Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

LECCE – Le pagelle: Cosenza è il miglior attaccante. Arrigoni bravo e sfortunato, rabbia Di Piazza

Le pagelle di Rende-Lecce

LECCE:

Perucchini 6 – Il Rende è avversario decisamente ostico, ma lui non subisce tiri in porta prima del quarto d’ora finale. E anche quando calciano, i biancorossi non impensieriscono particolarmente il sempre sicuro portiere bergamasco, preciso in ogni intervento. Unico errore quando viene ammonito per aver raccolto con le mani il retropassaggio di Cosenza, che si era alzato il pallone con il piede. Piccola leggerezza

Lepore 6,5 – Il capitano torna ad essere vispo e propositivo dopo la pausa con il Catania. Per un’ora circa si attacca solo dalla sua corsia, ma non riesce a piazzare l’assist decisivo. Poi ecco il coniglio dal cilindro: l’ottimo cross da punizione che propizia il vantaggio di Cosenza. Un picco della sua classe in una gara di sofferenza su Blaze

Cosenza 7,5 – Il muro della difesa giallorossa è il miglior difensore e il miglior attaccante del pomeriggio in casa Lecce. Oltre ad essere insuperabile per i malcapitati Ricciardo e Actis Goretta, pone la firma sui tre punti grazie a un gol da attaccante puro sottomisura che gli vale la terza gioia stagionale. Nel finale qualche difficoltà, vedi le due punizioni che causa per un retropassaggio avventato e una gamba troppo alta. Nulla che possa scalfire il giudizio sulla sua prova quasi perfetta

Marino 6,5 – A sorpresa, e giustamente viste le caratteristiche della partita, parte titolare, e non delude le aspettative. Attento dal primo all’ultimo minuto, contiene agevolmente gli avanti biancorossi per quasi tutto il match, peccando in un paio di circostanze solo quando gli attacchi del Rende si fanno continui ma senza commettere gravi errori. Promosso al rientro da titolare in campionato dopo quasi due mesi anche perché entra nell’azione del gol

Legittimo 6 – Nessuno si immaginava venisse schierato dal primo minuto, forse nemmeno lui. Nonostante la tipologia di gara combaciasse con le sue caratteristiche più da terzino abile a contenere che a spingere, tarda a entrare in gara. La sua è una sufficienza striminzita ma meritata perché, nonostante la giornata super di Gigliotti e Rossini, riesce a dare una mano alla retroguardia non senza affanni

Armellino 6,5 – Da subito lascia perdere il fioretto e va di sciabola, stretto nella morsa Franco-Pambianchi che gli concedono pochissimi spazi per le sue giocate. Alla lunga sale in cattedra, sfiora il gol dalla distanza e, con l’uscita dal campo di Arrigoni, prende in mano le chiavi del centrocampo. Dare qualità alle giocate in un match del genere era quasi impossibile, ma lui ci riesce pur solo parzialmente

Arrigoni 7 – Gli applausi dello stadio rendese quando lascia il campo per la botta a naso e testa sono meritati e non solo per la paura occorsa. Lotta da leone, orchestra bene sul quasi impossibile campo di gioco del Lorenzon  riuscendo a dare una mano importante alla squadra nel corso di un match giocato a maglie strettissime. La gomitata impunita di Vivacqua lo mette ko, ma la sua prova da frangiflutti resta ottima, visto che fin quando è in campo il Rende non calcia praticamente mai in porta

Mancosu 5,5 – Incolore e assente nel contesto della manovra di Liverani, il sardo non lascia il segno. Si impegna, prova a mettere in campo i muscoli, ma gare del genere non sono assolutamente le sue. Non ha spazio per le giocate a causa delle dimensioni eccessivamente ridotte del campo di gioco e dell’asfissiante pressing di Gigliotti e Rossini, e per il Lecce è tutto più difficile. Meglio nel secondo tempo, a è troppo poco per lui

Tsonev 5,5 – Rispetto a Mancosu si muove decisamente di più, ma sbaglia anche enormemente troppo. Il bulgaro, come tutti i giocatori più tecnici del Lecce, si dimostra un pesce fuor d’acqua in una gara da lottatori puri, riuscendo solo a sfiorare le giocate di cui la squadra avrebbe bisogno. Dopo l’ennesimo errore Liverani lo sostituisce

Dubickas 6 – E’ sicuramente la novità meno attesa dello starting eleven giallorosso, e non delude completamente le attese. Chiamato in causa dal tecnico leccese per sportellare in una gara da palati poco fini, si impegna e si sbatte contro avversari molto più esperti di lui. Sfiora un gol, un altro lo segna ma è fuorigioco. Non è tantissimo, ma essendo il suo esordio da titolare ci si può accontentare

Caturano 5 – Chi esce con le ossa metaforicamente rotte dalla trasferta calabrese è proprio la punta di Scampia, alla terza prova impalpabile di fila dopo quelle con Trapani e Catania. Non riesce a barcamenarsi quando gli avversari giocato a maglie strette e lo si vede anche oggi. La sua gara è tutta in un bel cross per Dubickas. Poi solo confusione e pasticci

Di Piazza 6 – Come con il Catania, dimostra di avere un’altra marcia rispetto a Caturano. Manda in crisi la retroguardia biancorossa, soprattutto Porcaro, riuscendo a crearsi quasi dal nulla tre palle gol che però spreca malamente. Ad abbassare il suo vuoto c’è un atteggiamento inspiegabile: litiga con Liverani, dopo il fischio finale corre negli spogliatoi senza salutare nessuno (tifosi compresi) e nel postpartita non manca una frecciatina su Instagram della serie “meglio che stia zitto”. Talento sì, ma serve la testa

Torromino 6,5 – Abulico con il Catania, inarrestabile quest’oggi. Chiamato a gara in corso a fare il trequartista, a livello di posizionamento va così e così ma la grazie alla sua tecnica sale in cattedra e dà una sterzata alla squadra, mandando due volte in porta da solo Di Piazza

Di Matteo 6,5 – Assieme a Torromino è decisivo nello spingere la squadra all’attacco degli avversari. Appena entrato in campo conquista il calcio di punizione che porta al gol-vittoria con un guizzo dei suoi. Approccio super

Megelaitis 6 – Per scendere in campo in un momento tanto delicato del match ci vuole carattere e concentrazione, e lui la mette tutta per contribuire alla vittoria finale

Persano 6,5 – Altro innesto positivo della ripresa. Sfiora tre volte la gioia personale e mette in difficoltà un Pambianchi fino a quel momento quasi perfetto. Può dire la sua in futuro nonostante l’arrivo di Saraniti

All. Liverani 6,5 – A leggere le formazioni, un po’ tutti avevano pensato a un colpo di testa dell’allenatore giallorosso. Tutto sommato l’opzione di puntare su elementi meno tecnici e più muscolari si è rivelata quella giusta nonostante il brutto primo tempo, visto che gli innesti freschi nella mezz’ora finale hanno potuto far valere ancor più le loro qualità, mandando in crisi gli avversari. Certo, sul giudizio pesa il gol-vittoria, anche fortunato, di Cosenza, ma il risultato può comunque considerarsi giusto. Il tecnico romano anche stavolta ci ha visto lungo

RENDE:

Forte 6 Sanzone 6 Porcaro 5,5 Pambianchi 6 Gigliotti 6 Rossini 6,5 Laaribi 7 Franco 6,5 Blaze 6,5 Vivacqua 6 Ricciardo 5 Viteritti 6 Ferreira 6 Actis Goretta 6 All. Trocini 6