LECCE – Le pagelle: La Mantia unica sufficienza nel nulla generale. Fiamozzi-Calderoni, errori amatoriali

Tachtsidis, Lucioni e Vigorito sbagliano tutto lo sbagliabile. Tumminello è davvero questo? Cittadella quasi perfetto, Schenetti e Moncini sugli scudi

Foto: Andrea La Mantia

Le pagelle di Cittadella-Lecce

LECCE:

Vigorito 4,5 – Mauro, ma cosa combini? Un portiere capace di dare ampissimi segnali di sicurezza stavolta tradisce totalmente le aspettative dei tifosi, offrendo il fianco alla rimonta vincente del Cittadella. Il primo gol è soprattutto colpa sua, qualche responsabilità anche sul quarto. E decine di altre occasioni in cui si dimostri incerto

Fiamozzi 4 – Passi la scelta di Liverani di dargli una maglia da titolare visti i tre impegni ravvicinati. Ciò che è inaccettabile è che un professionista si sia reso protagonista di una gara del genere, in cui ha consentito al suo diretto avversario di sfornare decine di assist senza mai dare adeguata opposizione nemmeno stesse fronteggiando Roberto Carlos. Per non parlare degli errori palla al piede: lì si va in tripla cifra

Lucioni 4,5 – Così non lo avevamo mai visto, con, come inevitabile conseguenza, la peggior partita del Lecce in chiave difensiva. Surclassato da Finotto e Moncini, sul secondo non oppone incredibilmente resistenza in occasione del pari,  nonostante avesse la posizione a proprio vantaggio. E poi palloni calciati a vanvera dal primo all’ultimo minuto

Meccariello 5 – Il migliore della difesa. E’ tristissimo usare tale nomenclatura riferita comunque a una netta insufficienza, ma è questa la realtà della retroguardia giallorossa nel pomeriggio del “Tombolato”: un disastro. E il beneventano a differenza dei compagni, almeno, limita gli errori da matita blu alla “sola” incapacità di contenere la verve granata

Calderoni 4 – Prestazione difficile da commentare, difficile da spiegare. Assente in fase offensiva, e questo si può anche comprendere alla luce dell’ottima giornata in chiave tattica degli avversari. Ma offrire dei così facili colpi di testa a Moncini, che gli mangia il tempo su secondo e terzo gol nemmeno l’ex Novara fosse un cinquantenne che si diletta a livello amatoriale, è oltre i limiti dell’assurdo. Una prova da dimenticare subito, o da ricordare per evitarne altre così

Petriccione 4,5 – Il peggior Petriccione visto quest’anno. Forse non ha smaltito del tutto i malanni della scorsa settimana, perché vederlo in condizioni tali da avere una percentuale di passaggi riusciti degna di un centrale dai piedi ruvidi lascia decisamente perplessi. Visione di gioco zero e poca capacità di condurre il latitante possesso palla giallorosso

Tachtsidis 5 – Giornata di vacanza assoluta per il greco, annullato in fase di costruzione e incapace di contenere Schenetti. Il meglio di sé lo dà con una palla perfetta per Palombi in occasione del salvataggio sulla linea su Arrigoni che sarebbe valso la parità. Nulla in confronto alle migliaia di palle perse

Arrigoni 5,5 – Il più vivo del centrocampo leccese, sicuramente l’unico che non meritava di essere sostituito. Soffre come tutti in fase difensiva ma è quello che lotta di più, e soprattutto ha il merito di offrire a La Mantia la super palla dell’illusorio vantaggio. Peccato davvero per quel gol mangiato a due passi dalla porta. Chissà, magari sarebbe potuta finire diversamente

Haye 4,5 – L’olandese latitante. Dopo le buone prove con Venezia e Livorno, ecco la terza occasione di fila ma anche il primo grande fallimento in maglia giallorossa. Si muove tanto ma spesso a vuoto, risultando inutile in non possesso e ripiegamento ed evanescente in zona gol

Tumminello 4 – Dopo le due non esaltanti prestazioni d’esordio in giallorosso, l’opportunità di rifarsi dal primo minuto. Un’occasione forse un po’ forzata concessagli da Liverani, ma il risultato va oltre la più negativa previsione: tocca un pallone e in due occasioni lancia in porta gli avversari. Inguardabile e giustamente lasciato negli spogliatoi dal tecnico nell’intervallo

La Mantia 6 – Come facile da pronosticare, è l’unico a salvarsi. Perché dopo undici minuti segna un grandissimo quanto illusorio gol in cui c’è tutto, tecnica, forza e opportunismo. Ma non solo: è l’unico a far salire la squadra e a vincere qualche contrasto aereo. Predicatore nel deserto

Palombi 5,5 – Mille volte meglio di Tumminello. Ci mette meno di dieci minuti per creare una grandissima occasione con una palla bassa e tagliata che per poco Arrigoni non tramuta in gol. Per il resto della ripresa, però, pochissimo altro

Majer 5  – Gettato inspiegabilmente nella mischia senza cognizione di causa, non può far nulla per rimettere in carreggiata compagni che conosce a malapena. Avrà sicuramente qualità, ma con il Cittadella non le dimostra

Falco 5,5 – Poco tempo a disposizione e incisività poco superiore allo zero

All. Liverani 4 – Davvero difficile dare un’interpretazione a quanto dato dal tecnico nel peggiore match dell’anno. In totale confusione, non ne azzecca una né sotto il profilo di produzione del gioco, né per quanto riguarda l’interruzione delle manovre avversarie. Perché Tumminello titolare? Perché Falco in panca? Perché lanciare Majer con il Lecce assente? Perché non fare qualcosa per aiutare terzini in confusione? Mai visto così in difficoltà

CITTADELLA:

Paleari 6 Ghiringhelli 6,5 Adorni 7 Drudi 7 Benedetti 7 Settembrini 7 Pasa 6,5 Branca 7 Schenetti 7,5 Moncini 8 Finotto 6,5 Siega 6,5 Frare 6 Diaw sv All. Venturato 8

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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