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foto: Saverio Sticchi Damiani
ph: Massimo Coribello/SS

LECCE – Sticchi compatta l’ambiente: “Capisco i tifosi, sono aperto al confronto. Daremo tutto per salvarci”

Una lunghissima conferenza stampa quella che ha avuto come protagonista odierno il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani, il quale ha indetto l’incontro con i giornalisti con l’obiettivo di rasserenare gli animi e placare le tensioni nel momento complicato che sta vivendo la squadra di Marco Baroni.

L’incipit è stato una lunga premessa per far capire in che contesto si deve muovere un club come il Lecce: “Partiamo da un’analisi sul mondo del calcio. Un momento necessario per far capire il perché di determinate scelte. Si tratta di un tema che è frutto di una mia visione specifica, ma che è ultimamente condivisa dai club medio piccoli della A. In questo momento nella massima serie si stanno formando due blocchi: da una parte le grandi che si giocano la possibilità di andare in Europa e dall’altra parte le medio piccole che al momento non sono interessate da questa possibilità. I top team partecipanti alle manifestazioni europee percepisce dei bonus e quindi una serie di risorse. Chi non vi partecipa ha come uniche risorse i diritti domestici, che sono principalmente i diritti tv. Questi, in base alla legge Melandri, danno alle grandi la parte più importante delle risorse, che si sommano agli introiti della UEFA. Così la distanza si allarga e in un momento in cui sono emerse delle plusvalenze fittizie il campionato di Serie A risulta ancora più povero, con le piccole che si danno battaglia per non retrocedere con poche risorse che provengono, così sono costrette a fare rinunce o indebitarsi”.

Sul tema, prosegue: Alcune hanno rinunciato a investire sul vivaio, altre hanno deciso di indebitarsi. Siccome veniamo da anni di Covid, in cui c’è stato un indebitamento fisiologico, il rischio di indebitarsi è grande. L’U.S. Lecce, per scelta mia e condivisa con i soci, sta provando a fare qualcosa di diverso: abbiamo rilanciato il settore giovanile e non ci vogliamo indebitare. In questo momento storico, la visione del club, della proprietà e del presidente è quella di cercare con serietà e trasparenza di rilanciare un settore giovanile e di tenere i conti in ordine, è questo l’obiettivo di questa stagione. Questa visione ha un prezzo da pagare, ovvero alzare al massimo il livello di difficoltà di quello che è il nostro progetto tecnico. In questi giorni vedo chi si improvvisa a fare i conti in tasca alla società, dunque facciamo chiarezza. Da dove derivano le difficoltà delle medio piccole, delle neo promosse e in particolare del Lecce: le neo promosse sono coinvolte in una follia, perché le tre neo promosse sono le uniche tre di A che sostengono la Serie B alla quale lasciano 3 milioni ciascuno, un elemento che ci rende meno competitivi. Chi sale dalla Serie B non ha la possibilità di fare delle plusvalenze importanti come hanno fatto Spezia e Verona nel recente passato, di fare delle operazioni di alto livello. Noi avremmo potuto ma abbiamo scelto di non farlo per dare priorità alla salvezza, perchè a gennaio abbiamo respinto un’offerta importante in quanto la società ha messo al primo posto la salvezza. Il Lecce deve badare anche allo stadio, per una convenzione che abbiamo deciso di accettare noi, perché non avevamo alternative e quest’anno sono andati via 2 milioni e mezzo. Non  è polemica ma è rappresentare i fatti. A tutto questo si somma la mia visione: io non voglio debiti”.

L’equilibrio economico è un punto sul quale Sticchi non transige: Non abbiamo debiti con alcun istituto bancario, siamo oramai prossimi allo zero, è una mia fissazione perché questo è l’unico modo per dare un appeal importante al club e poi abbiamo scelto di destinare una parte del budget al settore giovanile e alla primavera che oggi ci ha portato a qualcosa di straordinario. Abbiamo rinunciato a dei giocatori in prima squadra per avere un risultato dignitoso, oggi stiamo davanti ad un risultato brillante perché la Primavera in testa a 10 punti di vantaggio dalle big del campionato è un capolavoro, è la migliore ottimizzazione possibile, si tratta di una plurivalorizzazione di guadagno, grazie ad una serie di intuizione fatte da Corvino, Trinchera e Delvecchio, un gruppo di lavoro che non dorme la notte per valorizzare al massimo le risorse del Lecce. Abbiamo deciso di eliminare ogni forma di spreco, siamo ultimi o penultimi nelle commissioni ai procuratori, abbiamo un amministratore delegato, il dott. Mencucci, che mi sta aiutando ad efficientare le risorse, Mercadante che lavora h24 sulle strutture. Qui c’è tutta gente che dal presidente al magazziniere non dorme la notte per fare il meglio possibile, quando leggo delle valutazioni ingenerose fatte da chi non conosce veramente come stanno le cose mi dà fastidio. Sapete quanto ci è costato uscire dalla Serie C? A questo gruppo di soci che vogliono bene al Lecce solo quel passaggio è costato 25 milioni di euro. Nessuna delle società nel nostro calcio è pronta a perdere soldi, nemmeno i fondi stranieri, le società nel calcio durano se si raggiunge un equilibrio economico-finanziario, altrimenti bisogna sperare che l’imprenditore principale stia bene e che le sue aziende vadano sempre bene, solo chi trova l’equilibrio può andare oltre questi aspetti. Noi vogliamo rendere il Lecce una struttura con un equilibrio economico finanziario. Ho dovuto dire tanti no che hanno complicato il progetto tecnico, ma non abbiamo risparmiato sul settore giovanile, essere in testa al campionato primavera significa avere il futuro assicurato e abbiamo un’opportunità incredibile. Il vero grande progetto di calcio è a Lecce. Qui c’è gente che lavora tutto il giorno per il bene del Lecce”.

L’obiettivo è solo uno, ovvero salvarsi: “Questa Serie A, oltre a meritarla, ho una voglia matta di conservarla, perché vedo il progetto che sta nascendo. Ci sono squadre in A che si sono anticipate il paracadute, ipotecate i centri sportivi, mentre nella mia Serie A c’è la squadra più giovane che sta dando il massimo e una primavera in testa al campionato. E ho bisogno di conservarla perché mi può permettere di crescere sempre di più, per farlo stiamo superando delle difficoltà importanti. Il momento sportivo dispiace, un punto in sette partite ti toglie il sonno, non vedo l’ora che passi questo periodo, per riprendere a dormire la notte. Devo essere realista e penso che questo può accadere al Lecce e ad altre società. L’Inter nelle ultime cinque gare ha fatto un punto. Contro Sampdoria, Napoli e Fiorentina la squadra mi è piaciuta, così come non mi è piaciuta contro l’Empoli perché abbiamo perso facendo pochissimo contro chi ha fatto poco, però devo dire che la squadra ha fatto le sue prestazioni. Noi oggi siamo qui con 28 punti, con una grande opportunità a +5, le sette partite con un punto dispiacciono a tutti, però io ricordo in questi anni di gestione che abbiamo superato periodi ben peggiori, rispetto a questo. Mi ricordo, e ci sono anche affezionato, quello che accadde dopo il Siracusa, sembrava tutto perso, in quel momento ci siamo ricompattati tutti, la Curva Nord venne per un confronto per spiegare il nostro impegno totale, fu un confronto tra uomini e quel giorno ripartì tutto ed eravamo in Serie C, lì ci siamo giocati la vita o la morte e abbiamo trova la forza dentro noi stessi e siamo ripartiti in modo onesto. Abbiamo affrontato momenti peggiori, come una retrocessione e dopo dei play off persi, abbiamo superato tutto. E non possiamo ripartire oggi dopo un pari in casa contro la Sampdoria? Non possiamo compattarci tutti sapendo il livello di difficoltà massimo che stiamo affrontando”.

Il presidente giallorosso spende poi delle parole in difesa della squadra: “In otto anni mi sono capitati gruppi buoni e non buoni, oramai li riconosco subito. Quando c’è stata qualche mela marcia, vi garantisco che rispetto a quei casi e quei giocatori abbiamo difeso la maglia e la società da chi provava ad inquinare il gruppo, facendo cose inimmaginabili. Io stesso sono arrivato al livello di reazioni feroci che non mi appartengono, questo è un gruppo perfetto, tutti sono pronti a dare il massimo, non c’è un elemento che pensi a se stesso. Sono dei ragazzi veri che compongono un gruppo vero, che si meritano la mia difesa. Lavorano con serietà e sono certo che faranno qualsiasi cosa per raggiungere l’obiettivo”. 

Sulla tifoseria: “Non dormono come noi, non stanno facendo meno di quello che sta facendo la società, stanno fecondo il massimo sforzo possibile. Siamo soli, perché a noi non ci aiuta nessuno, o ci stringiamo tutti attorno a questo gruppo di lavoro, perché altre ricette non ne abbiamo. Ai nostri avversari non sembra vero di sentire che a Lecce qualcosa scricchiola, non sembra vero di fare i pezzi su Baschirotto che va via dalla curva dopo che per 90 minuti si è fatto un mazzo così. Chi lo enfatizza vuole farci rompere. Siamo soli mettetevelo bene in testa, siamo soli su tutto, perché le piccole in A contano poco e niente. Io sono disponibile a confrontarmi con chiunque, tifoseria organizzata o non. Non direi cose diverse da quello che ho detto oggi. Mi auguro che le risposte che cercavano siano arrivate”.

La contestazione è comprensibile e Sticchi lo ha anche spiegato allo spogliatoio: “I ragazzi erano dispiaciuti per il pareggio, perché hanno profuso ogni sforzo che serviva come il pane. Sta a noi spiegare il senso le parole della Curva che sono figlie della passione. Il tifoso è libero di dimostrare il suo dissenso e tocca a noi spiegare che quelle parole sono parole di passione e che sono uno sprono, non c’è da offendersi. Per me contro la Sampdoria la squadra ha dato tutto, però rispetto chi ritiene che la squadra può dare di più. Io sono sicuro che si tratta di passione allo stato puro”.

Ora sotto con il prossimo appuntamento:Contro la Sampdoria sono arrivati segnali importanti e anche contro il Napoli, in cui abbiamo prodotto tanto, significa che Baroni ha trovato degli accorgimenti che possono essere una medicina a quella mancanza di pericolosità che c’è stata contro l’Empoli. Voglio una squadra ordinata e aggressiva contro il Milan”.