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LECCE – Le pagelle: Di Piazza entra e cambia la partita. Arrigoni muro, Perucchini-Di Matteo pasticcioni

Le pagelle di Lecce-Catania

LECCE:

Perucchini 5,5 – E siamo a due. Dopo lo strafalcione di Trapani, è un’altra imprecisione (decisamente meno grave, ma comunque decisiva) del portiere bergamasco ad aprire le porte del gol ad avversari che, tolta quella circostanza, non calciano mai in porta. Il tiro di Di Grazia che porta al rigore guadagnato da Mazzarani è tutt’altro che irresistibile, ma l’estremo giallorosso respinge corto in maniera goffa favorendo l’inserimento della mezzala catanese. Si rifà con un proseguimento di partita sicuro e puntuale

Lepore 5 – Irriconoscibile pressoché per tutto l’arco del match. Partito bene, il capitano giallorosso sembra accusare clamorosamente il colpo del vantaggio avversario, propiziato da una sua copertura non colpevole ma nemmeno eccelsa su Di Grazia. Da lì in poi solo un cross buono e tantissimi errori anche difensivi, palesando una condizione non ottimale proprio nella partita più attesa

Cosenza 7 – Il migliore della difesa, nonché tra i migliori in campo. Ormai è una sicurezza, e su questo non ci pioveva, ma in pochi potevano immaginare che sarebbe andato tanto in scioltezza anche in partite sofferte e difficili come quella con la principale rivale per la vetta. Lui annulla Curiale, concedendogli solo un’occasione e in contropiede, quando era difficile opporsi meglio vista la superiorità numerica degli avversari. Vicino al gol di testa, dà un grande segnale ai compagni in difficoltà mostrando grande carattere proprio quando in troppi tra i giallorossi sembrano, impauriti, non crederci più

Riccardi 6,5 – Qualche imperfezione soprattutto palla al piede, tantissima sofferenza, ma una prova tutto sommato positiva. Il più giovane tra i titolari di Liverani mette subito le cose in chiaro, chiudendo bene gli spazi agli avversari e provandoci con continuità in avanti. Se il Catania non ha sfruttato le praterie in contropiede è anche merito suo

Di Matteo 5,5 – Condivide con Perucchini il pasticcio che ha regalato a un Catania fino a quel momento quasi assente l’occasione del vantaggio. Davvero un peccato quell’inutile e avventata scivolata su Mazzarani costata il penalty, perché per il resto la sua è stata un’ottima prova, fatta di innumerevoli scorribande offensive e tanti cross, anche se non sempre precisi. Tuttavia gli errori, in gare tanto importanti, costano caro

Armellino 6 – Primo tempo praticamente non giocato, secondo tempo in cattedra. La sua è una gara da due volti, vista l’inconsistenza di una prima frazione in cui gioca poco e male la palla, e una seconda in cui spazia per tutta la mediana, annullando agevolmente un Mazzarani che lo aveva spesso mandato al bar prima dell’intervallo e dando il “là” a diverse opportunità per i giallorossi, chiudendo in crescendo

Arrigoni 7 – Sul podio dei migliori del Lecce come spesso accaduto quest’anno, il metronomo mette voglia ed esperienza contro un Catania dal centrocampo stellare. E in effetti lui soffre tantissimo, soprattutto perché abbandonato dai colleghi di reparto per tutta la prima frazione. Mette comunque tantissimi buchi stoppando insidiose ripartenze, si muove tanto e bene e fa girare alla grande la squadra (che troppo spesso vanifica gli spazi creati) soprattutto nel finale

Mancosu 6 – Non fosse stata per la magia con cui manda in gol Di Piazza, staremmo parlando del peggiore in campo. Impreciso, affrettato, spesso fuori posizione, il sardo sembrava in giornata-no come non lo si vedeva da tantissimo tempo. Ecco poi il coniglio dal cilindro: una verticalizzazione da standing ovation che di fatto vale il pareggio. Peccato si sia espresso a giri bassissimi, perché i tempi e gli spazi per fare ancora di più c’erano tutti

Costa Ferreira 5,5 – In campo per un’ora circa, non aveva eccessivamente demeritato, risultando tra i migliori dei suoi ma solo perché i compagni stavano facendo ben peggio. Schierato ancora tra le linee, il portoghese infatti è apparso più nel gioco di altri, senza riuscire però a produrre occasioni da rete significative né sfruttando gli spazi talvolta aperti dai mobili attaccanti di Liverani. Chiamato in panca, con Tsonev il Lecce ha cambiato volto

Caturano 5 – A proposito di giornate negative, quella della punta campana può certamente essere annoverata tra di esse. Si sbatte, lotta, si impegna, ma con le strette maglie della difesa etnea (e con l’imprecisione inspiegabile dei suoi compagni) proprio non ce n’è. La sua gara in area di rigore è tutta in una torsione agevolmente parata da Pisseri e un paio di sponde non raccolte. Il cambio con Dubickas è inevitabile

Torromino 4,5 – Peggiore del Lecce come spesso gli accade, il crotonese è stato un fantasma per l’ora di gioco in cui ha camminato sul terreno di gioco del Via del Mare. Un cross e un paio di spunti in velocità sono troppo poco per uno come lui, in una gara così fondamentale. A differenza di Caturano, chiamato a sportellare, lui di spazi ne aveva eccome, ma non è riuscito a sfruttarli nemmeno lontanamente ed è stato giustamente richiamato in panchina

Tsonev 6,5 – Il suo ingresso regala vivacità alla manovra. Appena entrato in campo il Lecce avanza il suo raggio d’azione ed inizia a giocare bene. Nel finale il bulgaro risulta imprendibile per la difesa di Lucarelli, e in un paio di occasioni solo la sfortuna gli impedisce di lasciare il segno

Di Piazza 7,5 – Una furia, oltre che un ritrovato e decisivo bomber. Di nuovo in campo dopo oltre un mese, fuga da subito i dubbi sulla sua condizione con un paio di scatti. Sono solo le prove generali per il gran gol che mette a segno pochi minuti dopo con un’azione da punta straordinaria; scatto, dribbling e diagonale mancino imprendibile gli ingredienti per il pari. Manda in crisi la difesa catanese, sfiorando altre tre volte un gol che avrebbe fatto ancor più esplodere la gioia dei tifosi: a posteriori sarebbe dovuto partire dal primo minuto

Dubickas 6 – Venti minuti conclusivi in cui si muove bene e mette in difficoltà gli avversari, pur non riuscendo a concludere

Marino sv

All. Liverani 6,5 – Il meno colpevole del pessimo primo tempo dei suoi, partiti a razzo e rimasti scioccati dal rigore di Lodi. Mentre infatti il tecnico predicava calma nelle giocate, gli interpreti in campo si addentravano in improvvisate, forzate e dunque imprecise giocate, per la furia del trainer in panchina. Nell’intervallo la strigliata, poi i cambi e infine il sostanziale cambio di musica, con il Lecce padrone nella mezz’ora finale in cui ha prodotto sei palle gol, non rischiando più. La squadra c’è, ma deve imparare a gestire meglio la tensione perché d’ora in poi in campionato per i giallorossi ci sarà da soffrire

CATANIA:

Pisseri 6,5 Aya 5,5 Bogdan 5,5 Tedeschi 7 Marchese 6 Caccetta 6 Lodi 7 Mazzarani 6 Caccavallo 6 Curiale 4,5 Di Grazia 6,5 Rizzo 6 Russotto 6 Semenzato sv Ripa sv All. Vanigli (Lucarelli squalificato) 6,5