LECCE – Moriero, Samb ma non solo: “Sogno i giallorossi promossi da primi. Rizzo? Dura essere tecnici e tifosi”
Cresciuto nel Lecce, club di cui è sempre stato tifoso e con la cui maglia ha sommato 158 presenze e 11 reti in campionato, Francesco Moriero è uno dei giocatori più amati di sempre dal pubblico salentino. Dopo non essere riuscito, al contrario e per una concomitanza di fattori, a far gioire i propri conterranei anche da allenatore dei giallorossi, l’ex guida tecnica, tra le altre, di Frosinone, Catanzaro e Catania ha visto prepotentemente rilanciata la propria carriera in Serie C dal super inizio avuto nella sua nuova avventura sulla panchina della Sambenedettese. Del suo presente e del suo passato, ma non solo, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni.
Dopo dieci turni, e con una gara in meno rispetto al Pordenone capolista a +1, la sua Samb è seconda e sta facendo sognare i caldi tifosi del “Riviera delle Palme”. Soddisfatto di questo avvio?
“Sono soddisfatto, certo, e non potrebbe essere altrimenti visto che ci troviamo lì in alto, davanti a tanti club attrezzatissimi per inseguire il primo posto finale. Noi sinceramente non guardiamo la classifica, restiamo con i piedi ben piantati per terra e pensiamo solo a giocare partita dopo partita. D’altronde l’obiettivo che la società mi ha prefissato è quello di far crescere i giovani e valorizzarli. Per questo motivo resto concentrato su questo tipo di lavoro, anche perché nonostante la classifica sorrida a noi sono altre le pretendenti alla vittoria finale, le quali hanno costruito vere e proprie corazzate per la categoria”.
Tra i tanti impegni della sua settimana alla guida dei rossoblù, trova il tempo per dare uno sguardo all’andamento del Lecce?
“Sono e sarò sempre tifoso del Lecce, e da tale lo seguo con passione. Mi fa piacere vedere i giallorossi primi, ma non dimentichiamo che questo è un campionato lungo e difficile, in cui è fondamentale mantenere i piedi per terra e cercare il proprio equilibrio perché le sorprese sono dietro l’angolo, così come tante sono le squadre agguerrite che si incrociano durante il cammino. I buoni risultati che la squadra sta raccogliendo sono merito di mister Rizzo, che ha gettato basi importanti e di qualità, e di mister Liverani, che sta valorizzando al meglio le caratteristiche della rosa. Mi auguro che si possa mantenere la vetta quanto più a lungo possibile”.
Lei e mister Rizzo siete accomunati dagli ottimi risultati raccolti da calciatori giallorossi ma anche dalla sfortuna della vostra avventura da allenatori del Lecce. Quant’è difficile per un leccese far bene su quella panchina?
“Credo che tra la mia vicenda e quella di Rizzo ci siano delle differenze. Io non ho praticamente potuto lavorare, poiché ho sempre avuto a disposizione un collettivo incompleto poiché falcidiato dagli infortuni già ad inizio stagione, in cui sono spesso stato costretto a lanciare giovani comunque di qualità come ad esempio Sebastiano Luperto (ceduto poi al Napoli e attualmente titolare dell’Empoli in Serie B, ndr). I risultati non sono arrivati, ma io per Lecce non mi sarei mai tirato indietro. Roberto ha invece potuto lavorare bene ed ha secondo me svolto un gran lavoro, i cui frutti si stanno vedendo anche adesso sotto la gestione-Liverani. Credo non sia riuscito a reggere la pressione dell’essere al contempo allenatore e tifoso, cosa per nulla facile vista la passionalità che contraddistingue i supporter giallorossi. Peccato, perché sarebbe stato bellissimo conquistare la promozione con un leccese in sella”.
Come la vivrebbe Moriero se il destino facesse nuovamente incrociare le strade di Lecce e Sambenedettese, come avvenuto nei playoff dello scorso campionato?
“Mi auguro di no, perché in tal caso ovviamente dovrei fare il mio compito, quello di fare il meglio per la Samb. Come detto, noi pensiamo a crescere settimana dopo settimana, mentre per quanto riguarda il Lecce spero che possa arrivare la tanto agognata promozione in Serie B per via diretta. La città se lo merita pienamente”.
