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LECCE – Pagellone andata: Caturano il top, bene il “gemello” Torromino e i centrali. Nessuna bocciatura

Il pari a reti bianche di domenica scorsa ad Andria ha rappresentato l’ultimo atto del girone d’andata del Lecce nel campionato 2016/2017. Un epilogo non da incorniciare per un mini-ciclo invece molto positivo dal momento che, sebbene il virtuale titolo di Campione d’Inverno sia sfuggito proprio lo scorso turno a causa dell’aggancio del Matera (in vantaggio negli scontri diretti), i giallorossi scollinano comunque in testa al gruppo, cosa che non avveniva dal lontano 2012/2013. Di tempo per tracciare bilanci non è che ce ne sia poi tanto, complice l’imminente prima di ritorno con il Monopoli (domani, ore 16.30), ma come consuetudine noi vi proponiamo il Pagellone dell’andata dei giallorossi, tutti promossi e guidati dai “gemelli del gol” Caturano-Torromino, dai centrali di ferro Cosenza e Giosa, dalla classe di Mancosu e Tsonev e, soprattutto, da un Padalino che, al netto, di qualche recente intoppo, ha portato in Via Costadura una ventata d’aria fresca in collaborazione con il ds Meluso.

PORTIERI:

Gomis 6 – Un portiere dalle qualità immense per la categoria, cosa che ha dimostrato più volte, ma che non è ancora riuscito a fare il “Perucchini”: l’estremo difensore che regala sicurezza alla difesa ancor prima di blindare la porta, per intenderci. L’ex Torino, che ha faticato non poco ad ambientarsi perdendo anche il posto da titolare a vantaggio di Bleve prima di riconquistarlo recentemente, dà sempre l’impressione di rischiare la “papera”, cosa tuttavia avvenuta solo in occasione del gol-fantasma di Taranto. Sabato ad Andria la miglior prova che lascia ben sperare per il futuro (9 presenze 9 reti subite; media voto 6,06).

Bleve 6,5 – Confermato in giallorosso, parte ufficialmente come secondo di Gomis, ma di fatto si gioca il posto con l’estremo difensore senegalese. Posto che gli strappa sfruttandone il forfait di Melfi, dove è tra i migliori in campo. Si conferma su ottimi livelli nelle giornate successive, ma poi subisce un lieve calo prima del flop di Fondi (due gol subiti e un rosso) che lo relega, almeno per il momento, in panchina (10 presenze 8 reti subite; media voto 6,17).

Chironi sv – Impiegato solo in Coppa Italia di Lega Pro a Matera, dove figura bene (0 presenze 0 reti subite; media voto sv).

DIFENSORI:

Vitofrancesco 6,5 – Corsa ed esperienza lungo la corsia di destra. Chi si aspettava di vedere un tornante stile-Lepore dell’anno scorso è certamente rimasto deluso, vista la propensione discreta al cross e pressoché nulla al tiro del numero 2 ex Alessandria, che compensa però con grande sapienza tattica e abilità difensive oltre che atletiche. Di exploit non ne ha avuti, ma nemmeno di uscite a vuoto (16 presenze 0 reti; media voto 6,17).

Cosenza 7,5 – Il migliore della difesa, non solo del Lecce ma probabilmente dell’intera categoria. Mai sotto la sufficienza, è stato decisivo in più di una gara con salvataggi straordinari e lotte quasi sempre vinte con il lungagnone di turno, e di fatto gli è mancato solo il gol. La sua assenza con il Matera si è fatta sentire in maniera nettissima, e si spera che Padalino possa non rimpiangere quella scelta. Qualcuno si lamenta della sua non perfetta gestione della palla con i piedi, ma se avesse anche quello probabilmente si giocherebbe un posto per l’Europa League con qualche club di A (16 presenze 0 reti; media voto 6,56).

Giosa 7 – Forma con Cosenza la coppia di centrali più forte della categoria, non solo sulla carta ma a posteriori in base a quanto visto nel girone d’andata. Si adatta subito al gioco di Padalino e, al netto di qualche errore palla al piede, è tra i le sicurezze del positivo avvio di campionato. Paga qualcosa in termini di integrità fisica, vista l’età, ma qualche partita saltata esclusa, in campo i 33 anni si sentono solo in positivo (15 presenze 0 reti; media voto 6,5).

Ciancio 6 – L’ottimo lavoro estivo e una condizione fisica da pentatleta lo fanno diventare subito il titolarissimo della corsia mancina a discapito di Contessa, con il quale sarebbe dovuto essere in ballottaggio. Non concretizza però lo strapotere atletico come potrebbe, rendendosi protagonista di tante, troppe gare appena sufficienti a causa di una bassa attitudine all’assist decisivo che dovrebbe caratterizzare i tornanti, e la scusa di dover giocare con il piede “sbagliato” non basta. Nel calo generale dimostrato nel tardo autunno, è stato però tra quelli che meno ne hanno risentito (17 presenze 0 reti; media voto 6).

Vinetot 6 – Ai margini della squadra titolare a causa dell’ottima vena dei colleghi di reparto, è la quarta scelta di Padalino per il ruolo di difensore centrale. Chiamato in causa davvero solo due volte, a Monopoli ha fatto molto bene contribuendo al successo, mentre a Fondi ha balbettato (3 presenze 0 reti; media voto 6).

Drudi 6,5 – Arrivato in sordina quasi come fosse stato un acquisto superfluo in sede di mercato estivo, ha invece lasciato tutti a bocca aperta per la sicurezza e la classe con cui si è presentato ai nuovi tifosi. Molto bene ogni volta che è stato chiamato in causa per sostituire Giosa e Cosenza, tanto che le sue prestazioni lasciavano pensare a un ballottaggio a tre per due maglie a difesa della porta giallorossa. E’ però uscito ridimensionato dalla debacle con il Matera, quando è stato stretto nella morsa Negro-Carretta. Unico black-out di un girone d’andata da incorniciare e replicare (12 presenze 0 reti; media voto 6,29).

Contessa 6 – Il ritorno a casa di uno dei salentini presenti in rosa ha tardato un po’ a tradursi in prove sul campo da tifoso vero quale è. A causa dell’emozione di vestire finalmente giallorosso, non è inizialmente riuscito a guadagnarsi la fiducia del tecnico, cosa che ha fatto con discreto successo più avanti, sfruttando anche le necessità di riposo di Vitofrancesco o Ciancio. Rispetto a quest’ultimo, con il quale si giocherebbe una maglia da titolare, ha commesso qualche errore in più in fase difensiva, facendosi tuttavia vedere molto meglio in proiezione avanzata. Come il collega, può e deve fare molto di più per essere protagonista (10 presenze 0 reti; media voto 6,11).

Freddi sv – Uno scampolo di match a Messina dopo l’interminabile infortunio. Gli auguriamo un 2017 decisamente migliore (1 presenza 0 reti; media voto sv).

CENTROCAMPISTI:

Lepore 6,5 – Nel miglior anno recente dei giallorossi, il capitano, leader e trascinatore della squadra subisce una leggera flessione figlia degli altissimi standard a cui aveva abituato tifosi e addetti ai lavori. Nulla di preoccupante, per carità, ma solo una conseguenza, anche abbastanza logica, della nuova posizione adottata in campo che gli fa spendere molto in copertura e ne limita la pericolosità al cross più che al tiro. Diversa la storia quando è stato schierato ala, dove ha sempre sfoderato (fatta eccezione per Andria, dove ha inspiegabilmente giocato a sinistra) prestazioni maiuscole. Nonostante qualche difficoltà, resta uno degli elementi da cui questa squadra non può prescindere, e infatti è lunico sempre presente assieme a Mancosu (19 presenze 3 reti; media voto 6,03).

Arrigoni 6 – Sufficienza strappata grazie all’ottimo avvio di campionato. Se agli albori della stagione il Lecce sembrava aver finalmente trovato quel regista di qualità e quantità che tanto era mancato negli anni precedenti, con il passare delle settimane, complici i tanti minuti giocati consecutivamente, l’ex Cosenza è calato sensibilmente, contribuendo al rilancio delle quotazioni di Fiordilino. Proprio quest’ultimo sembra essersi guadagnato il ruolo di regista titolare, e il 6 giallorosso dovrà ora lavorare ber riguadagnarsi spazio dopo il fiasco con il Matera (15 presenze 0 reti; media voto 5,83).

Mancosu 6,5 – Acclamato come il colpaccio della prima fase di calciomercato (superato dopo dal solo Torromino), il centrocampista sardo ha spesso e volentieri dimostrato sul campo le sue immense qualità, tra giocate d’alta scuola, gol spettacolari e assist decisivi. Sarebbe tra i top, ma il voto è abbassato dalle troppe (per uno del suo valore) pause che si è preso. Sempre impiegato da Padalino, su di lui tecnico, compagni e tifosi ripongono gran parte delle speranze, visto che a lui è praticamente affidata la fantasia dell’undici salentino, ed ecco perché quando è sottotono risalta agli occhi come principale delusione. Se riesce a coniugare maggiore sacrifico difensivo e ad avere più continuità, il Lecce potrebbe diventare inarrestabile (19 presenze 3 reti; media voto 6,18).

Fiordilino 6 – Ha le qualità, ma non si applica come potrebbe e dovrebbe. Il mediano palermitano si è piano piano guadagnato il grado di titolare aggiunto dell’undici ideale di mister Padalino, scavalcando Arrigoni dopo qualche affanno di ambientamento. Nonostante abbia trovato maggiore continuità di presenze e di giocate, la sua regia risulta ancora troppo timida sia in fase di invenzione che di interdizione. Le qualità importanti le ha (vedi prova di Messina), e l’anagrafe è dalla sua parte (14 presenze 0 reti; media voto 5,95).

Tsonev 7 – La più bella sorpresa del girone d’andata del Lecce. Arrivato come oggetto misterioso dalla Bulgaria, si è confermato tale dopo le prime giornate, mai impiegato prima dei pochi minuti con la Casertana. I tifosi, e non solo, l hanno conosciuto dopo la prestazione super con il Francavilla, seguita poi da quelle altrettanto importanti con Juve Stabia (il suo ingresso ha cambiato la partita), Taranto e Messina. E’ salito in cattedra con l’arrivo dell’autunno, e ha tutte le carte in regola per essere l’arma in più di Padalino (11 presenze 2 reti; media voto 6,40).

Maimone sv – Non può certo essere considerato una delusione, visto che il suo allenatore non lo ha mai schierato titolare né inserito a gara in corso se non in tre scampoli di match. Un giocatore ancora da scoprire, se ne avrà la possibilità (3 presenze 0 reti; media voto 6).

Monaco sv – Tante convocazioni, un apparizione in Coppa e poi il “litigio” con lo staff che lo ha escluso dai “grandi” (0 presenze 0 reti; media voto sv).

ATTACCANTI:

Pacilli 6,5 – Protagonista di un girone d’andata simile a quello di Mancosu, ovvero fatto di prestazioni super che ne confermano le comprovate qualità, ma a cui non è riuscito ad affiancare la giusta continuità. L’avvio è stato super, titolare inamovibile di quel trio delle meraviglie che, avesse continuato così, difficilmente avrebbe mancato l’en plein di vittorie. Mantenere quei ritmi era francamente difficile, dunque non gli si può fare una colpa per non aver continuato ad annichilire ogni avversario come fatto fino a fine ottobre. Gli si chiede però maggiore capacità di incidere con le grandi, cosa che, eccezion fatta per il gran gol a Castellammare, non gli è riuscita (14 presenze 4 reti; media voto 6,21).

Caturano 7,5 – Perfezione solo rasentata, ma dalla quale non si discosta poi tanto visto l’ottimo lavoro messo in campo in un girone d’andata da signor attaccante. Principale artefice dell’exploit giallorosso delle prime giornate, il suo partire a razzo gli aveva permesso di raggiungere una media degna del miglior Higuain. Una volta raggiunti certi livelli, il difficile è confermarsi, cosa che gli è riuscita solo parzialmente viste le sei giornate senza reti a metà girone. Una sciocchezza se paragonate alle giocate da campione vero oltre che da punta navigata, al tanto lavoro sporco, all’instancabile voglia di mettersi al servizio della squadra (7 assist non sono pochi per un bomber) e soprattutto alle 12 reti che ne fanno il capocannoniere del Lecce e del girone C (18 presenze 12 reti; media voto 6,42).

Torromino 7 – No, non basta la latitanza dell’ultimo periodo a toglierlo dalla Top 5 della prima metà del campionato giallorosso. Stella del Lecce e di una categoria in cui è arrivato direttamente dalla Serie A appena conquistata con il suo Crotone, non ha tardato a calarsi nella parte di trascinatore della squadra e di una tifoseria che impazzisce per lui. L’avvio è stato da urlo, con 8 reti (e che reti) nelle prime 12 giornate (più quella all’esordio in Tim Cup con il Genoa), un’intesa pazzesca con Caturano e la palma di uomo in più dell’avvio di torneo. Dopo il gol-lampo di Fondi, però, qualcosa sembra essersi rotto, complice un netto calo fisico che lo ha relegato in panchina. Deve rimettersi in sesto, perché il Lecce ha bisogno delle sue giocate per tornare non solo a vincere, ma a brillare come ha fatto a lungo (17 presenze 8 reti; media voto 6,32).

Vutov 6 – Titolare d’estate fino all’arrivo di Torromino, non è riuscito a trovare lo spazio che ci si attendeva per merito altrui. Ha avuto l’arduo compito di incidere quando i tre tenori erano fuori forma, ma sterzare quando lo squadrone non gira non è mai facile, soprattutto a vent’anni, e dunque il suo girone d’andata è stato fatto per lo più di scampoli di match fatti di volontà, lampi e qualche ombra. L’unica volta che è stato schierato titolare, a Messina, ha fatto sfracelli. Merita qualche chance in più (8 presenze 0 reti; media voto 6).

Doumbia 6,5 – Fischiatissimo all’esordio di Tim Cup con l’Altovicentino in seguito all’aver espresso la volontà di andar via dal Salento, sembrava non dover far parte del progetto targato Padalino-Meluso. Convinto a rimanere dalle parole del tecnico, ma probabilmente più dalla mancanza di offerte rilevanti, è riuscito a riconquistare la fiducia dell’ambiente grazie a prestazioni in crescendo. All’avvio timido ha fatto seguire un apporto importante proprio nella fase di maggiore necessità, ovvero in seguito al calo di Torromino, risultando decisivo in un paio di occasioni (13 presenze 0 reti; media voto 6,17).

Persano 6 – Vice-Caturano per forza di cose, è risultato di fatto l’unico in grado di fare la prima punta in assenza del cannoniere di Scampia. Ha dato buone risposte nelle due occasioni in cui è stato schierato dall’inizio, assolvendo il compitino a Siracusa e facendo sfracelli a Messina. Può migliorare il suo apporto rendendosi più utile a gara in corso (5 presenze 1 rete; media voto 6,13).

Capristo sv – Uno scampolo di match con la Virtus Francavilla, le buone prove in Coppa e poi l’inatteso saluto con il passaggio alla Caratese (1 presenza 0 reti; media voto sv).

ALLENATORE E DIRIGENZA:

Padalino 7 – Voto inevitabile per chi è primo in classifica? Forse si, ma il fatto di aver riportato il Lecce nei quartieri altissimi per un intero girone dopo anni non è certo frutto del caso. In termini di risultati, la classifica parla da sé, mentre dando uno sguardo alla prestazioni, la controtendenza rispetto al passato è chiara. I giallorossi non vanno a folate ma cercano la continuità di gioco, riuscendo a proporsi e a comandare il gioco per novanta minuti grazie a un possesso palla ragionato che punta ad accelerare in determinati frangenti del match, e con determinati uomini. Cosa che ai giallorossi è riuscita, a prescindere dai risultati, in 16 gare su 19, a dimostrazione di come il progetto tecnico sia valido e stia procedendo bene. I limiti del tecnico sono emersi tutti assieme (e quasi solo) con il Matera: l’aver puntato troppo sui soliti noti nella prima metà del girone d’andata e un po’ di testardaggine nel non attuare un “piano B” in determinate situazioni. Nulla di grave, nessuna lacuna incolmabile. Il Lecce c’è.

Dirigenza 7 – Confermare l’entusiasmo riportato nella passata stagione non era scontato, ma Sticchi Damiani e soci ci sono riusciti con grande merito. Il cercare sempre nuove iniziative per coinvolgere piazza, squadra e territorio è il vero punto di forza di un club che ha capito dove il Lecce può davvero fare la differenza in una categoria in cui, sul rettangolo verde, nulla è scontato. Dal punto di vista tecnico, Meluso ha superato con pieni voti l’approccio con una realtà che gli potrebbe permettere il salto di qualità, costruendo una squadra equilibrata e a misura del tecnico, tra elementi d’esperienza (Torromino e Vitofrancesco, Giosa e Mancosu oltre agli ex Cosenza) e giovani interessanti (Tsonev e Fiordilino su tutti). Ora due colpi a gennaio per consolidarsi in vetta.