LECCE – Sta nascendo un nuovo Lecce
Di nomi non se ne sono fatti tantissimi, ma la percentuale di obiettivi centrati è elevatissima, come non succedeva da anni. Partenze dolorose, per carità, sopratutto dal punto di vista del legame affettivo, dell'attaccamento alla maglia, dei sentimenti. E' brutto a dirsi e sembra retorico, però è vero: nel calcio non c'è posto, a lungo andare, per i sentimenti. Peppino, Gianni e Cheva restano colonne e bandiere di questi anni giallorossi, su questo non ci piove.
In maniera fredda, quella propria di un buon dirigente, bisogna però guardare al bene del Lecce. Il che comprende mille aspetti: quello economico (ora importante come non mai), quello tecnico-tattico (si è cambiata guida tecnica, con relativo nuovo modo di stare in campo) e quello di spogliatoio, con alcuni calciatori che malvolentieri tollerano, per carattere vincente, l'essere subalterni.
Gli eroi del pallone sono dei reagenti: sul loro rendimento influisce l'ambiente, il loro carattere, il rapporto con l'allenatore, con i compagni, il clima, il momento e mille altre piccole variabili. Tornando alla costruzione del nuovo Lecce, però, penso di non essere pazzo se penso che, sulla carta (con tutto ciò che c'è da verificare) più dotata di quella che ha ottenuto la salvezza nello scorso campionato.
In porta Super Super Rosati ha un degno erede: Julio Sergio, definito il "miglior terzo portiere del mondo". Ricordo un Bayern-Roma, solo per fare un esempio, finita 2-0 per i bavaresi: il brasiliano parò di tutto e di più.
La difesa è il reparto più bisognoso di crescita rispetto a quella che ha incassato 66 gol nello scorso torneo. Fuori i due brasiliani Fabiano (offerta irrifiutabile dalla Cina, per un contratto pressocchè milionario) e Gustavo (disastrosa la sua esperienza italiana), dentro due colossi come Esposito e Carrozzieri. Il primo cerca il rilancio dopo stagioni segnate da tanti piccoli problemi che ne hanno frenato l'ascesa, il secondo voglioso di tornare protagonista dopo le note vicissitudini. Morris è già leader, amato dai compagni: sarà importante.
A centrocampo Di Francesco punta sul rilancio di Piatti (che sembra rigenerato dal rapporto più "argentino" con il tecnico pescarese) e potrà contare su due mastini: Strasser e Obodo. Il primo è un calciatore su cui il Milan fa affidamento per il futuro, considerandolo l'erede moderno di Rino Gattuso. Obodo è un'incognita solo per gli infortuni che ne hanno segnato le ultime annate, ma il nigeriano è potenzialmente uno dei migliori centrocampisti del campionato. Forza, tecnica, tiro dalla distanza, visione di gioco: dopo Olivera, Lecce prova a recuperare un altro talento indiscusso.
In attacco le novità sono poche, per ora: Jeda e Cacia sono sul mercato, il secondo dovrà partire per forza di cose. La malleabilità dell'impianto di Di Francesco propone come frecce laterali due calciatori che sugli esterni sono terribili: Mesbah a sinistra (probabile che, alla fine della fiera, resti in giallorosso) e Cuadrado a destra. Occhio al colombiano, che molti sottovalutano. Se disciplinato ha numeri per diventare un gioiellino.
Corvia ha l'occasione di scaricare in campo le energie nervose accumulate per l'ingiusto coinvolgimento nella vicenda scommesse, Ofere scalpita per il rientro e Re David… beh, Re David è Re David. Aggiungete a tutto questo che Olivera sta bruciando le tappe e potrebbe essere in campo già per la quinta o sesta di campionato…
Il calcio non è stato, non è e mai sarà una scienza esatta. Date fiducia a questa squadra e prendete il coltello tra i denti.
