lanciarlo dal primo minuto: perchè attendere la seconda parte di gara, quando magari la squadra si sarebbe trovata sotto nel punteggio, per affidarsi al suo estro?

Il pari è poi arrivato in maniera un po’ fortunosa. Il merito, comunque, va allo schema ideato da Corini e alla scaltrezza di Rodriguez, servito verticalmente da Henderson. Lo scozzese, nella posizione di Mancosu, non ha demeritato. Anzi: dopo un primissimo periodo di appannamento, è poi salito di tono e ha cominciato a dialogare sempre di più coi compagni, sfornando diverse traiettorie di gioco interessanti. Esperimento riuscito: , con riserva.

Allo stesso modo, è riuscita la scommessa Gallo dal primo minuto. L’esterno ex Palermo, a parte alcuni episodi, ha fornito spinta e buona copertura, con la giusta dose di sfrontatezza. Esperimento riuscito? .

E poi alcune note sparute note positive: il ritorno in campo di Pettinari, che mancava dal 22 dicembre, e di Maselli, che non lo vedeva dal 19; l’esordio di Yalcin, che, in quattro minuti, ha fatto intravedere sprazzi delle sue potenzialità.

Dopo circa un mese, il Lecce è tornato, quindi, a vincere. E questo era l’aspetto basilare e irrinunciabile. Ora un paio di giorni di riposo, poi dritti verso il Cosenza, provando a sfruttare anche il maggior tempo di relax a disposizione dei giallorossi rispetto ai lupi silani (che giocheranno domani sera alle 21). Ripartendo dalla strada tracciata a Cremona: i giovani, il futuro di questa società.

(foto: archivio, SalentoSport-Coribello)