
ph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Una sinfonia nel primo tempo, Tete-Krstovic al top. Kaba unica nota stonatissima: le pagelle
LE PAGELLE DI EMPOLI-LECCE
Falcone 6: Quando gioca coi piedi sono quasi sempre brividi, come quando appoggia un pallone corto a Coulibaly che si addormenta, facendosi anticipare da Maleh al limite dell’area giallorossa. Piedi a parte, è abbastanza sicuro tra i pali e nelle uscite. Reattivo su Esposito nella ripresa. Incolpevole sul gol.
Guilbert 6,5: Migliora di partita in partita. oggi si dedica prettamente alla fase difensiva e lascia in campo tutto quello che ha. Se la cava con Cacace e fionda in area delle rimesse laterali con le mani che sembrano corner.
Baschirotto 6: Il gol dell’Empoli nasce dalle sue parti ma non sporca una partita giocata col randello in mano a pulire l’area della sua squadra con ogni mezzo possibile. Soffre nella parte centrale della ripresa.
Jean 6: Si vede di meno rispetto a Baschirotto ma il suo compito lo fa bene, con tempismo, ordine e puntualità. Al netto di qualche mezzo buco, coperto dai compagni, gioca una partita positiva sia da centrale, sia da terzino.
Dorgu 6,5: Nel primo tempo, col Lecce che costruisce occasioni ad ogni discesa, si occupa prevalentemente di tenere la posizione su Gyasi. Si fa rubare la posizione dallo stesso in occasione del gol empolese. Poi, quando Giampaolo lo spedisce in avanti, cambia la musica. Accelerazioni, grattacapi agli avversari e anche un bell’assist per l’1-3 di Krstovic. Certo, da terzino ormai rende al 50%, forse meno, ma quando c’è un’emergenza, lui c’è sempre.
Helgason 6,5: Contribuisce in maniera decisiva allo splendido primo tempo giallorosso, mettendo in mezzo il pallone poi scaraventato in porta da Morente per lo 0-1, facendo girare bene il pallone sulla corsia con Pierotti, inventando due splendidi assist per Krstovic al 15′ e al 38′, non sfruttati. Il gol dell’Empoli nasce da una sua palla persa in uscita ma il suo cambio ha tolto quel pizzico di qualità in più in mezzo al campo.
(52′ Kaba) 4,5: Dal suo ingresso in campo, il Lecce ha giocato in dieci uomini. Sembra un pugile suonato: arriva in ritardo sul pallone, non indovina mezzo passaggio, spesso è fuori posizione, è lento e appare anche appesantito. Nota stonatissima della bella vittoria di Empoli.
Coulibaly 6: Partita a specchio con Pierret. Nel primo tempo si vede di meno, sovrastato dalla grande prova del suo compagno francese. Nella ripresa cresce a vista d’occhio, minuto dopo minuto, ringhiando su qualsiasi avversario avesse la sfortuna di passargli accanto, prendendo e dando anche un sacco di legnate.
Pierret 6: Nel primo tempo si carica la squadra sulle spalle contrastando, raddoppiando, pressando alto e fungendo da starter per l’azione offensiva. Male invece nella ripresa, inaugurata con una sciagurata palla persa ai propri 30 metri e con altre imprecisioni coperte da Coulibaly. Si becca anche un giallo nella fase caldissima ma tiene botta nei minuti decisivi sino al cambio.
(82′ Ramadani) 6: Ritorna in campo dopo diverso tempo, pasticcia un po’ ed è un po’ troppo leggerino nei contrasti dei primi minuti ma poi dà il via all’azione del terzo gol con l’apertura per Dorgu.
Pierotti 6,5: Approccio un po’ pasticciato ma poi mette lo zampino sul primo gol collaborando all’azione. Disciplinato in fase difensiva, dove raddoppia e spesso risolve a favore dei suoi alcuni contrasti. Cala nella ripresa dopo aver dato tutto.
(67′ Bonifazi) 6,5: Il suo ingresso ha abbassato la temperatura del motore della squadra che stava andando in ebollizione. Ordinato, disciplinato al netto di una sola imprecisione, preciso negli interventi. Aggiunge minutaggio, il suo pieno recupero può essere importantissimo.
Krstovic 7,5: Il peso specifico dei due gol segnati è di certo maggiore rispetto agli almeno due falliti clamorosamente nel primo tempo. Questo è Krstovic, prendere o lasciare. A Empoli confeziona la sua prima doppietta in maglia giallorossa in una partita nata bene e finita meglio. Certo, avesse anche la freddezza sotto porta…
Morente 7,5: Gol e assist, tanta corsa e qualità nel primo tempo, senso della posizione nei ripiegamenti, intelligenza tattica sia sul primo, sia sul secondo gol. Forse il Lecce sta cominciando a vedere il vero Morente, rimasto in armadio per buonissima parte del girone d’andata. Unica pecca: stupidissimo cartellino giallo per allontanamento del pallone nel primo tempo.
(82′ Karlsson) sv: Entra per tenere qualche pallone nella fase calda, non lascia grossi segni.
All. Giampaolo 7: Il Lecce gioca uno dei migliori primi tempi della sua storia recente, andando avanti di due gol, sciupandone almeno due altri clamorosi. Si fosse andati a riposo sullo 0-4 (minimo) nessuno avrebbe potuto dir nulla. Squadra solida, compatta, disposta al sacrificio, che non ha alcuna paura a giocare palla, concentrata e pragmatica, gol falliti a parte. L’approccio alla ripresa è un mezzo incubo. Il Lecce sembra rimasto negli spogliatoi e prende subito il gol dell’1-2. In mezzo non si vince più alcun rimpallo, sulle seconde palle si arriva sempre tardi, la manovra non è più fluida: tutto il contrario di quanto è successo nel primo tempo. La scelta di togliere Helgason per inserire un Kaba totalmente sfasato ha, di fatto, lasciato la squadra in dieci e poteva costare cara. Merito al tecnico di essere poi intervenuto sul modulo, spostando Dorgu in avanti, inserendo Bonifazi in mezzo, spostando Jean terzino sinistro. Da quel momento la squadra ha sofferto di meno e ha ricominciato a produrre occasioni da rete in contropiede fino a trovare il terzo gol. Vittoria pesantissima perché ottenuta in trasferta, in uno scontro diretto e in piena emergenza. Un pizzico di fortuna, nel cuore del secondo tempo, ha fatto il resto. Tre punti d’oro e si sale a 20.