SERIE C – Pagellone finale, c’è il Cosenza dopo il dominio-Lecce. Catania prima delusa, flop Trapani

Tra le "piccole", boom di Monopoli, Rende e Bisceglie. Akaragas e Racing Fondi le peggiori

Sebbene la conclusione formale per la stagione agonistica italiana 2017/2018 sia prevista per il prossimo 30 giugno, a conti fatti si può dire che la passata edizione della Serie C è stata archiviata sabato scorso quando, in quel di Pescara, il Cosenza di Piero Braglia ha alzato al cielo il trofeo di vincitrice dei playoff, con storico ritorno in B annesso. Un’annata ricca di lotta ed emozioni, come è solito per un girone C che ha visto, finalmente dopo tante stagioni di vette sfiorate, il Lecce, portato agli allori da Fabio Liverani. E poi le delusioni di Catania e Trapani in alto, Fondi e Akragas in basso, le tante sorprese e le conferme, il tutto raccolto nel nostro pagellone finale.

LECCE 9,5 – Un giudizio perentorio, esaltante, trionfale per una squadra che non solo ha concluso in vetta il campionato, risultato di per sé straordinario vista la concorrenza, ma che il primo posto lo ha conquistato all’ottavo turno senza mai più lasciarlo. Leadership sudata, meritata e quasi mai in discussione, salvo comprensibili cali fisiologico. Difesa di ferro, attacco prolifico al punto giusto e soprattutto quel fondamentale cinismo da big: una macchina praticamente perfetta

COSENZA 9 – Magari il suo non è stato il campionato perfetto, ma non premiare con un voto rotondo ed esaltante la promozione ottenuta in rincorsa dai Lupi della Sila è impossibile. Inizio scandaloso con Fontana, poi l’arrivo del vate Braglia, la rimonta e la conclusione di regular season in affanno prima di un cammino playoff da “Libro Cuore”. A quel punto la squadra volava sull’onda dell’entusiasmo, che ha di fatto perfezionato i meccanismi portando al trionfo di Pescara

RENDE 7,5 – Se l’anno scorso fu la Virtus Francavilla, quest’anno è toccata al Rende la palma di neopromossa più sorprendente. Approdati in terza serie in seguito a un complicato ripescaggio, i calabresi di Brunello Trocini si sono da subito dimostrati squadra rivelazione, puntando su una difesa granitica e sul fortino casalingo che ha permesso loro di stanziarsi in zona playoff per non lasciarla più, giusto per restare in tema di prodezze con i cugini cosentini

MONOPOLI 7,5 – Rispetto al Rende partiva da basi più solide ed esperte, ma anche il Monopoli, al terzo anno di fila in C, è andato ben oltre le aspettative. Lanciatosi subito in vetta con Tangorra, il Gabbiano ha subito una flessione che ha portato all’arrivo di Scienza e al nuovo crescendo finale, culminato nel 4-1 al Lecce nell’ultimo turno. Poi ai playoff il deludente ko interno con la Virtus Francavilla che non scalfisce un campionato coi fiocchi

BISCEGLIE 7 – Vera e propria incognita della vigilia alla luce della clamorosa mole di stranieri in rosa, il Bisceglie neopromosso si è pressoché sempre tenuto fuori dalle zone calde con scioltezza, e praticando spesso e volentieri un buon calcio firmato Nunzio Zavettieri. Poi la crisi tecnico-società che non ha scalfito la salvezza tranquilla conquistata, e che a lungo è sembrata potersi trasformare in un piazzamento playoff impronosticabile alla vigilia

JUVE STABIA 7 – Paradossalmente meglio di un anno fa, quando le vespe potevano contare su un parco giocatori di prim’ordine. Mister Caserta ha invece plasmato un gruppo giovane, con buone individualità ma senza campioni di prima fascia, confermando il quarto posto di un anno fa e sfiorando i quarti playoff persi solo nel finale di Reggio Emilia dopo aver fatto soffrire tutte le grandi del campionato. Proprio un pari gialloblù a Catania ha lanciato il Lecce (a sua volta battuto a domicilio dagli stabiesi poche settimane prima) nella volata finale

VIRTUS FRANCAVILLA 7 – Ripetere l’impresa di Calabro di un anno fa era praticamente impossibile, tuttavia anche Gaetano D’Agostino, all’esordio-pro come il suo precedessore, è pienamente promosso. I biancazzurri avevano la salvezza tranquilla come unico obiettivo, mai stata in discussione dalla prima all’ultima giornata. Il rush finale ha anzi premiato i frizzanti biancazzurri, meno ammazzagrandi di un anno fa ma comunque avversario sempre ostico da affrontare, come dimostrato nei playoff. Per gli imperiali, dopo l’impresa di Monopoli, quella sfiorata a Castellammare. Alla fine dei giochi, lo stesso risultato ottenuto un anno addietro

SICULA LEONZIO 6,5 – Bel campionato quello disputato dalla compagine da tutti considerata a ragione come la più attrezzata tra le neopromosse. Il fatto che il Rende abbia fatto ancora meglio non toglie certo meriti ai bianconeri, costretti per oltre metà campionato a barcamenarsi lontano da Lentini, facendo a fatica del Massimino un fortino comunque molto difficile da espugnare. Con Rigoli in panca l’impresa del derby vinto a Catania e poco altro, con Diana il finale in crescendo che ha strappato meritati applausi e fiducia in vista del futuro

CASERTANA 6,5 – Partita in sordina, quasi a volersi nascondere dalle pressioni, la formazione rossoblù è stata tra le più continue, annaspando solo nelle fasi iniziali. Col passare dei mesi mister D’Angelo ha trovato la giusta quadratura, creando problemi a tutte le primissime e risalendo la classifica fino a garantirsi la partecipazione ai playoff nonostante una rosa non tra più qualitative

MATERA 6,5 – Fortemente ridimensionata rispetto alla precedente stagione nonostante la conferma di boss Auteri in panca, la compagine materana ha vissuto una stagione sull’altalena, sia dal punto di vista dei risultati che delle vicende societarie che ne hanno minato la stabilità. Peccato proprio per i problemi economici, i quali hanno portato in dote una mole industriale di punti di penalità costata i playoff. Per i biancazzurri sarebbe stato un ottimo quarto posto

SIRACUSA 6,5 – Come il Matera si è confermato in alto dopo la positivissima stagione pregente, come il Matera la non perfetta gestione economica del club gli è costato la partecipazione agli spareggi per la promozione. Un gran peccato, perché Bianco non ha fatto rimpiangere Sottil al timone, allestendo e ben gestendo un collettivo compatto, tanto da risultare la miglior difesa del campionato

PAGANESE 6,5  –Ennesima impresa di un club puntualmente sull’orlo della mancata iscrizione, e che invece anche quest’anno ha portato a casa una salvezza sudata sette camice. Ripetere gli storici playoff di un anno fa era impossibile, ma gli azzurrostellati devono essere comunque orgogliosi di aver agguantato l’obiettivo gettando il cuore oltre l’ostacolo

CATANIA 6 – Penultima tra le sufficienti, prima tra le deluse. La stagione degli etnei non può essere considerata un fiasco, visto che i ragazzi di Lucarelli hanno conteso a lungo la vetta, praticamente fino alla terzultima giornata, alla corazzata Lecce, e rinunciato definitivamente ai sogni di gloria tramite playoff solo all’ultimo rigore con il Siena. I giudizi positivi restano comunque ridotti all’ossicino, come è normale che sia per club che investono molto, investono quasi tutto per raggiungere un obiettivo poi sfumato. Rosa alla mano, i rossazzurri avevano davvero poco da invidiare ai salentini, che invece hanno dovuto guardare da dietro praticamente per tutto il campionato

REGGINA 6 – Sufficienza risicata anche per gli amaranto, che hanno raggiunto l’obiettivo-salvezza senza sprecarsi. L’undici di Maurizi non ha mai particolarmente brillato nonostante un super Bianchimano e un ottimo avvio, soffrendo invece oltremodo nonostante qualità superiori alle ultime della classe. Si poteva fare di più e meglio

TRAPANI 5,5 – Con Lecce e Catania faceva parte del terzetto delle pretendenti al primo posto, delle quali è certamente stata la peggiore. Per così dire, perché punti e prestazioni alla mano i granata non hanno certo demeritato del tutto, pagando pesantemente discontinuità e concentrazione nelle gare chiave, come quelle con il Lecce o nei playoff, dove hanno dovuto far largo al Cosenza

FIDELIS ANDRIA 5,5 – Salvezza meritata ma sudatissima per i federiciani, mai così in affanno dal loro rientro tra i professionisti. Un avvio da incubo, fatto di pochi ko, tantissimi pareggi ma zero vittorie, al quale Papagni ha saputo porre rimedio dopo il suo arrivo. Annata comunque decisamente al disotto delle aspettative

CATANZARO 5 – In relazione alla classifica finale, forse la più grande delusione di tutte. Stagione a dir poco anonima per i calabresi, mai in piena lotta playoff, mai in grado di prendere definitivamente le distanze dai playout se non nel finale, nonostante una rosa all’altezza minimo della metà classifica. I tifosi si aspettavano qualcosa in più

RACING FONDI 5 – Una storia quasi scritta in estate, quando tra Roma, Latina e Fondi non si sapeva nemmeno dove andare a giocare. Alla fine è cambiata solo la proprietà e non la città, abbandonata dai tifosi più caldi. Non è bastato qualche nome in entrata per sollevare le sorti di una squadra che, escluso qualche risultato di spicco con le tre grandi, è sempre stato tra gli ultimi, retrocedendo dopo il playout con la Paganese

AKRAGAS 4 – Ultimo, retrocesso e a rischio fallimento. E’ la storia triste di una squadra costretta a giocare l’intera stagione lontana da Agrigento, riuscendo a malapena a portare a termine il campionato. Salvezza mai veramente alla portata dei biancazzurri, che hanno avuto il solo merito di onorare il campionato fino alla fine. Unica nota positiva di un passato e di un futuro con pochissime luci e tante ombre

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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