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LECCE – Quasi ventimila spettatori in due gare, l’anno scorso ne servirono cinque. Ma i risultati…

Dopo le prime due gare casalinghe della stagione, giocate con Fidelis Andria e Casertana (rispettivamente terza e prima in classifica), il nuovo Lecce di Antonino Asta è riuscito a conquistare il misero bottino di un punto. Se tuttavia, stando a quanto espresso e raccolto dai giallorossi, queste prime uscite interne non hanno certo fatto sognare la piazza, a mantenere accesi e pimpanti gli entusiasmi dell’ambiente leccese e dei tifosi restano i numeri da categoria superiore che la “Tana dei Lupi” ha fatto registrare in questo avvio di stagione.

Le diecimila e seicento presenze dell’esordio con i biancazzurri di D’Angelo e le ottomila e cinquecento nella terza giornata con i rossoblu di Romaniello, sommate vanno a sfiorare le ventimila presenze al “Via del Mare” in appena due turni. Inutile dire che il Lecce detiene attualmente il record di categoria, fa invece decisamente più rumore l’impietoso paragone con la passata stagione. Per sfiorare quota ventimila spettatori, infatti, servono sommare addirittura le prime cinque gare dello scorso campionato (con Barletta, Reggina, Paganese, Casertana e Catanzaro), in cui il Lecce dell’allenatore Lerda, ma soprattutto del presidente Tesoro, non riuscì a stimolare una piazza ancora decisamente scioccata dalle due delusioni consecutive con Carpi e Frosinone. Tutt’altra storia rispetto ad un presente in cui la nuova dirigenza giallorossa ha saputo riaccendere i sopiti entusiasmi riportando allo stadio chi, soprattutto nell’ultima stagione, se ne era allontanato.

Purtroppo questo non è bastato a far partire a razzo la squadra di Asta, con il tecnico primo sorpreso sul fatto che i suoi ragazzi siano sembrati, nei frangenti iniziali dei due match casalinghi, quasi intimoriti da cotanto calore. Di contro, gli avversari non hanno fallito nel trovare motivazioni notevoli in un palcoscenico di tale spessore ed importanza, riuscendo agevolmente a portare a termine i loro rispettivi compiti: la Fidelis Andria ha sfruttato una condizione migliore e meccanismi ben più collaudati per fare il colpaccio, mentre la Casertana ha avuto a che fare con un Lecce molto migliorato ma che ha saputo tenere sotto controllo senza soffrire in maniera eccessiva. Dal ritardo di condizione alle tante assenze, dagli acquisti dell’ultim’ora al latitante pizzico di fortuna, sono diverse le ragioni per spiegare questo inizio a rilento tra le mura amiche. Di certo le titubanze iniziali di fronte ad un pubblico come quello leccese posso essere anche comprensibili nei primissimi frangenti di un nuovo corso, di una nuova avventura, ma vanno superate quanto prima. In modo che Moscardelli e compagni possano, già dal prossimo match casalingo con il Catania, esprimersi al meglio e regalare la prima gioia ad uno dei principali punti di forza della squadra, ovvero un pubblico da Serie A.

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