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LECCE – Piangerelli, tifo da bandiera: “I giallorossi meritano la B. E che brividi quel 3-0 con il Palermo”

Con i suoi 190 gettoni sommati in maglia giallorossa tra il 1997 e il 2004, Luigi Piangerelli è il nono calciatore più presente nella storia del Lecce. Oggi è il direttore sportivo del settore giovanile del Cesena, ma non ha certo smesso di essere vicino ai colori per cui ha così a lungo lottato in mezzo al campo, alternando un’attenta regia alla grinta tipica dell’interdittore. Noi di SalentoSport lo abbiamo raggiunto in esclusiva per parlare del passato, presente e futuro suo e del Lecce.

Dal campo alla scrivania. Cosa si porta dietro il Piangerelli dirigente dalla carriera del Piangerelli calciatore?

“Praticamente tutto quello che di buono ho appreso, in particolare quella dedizione al sacrificio fondamentale per un giovane calciatore. Qui a Cesena c’è un’importante tradizione riguardo il settore giovanile, dal quale io stesso provengo, che cerco di portare avanti con passione e dedizione. Lavoriamo molto sul profilo comportamentale e tecnico, con l’unico obiettivo che non è fare risultati con le varie formazioni del vivaio, bensì far arrivare in prima squadra quanti più elementi possibile, come da queste parti accade molto. Elemento che ha sempre contraddistinto anche il Lecce, come era nei miei anni in cui ogni anno si aggregavano con noi “grandi” tantissimi giovani di belle speranze, molti dei quali hanno poi fatto tantissima strada. Ricordo in particolare Bojinov, Vucinic o Ledesma, i quali avevano fatto benissimo in Primavera. Dal club giallorosso ho imparato tantissimo, e cerco di metterlo in pratica nel mio lavoro da dirigente”.

Cosa pensa dell’attuale Lecce di mister Fabio Liverani?

“Sono rimasto e sarò sempre tifosissimo del Lecce, le cui sorti seguo con passione anche in questi anni difficili di Serie C. Spero con tutto il cuore che questo possa essere l’anno buono per la promozione. Ho seguito il campionato dall’inizio, già con mister Rizzo che conosco benissimo perché era proprio il tecnico della Primavera quando ero a Lecce. Poi è arrivato Liverani che ha fatto e sta facendo un grandissimo lavoro, e i giallorossi meritano di essere in quella posizione. Manca solo il tassello finale, per cui sarà importante anche il risultato di Catania-Trapani, match tiratissimo. Importante ma non fondamentale, perché in questo torneo molto difficile il Lecce ha comunque dalla sua l’essere riuscito ad arrivare a meno due dal termine con il destino nelle proprie mani, indipendentemente da ciò che accadrà lunedì a Catania. I giallorossi meritano di salire in Serie B”.

E del suo Lecce, invece, quale momento ricorda in particolare con maggiore affetto?

“Di Lecce ho dei ricordi stupendi, sono stati anni bellissimi ed importanti, colmi di passione ed emozioni. Tolto il primo anno, culminato con la retrocessione e in cui sia il club che la squadra erano in fase di rodaggio, poi ci sono stati sempre tutti gli ingredienti per fare cose bellissime come le due promozioni e le tre salvezze che ho vissuto in giallorosso. Calciatori molto forti, una grande società e un ambiente stupendo: c’era tutto. Se devo scegliere un ricordo in particolare tra i tanti, dico quel Lecce-Palermo che ci è valso la Serie A e in cui si respirava un’atmosfera davvero magica. Sono stati anni che non dimenticherò mai”.