Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

LECCE – Papini e i giallorossi, storia di un grande amore a cui è mancato solo il lieto fine

Da ieri, Romeo Papini non è più un calciatore del Lecce. Come oramai ampiamente risaputo, il mediano romano ha rescisso il contratto che lo legava a Piazza Mazzini in quanto messo ai margini del progetto tecnico di Meluso e Padalino e, probabilmente, prenderà la strada che porta a Matera, fortemente richiesto da Auteri per puntare alla Serie B. Per la prima volta dopo tre anni, dunque, il centrocampista classe 1983 non giocherà con i colori giallorossi indosso. Non giocherà più per portare in alto quella maglia con cui si era inteso al volo, con cui era entrato da subito in una naturale simbiosi, diventando uno dei simboli della voglia di riscossa di un club precipitato nel burrone della Lega Pro ed uno dei beniamini di una Curva che ha sempre amato l’attaccamento ai colori più che delle doti tecniche.

La storia d’amore tra Papini e il Lecce prende il via nell’estate del 2013, quando il direttore sportivo Antonio Tesoro regala a Moriero questo centrocampista di grande corsa, grinta, e ardore agonistico, capace di proteggere la difesa e di colpire in avanti, grazie alla sua intelligenza tattica che lo rende sempre insidioso dell’area avversaria. Tesoro jr lo aveva notato nello sfortunato campionato precedente, quando il romano fu co-protagonista della storica promozione in B del Carpi. Purtroppo per lui, Checco Moriero non riuscì a beneficiare delle capacità dell’ex biancorosso, infortunato fino all’avvento di Lerda sulla panchina leccese. Proprio l’allenatore di Fossano sarà abile a costruire intorno a Papini una squadra capace di una rimonta pazzesca, fermatasi solo di fronte al palo colpito da Beretta nella sfortunata finale di Frosinone (suo il gol dell’illusione nel match d’andata). Dopo la delusione per la mancata promozione, però, il gladiatore (indicato all’unanimità come il migliore del ’13-’14) sarà proprio il primo a rinnovare, dicendosi pronto a continuare a lottare su ogni pallone e proprio per la sua attitudine al sacrificio entrato subito nel cuore dei supporter salentini. Nel campionato successivo Papini è ancora tra i migliori, ma il Lecce vive una delle peggiori stagioni della sua storia recente e non centra i playoff. Cambia la società e Sticchi Damiani e soci si avvicendano ai Tesoro, ma non cambia il cuore pulsante della mediana giallorossa: Papini rinnova e viene eletto capitano. Il meritatissimo riconoscimento regala ancor più voglia di combattere ad un elemento che non si è mai risparmiato, steccando pochissime partite nel corso delle tre stagioni. Nella passata stagione, però, il mediano romano ha pagato qualcosina sul piano fisico ed anche per la collocazione tattica conferitagli da mister Braglia, costretto spesso ad impostare l’azione nonostante le sue caratteristiche remassero in altre direzioni. Al di là del finale ricco di rammarico, con i duelli persi con Benevento e Foggia, e andando oltre la qualità delle prestazioni, apparse in leggero calo rispetto al recente passato, il 2015/2016 di Papini resta comunque un campionato positivo, in cui è spesso stato faro imprescindibile in mezzo al campo.

Dopo tre anni ricchi di emozioni, di gioie e di delusioni, nonché conditi da 87 presenze e 10 reti, le strade dell’ex Carpi e del Lecce si separano, senza che questa bellissima storia d’amore abbia avuto il lieto fine che tutti auspicavano, che tutti meritavano. Il rammarico per non aver centrato quella tanto agognata promozione in Serie B è però superato dalla consapevolezza di essere stato un idolo dei tifosi, di aver speso ogni energia per il bene di quella squadra. Romeo Papini non è stato solo un grande centrocampista giallorosso, né un “semplice” capitano. Romeo Papini è stato uno dei calciatori che più hanno dato al Lecce in rapporto alle loro qualità, non risparmiandosi mai nella durata delle tre stagioni in Salento. E questo è un riconoscimento che vale anche più di una promozione.