LECCE – Sicurezza nel ruolo di secondo portiere, freschezza e tecnica sulla fascia. Ecco Scuffia e Di Chiara
Il mercato del Lecce è finalmente entrato nel vivo, e la rosa a disposizione di mister Pagliari si è rinforzata, questa mattina, con due tasselli importanti provenienti in prestito con diritto di riscatto dal Catanzaro: Tommaso Scuffia e Gianluca Di Chiara.
Nato a Macerata (e dunque concittadino di Pagliari) nel dicembre 1991, Tommaso Scuffia è un giovane portiere dotato di buona tecnica e di un fisico imponente, e nonostante i 23 anni compiuti da poco più di un mese vanta una buona esperienza in Lega Pro che lo rende un’ottima scelta per il ruolo di secondo portiere. Scoperto dalla Maceratese, con il club della sua città ha disputato, appena diciottenne, un campionato di Serie D da titolare, dimostrando ottime qualità e venendo notato da Pantaleo Corvino, che nel 2010 lo porta alla Fiorentina. In viola si limita a qualche comparsata con la formazione Primavera, ed a gennaio viene mandato in prestito al Rimini, nuovamente in Serie D. L’estate successiva fa le valigie per la sua prima esperienza al sud, fortemente voluto dal Melfi in Seconda Divisione. In Lucania disputa due campionati da protagonista, in cui colleziona 70 presenze ed è uno dei principali artefici della salvezza 2011/2012 e del gran torneo che i gialloverdi concludono all’ottavo posto, ad un passo dai play-off, nell’anno successivo. Le buone prestazione del neo portiere giallorosso attirano le attenzioni dell’ambizioso Catanzaro, che nel 2013/2014 lo fa suo. In Calabria però Scuffia non trova il giusto spazio, chiuso dalla forma smagliante del più esperto Bindi, e collezione appena due presenze. Nel campionato in corso le cose vanno leggermente meglio e viene scelto come titolare in 7 gare su 21, tra cui la gara che il Catanzaro pareggia per 2-2 in rimonta a Lecce ed in cui mostra buone qualità. Nella sessione invernale lo stesso club salentino lo sceglie così come vice-Caglioni, dopo la rescissione di Petrachi, ed il suo compito sarà quello di farsi trovare pronto qualora l’esperto numero 1 giallorosso dovesse essere indisponibile.
Ventidue anni compiuti dieci giorni fa, palermitano, Gianluca Di Chiara (non è parente di Alberto, difensore del primo Lecce della storia in Serie A) è un terzino sinistro che fa della grande corsa e del piede da trequartista le sue doti migliori, mentre può migliorare sotto il profilo della marcatura e della tenuta difensiva in generale. Cresciuto nelle giovanili del club rosanero, fa il suo esordio tra i professionisti (una sola presenza a 18 anni appena compiuti) nel 2011 alla Reggiana, salvo poi tornare alla casa madre per disputare un Campionato Primavera (’11/’12) da titolare sulla fascia. La stagione successiva è quella del definitivo lancio in Lega Pro e la dipsuta al Pavia (avversario anche del Lecce, nel primo anno della gestione Tesoro), giocando 29 gare e realizzando la sua, fino ad oggi, unica rete in carriera. Le buone prestazioni in Lombardia gli valgono la chiamata del Latina, neopromosso in Serie B, ma tra i cadetti non trova il giusto spazio (appena tre presenze) e risponde presente alla chiamata, arrivata a gennaio, da parte del Catanzaro. Dopo le sette presenze dell’ultima parte della passata stagione, in quella in corso è invece padrone assoluto della corsia mancina del club calabrese, non riuscendo tuttavia ad evitare il deludente andamento della sua squadra, ben lontana dalle primissime posizioni. Dopo un anno al “Ceravolo”, accetta dunque l’offerta di Antonio Tesoro ed approda alla corte di Pagliari, che potrebbe farlo già esordire domenica complice la squalifica di Lopez, con il quale si giocherà il posto da titolare in questa seconda parte di campionato.
