LECCE – Savino Tesoro sulla cessione: “A fine giugno lascio, c’è il rischio dilettanti. Qualcuno si è mosso, ma…”

Per la prima volta dal termine della stagione agonistica del suo (ma ancora per poco) club, Savino Tesoro ha parlato in conferenza stampa per rendere pubblici gli aggiornamenti riguardo la cessione della società giallorossa, già preannunciata lo scorso febbraio. Allo stesso tempo l’attuale presidente ci ha tenuto a confutare alcune voci infondate riguardo le sue richieste, ribadendo la volontà di lasciare il Lecce e di non iscriverlo al prossimo campionato di Lega Pro qualora nessuno si fosse fatto concretamente avanti entro il termine prefissato, con l’ipotesi di vedere la compagine salentina nei dilettanti il prossimo anno.

Tesoro ha aperto esprimendo il suo rammarico per il mancato ritorno dei giallorossi tra i cadetti: “Avrei voluto congedarmi da questa città regalando la Serie B soprattutto a quei tifosi che hanno gioito quando abbiamo vinto e si sono disperati quando abbiamo perso. A Lecce succedono cose diverse. Chissà perché facevamo disperare qualcuno anche quando vincevamo. Quando perdiamo, infatti, c’è gente scontenta, ma anche quando si vince, e questo mi fa pensare. Volevo regalare la B ai tifosi veri, a me, alla mia famiglia, ma è arrivato il momento di farci da parte”.

Il presidente ha poi fatto un mini-bilancio della sua gestione: “Tre anni fa trattavo la società coi vecchi proprietari sapendo che la squadra era in Lega Pro, categoria che non volevo intraprendere dopo le esperienze pregresse. Sono comunque andato avanti con sacrifici ed entusiasmo, allestendo squadre che hanno perso finali con altre che giocheranno in Serie A. Ciò a dimostrare che noi proprio scarsi non eravamo. Me ne vado, al di là dei sacrifici economici, in tranquillità. Da 40 anni i campionati si vincono anche scegliendo corsie preferenziali, vedi il caso calcioscommesse di oggi, ma io no ho mai voluto partecipare a questi giochetti. Riguardo certa stampa ostile, nei miei confronti e soprattutto nei confronti del Lecce, vorrei consigliar loro di non commettete questi errori in futuro. La squadra è di tutti, e voi per questioni personali andate contro la squadra.

In merito alla situazione legata alla cessione societaria, l’imprenditore barese ha aggiunto: “Bisogna fare attenzione a non promuovere persone improponibili. Ad oggi l’unico che si è fatto avanti veramente è stato Massimo Ferrero. Di gente da non menzionare, in compenso, ne è venuta a bizzeffe, ma di cordate leccesi nemmeno l’ombra. Ingrosso? Parliamo di circa un anno e mezzo fa, non se ne fece nulla all’epoca perché il mio intermediario mi chiamò dicendomi che il Lecce era invendibile perché aveva troppi crediti. Giusto per ricordarlo, quando ho preso questa squadra ho ereditato 10 milioni di crediti e 10 di debiti. Ai debiti ho fatto fronte subito, ma i crediti devo ancora incassarli. Questa è un’anomalia derivante dal fatto che il Lecce era una società di Serie A. Tornando ad oggi, mi sembra improponibile una cordata con Amorino, Barone, gente che stava al Gallipoli che ha una gestione di duecentomila euro. Anche un altro, Fatano, ha detto di voler comprare a costo zero. Mi dicono di chiedere troppo, poi quando domando quanto sarebbe questo troppo nessuno lo sa. Certa stampa scrive così e la gente poi ci crede veramente. Ci sono imprenditori che vorrebbero comprare a zero euro, ma vorrei sapere come vogliono andare avanti dopo, perché potrei anche fare una sponsorizzazione. La nostra famiglia ci ha tenuto al Lecce e, a parte BetItaly, nessuno ha fatto il bene di questa squadra, sostenendoci nel nostro cammino. Gli imprenditori del territorio se hanno bisogno di pubblicità non parlassero del Lecce, perché questa squadra è una cosa seria e deve essere seria anche in futuro, non guidata da avventurieri. Non ho preso in grande considerazione Ferrero, mi faceva piangere. Il ds blucerchiato Osti, una persona seria, mi ha proposto la cosa ed è lui che mi ha chiamato, e di certo io non ho mai proposto il Lecce. Dopo un primo contatto con Ferrero, non l’ho più risentito direttamente, ma non la reputo una pista granché percorribile, considerati i 24 milioni di perdite della Sampdoria”.

Riguardo invece i numeri dell’operazione, Tesoro ha precisato alcuni aspetti: Il titolo sportivo del Lecce vale zero, ma per ovviare a tutte le fesserie dico che non pretendo di recuperare niente. I conti sono già aggiornati per la scadenza del 30 giugno, e dicono che la società ha 4,2 milioni di debiti tra banche, erario, fornitori e altro, e 3,670 milioni di crediti con Lega ed erario, per uno sbilancio finanziario di 600,000 euro. Il marchio Us Lecce costa 3 milioni da bilancio, ma io lo cancello. I costi del vivaio erano 4 milioni ed ora sono scesi a 1,2 milioni, mentre i giocatori valgono 800,000 euro . Quando sono arrivato io ho messo 10 milioni, chi arriva deve mettere 2 milioni per garantire i debiti. Ho chiesto forse qualcosa di strano? Il vero problema è che chi si avvicina il Lecce deve avere almeno la credibilità di 2 milioni. Poi, cosa mi dai per le attrezzature, vivaio e giocatori? Zero. Ve lo regalo, ma voi dovete mettere il mio stesso impegno per la squadra. Rilevate a zero e poi? Almeno bisogna avere la faccia di dire la verità alla gente. Preferisco salvare questa società dai furbi.

Infine, Savino Tesoro ha chiuso la sua conferenza parlando delle prospettive per il futuro prossimo del Lecce: “Se il territorio non sarà in grado di esprimere alternative valide alla mia gestione, di che cosa stiamo parlando? Quale sarebbe la mia responsabilità? Le responsabilità le so assumere, ma dico che non ha senso iscrivere la squadra al prossimo campionato in queste condizioni. Il mese dopo chi paga gli stipendi? Fare come la Reggina, che si è iscritta senza prospettive ed ha combinato disastri? Se non si presenterà nessuno trarrò le mie conseguenze. Ci dicono da tutte le parti che ci vuole un d.s., però vedi Benevento e Juve Stabia che fine hanno fatto. Poi dicono che il Lecce ha il blasone e deve andare in Serie A. Bene, ma non bisogna andare in giro a dire puttanate, perché se ad oggi non si è fatto avanti nessuno di serio non si può nemmeno pretendere di avere una squadra tra i professionisti. Il titolo del Lecce, ripeto, lo vendo a zero, ma se ci si investe un minimo ci metto anche il patrimonio. Il presidente della provincia Gabellone ci ha detto che non c’è nessuno pronto ad acquistare. Il sindaco Perrone mi ha detto che di certo non può farlo lui il presidente. Dopo abbiamo parlato di una cordata non del posto interessata ed ho esposto i numeri al sindaco. Se nessuno si presenta al 30 giugno chi adempie agli obblighi? Nessuno visto che come molti mi hanno chiesto io non andrò avanti. Non ha senso iscrivere la squadra. Non torno sui miei passi, sono disponibile a dare una mano, ma a gente seria. Io manterrò la guida finché ci sarà la gestione corrente, al 30 giugno deciderò come fare sul piano sportivo. Iscriverò la squadra in D, in Eccellenza, o in Promozione per dare una continuità. Sono fiducioso comunque che il Lecce possa continuare, in onestà credo che qualcuno uscirà fuori, e la prospettiva delle serie minori è remota. Francamente penso più a qualcuno di fuori, però poi penso, che interesse avrebbe? Settore giovanile? Fenomenale. sabato sarò a Monza a vedere le fasi finali. Anche se tutti mi dicono che ho dilapidato il settore giovanile, semplicemente ho speso di meno vincendo i campionati. A Lecce è così. Parco giocatori? Il monte ingaggi è di 2 milioni. Il destino dipenderà dalla nuova proprietà, ma questo è un falso problema rispetto a quello che ho fatto io quando sono arrivato, con 14 milioni di contratti”.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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