LECCE – Savino Tesoro saluta: “Non lascio per contestazione, ma per ostilità  dell’ambiente. E se non arriveranno offerte…”

Foto: Savino Tesoro (@SalentoSport)

Come preventivabile, la gestione Tesoro dell‘Unione Sportiva Lecce è ai titoli di coda. Nella conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sala stampa del “Via del Mare”, il patron Savino Tesoro ha parlato a tutto tondo della situazione societaria e delle sue intenzioni dopo le infinite polemiche, culminate nella contestazione di domenica scorsa, che hanno accompagnato il Lecce negli ultimi mesi.

L’attuale presidente ha aperto dichirando immediatamente la sua decisione, e le principali motivazioni che l’hanno indotto a prenderla: La mia avventura al comando dell’Us Lecce terminerà a fine stagione. Ci tengo subito a precisare che ho quest’intenzione da tempo, ed è stata ragionata ben prima della contestazione della gara con il Savoia. Quella mi ha fatto si male, soprattutto perché di costruttivo non ci ho trovato davvero nulla, ma è stata solo l’ultima espressione di un’ostilità di tutto l’ambiente, comprese stampa ed istituzioni locali, che non mi hanno mai appoggiato e da cui ho solo spesso e volentieri sentito cattiverie nei miei confronti. Si è venuto a creare un ingiustificato clima di ostilità nei nostri confronti che non contiene più i presupposti per continuare su questa strada. Mi hanno detto ed oggi accontento tutti. In ogni caso, in questi tre mesi sarò molto presente e farò il mio lavoro fino in fondo”.

Tra le principali ragioni che hanno portato Savino Tesoro a decidere di vendere la società c’è l’ostilità da parte della stampa locale: “Da quando sono arrivato, troppe testate giornalistiche hanno pensato di insultarmi più che parlare di calcio e del Lecce, non facendo dunque il loro lavoro. Questa gente non ha mai fatto il bene del Lecce, e mi riferisco in modo particolare ad alcuni giornalisti del Nuovo Quotidiano di Puglia. Posso accettare che un tifoso non sappia alcune vicende legate alla società, e mi accusi magari di elemosinare prestiti e svendere il vivaio. Se però a farlo è un giornalista, qui subentra l’ignoranza, perché non è possibile non sapere che abbiamo sotto contratto ben 26 elementi, più una ventina di ragazzi che abbiamo mandato in giro a fare esperienza, ma che sono di nostra proprietà”.

Sui tifosi, poi aggiunge:Loro non c’entrano nulla con la mia decisione. Certo, alcune cose mi hanno fatto male, e come ho detto tra queste c’è quanto accaduto con il Savoia. Credo che quella sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma probabilmente avrei lasciato comunque. A parte le ultime frizioni, devo solo ringraziare i nostri sostenitori, la cua passione mi ha sempre dato entusiasmo nel corso di questa avventura ed è stato da sempre l’unico motore che mi ha convinto a credere in questo progetto. In due anni mi hanno dimostrato grande affetto, e per questo ci tengo a ringraziarli. Se ora vogliono che me ne vada, ripeto, gli accontenterò. Ma cosa pretendevano, che vincessi il campionato per forza, senza tener conto degli avversari? Ci abbiamo provato e abbiamo sfiorato la promozione sempre, non siamo certo arrivati a metà classifica. Ci siamo tenuti dietro squadre come la Salernitana di Lotito e dil Benevento, che spende milioni da anni. Ora ai tifosi chiedo solo una cosa: dato che ho comunicato la mia volontà di andarmene, pensino solo al bene della squadra. Basta cori contro Tesoro, che non si dimette ma vende la società, e semmai solo critiche costruttive”.

Tesoro ha poi risposto ad alcune accuse specifiche riguardanti la sua gestione socetaria: “Ho anche sentito, in questi giorni, che ho pagato il Lecce zero. Nulla di più falso, ed a chiunque voglia passare in società darò la possibilità di vedere le carte che lo dimostrano. Gestione famigliare? Io ho mantenuto mio figlio come ds perché è capace. In ogni caso, Ferguson ha lasciato andare un certo Pogba a parametro zero, ma non credo che nessuno possa dirgli nulla. Di certo non siamo una società del cazzo. Anzi, al contrario, abbiamo rappresentato un modello non da poco per tutti. Errori? Non credo ne abbiamo commessi, poi chiamatemi pure presuntuoso. Riguardo gli allenatori, ho cercato sempre di affidarmi a persone che credevo potessero fare la differenza nella categoria, e comunque in due anni abbiamo centrato i play-off che non sono un risultato da poco. Miccoli? Per ora continuerà ed è tornato ad allenarsi con la squadra, dopo qualche problema personale per cui ci ha chiesto il permesso. Poi si vedrà”.

Segue una stoccata alle istituzioni locali: “Ricordo che al momento del passaggio di proprietà nelle nostre mani, il presidente della Provincia Gabellone fece da garante. Lo vedemmo quel giorno, poi non lo abbiamo visto più, e con lui gran parte dei politici locali che non hanno mai fatto sentire davvero la loro presenza in una delle più grandi espressioni, sotto tutti i punti di vista, del territorio salentino. Questo è un altro aspetto che di certo non ci incoraggia a continuare questa avventura”.

Savino Tesoro ha concluso la sua conferenza stampa parlando del futuro suo e del Lecce:La famiglia Tesoro non resterà nel mondo del calcio, perché ne abbiamo avuto abbastanza e dobbiamo disintossicarci. Ora aspetteremo fino al 30 giugno, dopodiché valuteremo attivi e passivi e non sarà più interesse mio quello che succederà. Di certo, se nessuno si farà avanti, non iscriverò la squadra al campionato. Comunque non credo che il Lecce fallirà mai, perché avrà un futuro in questo territorio. Per oggi si è fatto vivo solo Josef Cala, quello che ha fatto fallire la Salernitana, per intenderci. Qui però c’è un importante tessuto imprenditoriale, e penso che questa società troverà un nuovo proprietario“.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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