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LECCE – Pagelle, Caturano regala emozioni. Drudi esordio super, terzini in difficoltà

Le pagelle di Lecce-Catanzaro

LECCE

Bleve 6,5 – Stavolta, a differenza di quanto accaduto domenica a Melfi, non è chiamato agli straordinari, ma dire che vive una serata tranquilla è tutt’altro che la verità. Il Catanzaro non ha occasioni colossali ma entra spesso in area di rigore, per bravura propria ed errori altrui, ma puntualmente viene come ipnotizzato dalla sicurezza del numero 1 salentino, preciso in ogni intervento. Alla fine le parate rilevanti sono quattro, nessuna delle quali impossibile da compiere, ma farsi trovare al posto giunto al momento giusto non è cosa da poco

Vitofrancesco 6 – Parte a razzo come sua abitudine, e Pasqualoni capisce subito che non sarà una gara facile da quelle parti. Dopo il vantaggio leccese, quando il fraseggio dell’undici Padalino era in preventivo diventasse l’arma in più per amministrare il match, il terzino destro perde un paio di palloni molto pericolosi, uno dei quali è sprecato malamente da Cunzi e poteva fare molto male. Chiude il primo tempo in netta difficoltà, ma poi si riprende e fino al novantesimo non soffre più

Cosenza 6,5 – Tavares è cliente a dir poco difficile e con Cunzi c’è un conto aperto da Lecce-Paganese della scorsa primavera (quando il giallorosso fu espulso per fallo di reazione), ma nonostante le continue sofferenze causate da un attacco di qualità come quello ospite, regge bene e lascia le briciole agli avversari. Domina in maniera assoluta le palle alte, ed è in miglioramento persino palla al piede. Ad abbassare il voto due mezze disattenzioni su Tavares, non sfruttate dalla punta brasiliana anche grazie agli ostacoli posti dall’ex Pro Vercelli

Drudi 7,5 – Una prova positiva che ha colto di sorpresa tutti, forse anche lui stesso, non perché non abbia le qualità per sostituire degnamente lo stanco Giosa ma perché non era scontato tenesse la tensione emotiva della primissima in un “Via del Mare” gremito. Per di più di fronte aveva avversari non certo modesti, che lo hanno messo alla prova ma che hanno perso la battaglia. La sua prestazione è infatti di quelle di incorniciare, perché sbavature vere non ce ne sono state, mentre i tackle da grande difensore e le aperture tanto richiesta da Padalino davvero non si contano. Una sorpresa

Ciancio 6 – Scende in campo con il piede già sull’acceleratore, e il tandem con Torromino decolla subito, tanto da contribuire all’avvio dell’azione del vantaggio. Poi però, come il collega di ruolo Vitofrancesco, è protagonista di una prova in decrescendo, soprattutto tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo. Non crolla ma sbaglia tanto palla al piede, subendo le iniziative del giovanissimo Esposito, e Padalino opta così per la sostituzione

Lepore 6 – Gara di sostanza del capitano giallorosso, che non molla una palla e che ci mette tanta corsa al servizio dei compagni. Purtroppo per lui il dinamismo richiesto dalla posizione e dalle caratteristiche dell’avversario va a discapito delle sue doti balistiche, ed il feeling con il nuovo ruolo tarda a decollare. Ecco perché, dopo un ottimo avvio, cala alla lunga e viene sostituito

Arrigoni 6 – Prezioso e necessario come pochi, è sicuramente meno appariscente dei compagni, ma ciononostante risulta fondamentale anche oggi per il tipo di gioco richiesto da Padalino. In confronto con le altre prestazioni, però, stavolta non riesce a esprimersi sui suoi standard, sbagliando qualche pallone ma soprattutto nelle scelte quando il Catanzaro era in crescita, e la squadra ne ha risentito. Meglio in fase di contenimento, dove è spesso riuscito ad arginare Giovinco

Mancosu 7 – Il faro della trequarti, la luce della manovra offensiva di Padalino, riesce a fare il fulcro del gioco pur defilandosi sulla sinistra. Come i colleghi di reparto, in alcuni frangenti va in difficoltà al cospetto dell’avanzata calabrese, ma la sofferenza dura poco perché per il resto è metà tra accademia ed efficacia. Funge da direttore d’orchestra nell’azione del vantaggio ed è l’unico a garantire il cambio di passo quando c’è da creare qualcosa lontano dalla porta. Gli manca solo il gol

Pacilli 6,5 – Non è la sua miglior gara, ma il fatto che sia stata comunque una prestazione decisamente positiva fa capire quanto buono sia stato il suo impatto con Lecce e il Lecce. Nella prima frazione di gioco è ai margini della gara, non riuscendo ad incidere sul match. La musica cambia totalmente nella ripresa, quando risulta imprendibile, va al tiro ed offre assist al bacio ai compagni, vedi la triangolazione per il bis griffato Torromino

Caturano 8,5 – E ci teniamo bassi. La doppietta è solo la ciliegina sulla torta di una prova maiuscola, da lottatore vero e da attaccante di razza. Il primo tempo è uno one-man-show che vede lui come protagonista, capace di targare l’unico vero tiro in porta e tramutarlo in oro con una magia da bomber di categoria superiore. Poi, se possibile, fa anche meglio, sfornando assist a ripetizione (il top è la sponda per il gol di Torromino) e sfiorando il bis che arriva su calcio di rigore, da lui stesso procurato con l’ennesima grande giocata di una serata da incorniciare

Torromino 7 – Non ha certo avuto vita facile la stella crotonese, in diversi tratti dell’incontro impiegata più a rincorrere l’esterno difensivo invece che essere rincorsa. Ed infatti il suo primo tempo è tutto in un tiro da fuori, nel servizio per il gol di Caturano e per un gol clamoroso sbagliato nel finale di tempo. Dopo l’intervallo si intestardisce alla ricerca di una marcatura che arriva, e di quelle pregiate, a un quarto d’ora dalla fine, mandando in visibilio il pubblico salentino

Contessa 6 – Sudentra ad un Ciancio in difficoltà, ma la musica non cambia di molto, anzi. Perde qualche pallone pericoloso ed argina solo parzialmente il pimpante settore destro degli ospiti, pur senza mai capitolare

Fiordilino 6,5 – Sufficienza pienissima per l’ex Cosenza, sceso in campo con un Lecce in difficoltà e che ha aiutato con classe e sfrontatezza a venirne fuori. Il fatto che dopo il suo ingresso la squadra sia tornata a dominare ed abbia chiuso la partita non è certo un caso

Persano sv

All. Padalino 7 – Certo, aver un Caturano così aiuta. Ed anche l’appoggio avuto dagli spalti non è quello che in tanti possono permettersi (nessuno nella categoria, numeri alla mano, a dir la verità). Ma anche questa volta i meriti del tecnico vanno oltre risultato, perché a prescindere da esso ed al netto di magistrali giocate o errori da parte dei singoli, questa squadra ha un’identità di quelle toste, con un’idea di gioco portata avanti dal primo all’ultimo minuto, anche a costo di subire qualcosa. Dopo il novantesimo, in ogni caso, si continua a sorridere

CATANZARO

Grandi 6, Di Bari 5, Prestia 4,5, Patti 5,5, Esposito 6, Roselli 6, Van Reensbeck 6, Pasqualoni 6, Giovinco 6, Cunzi 5, Tavares 6, Campagna 6, Sarao 5,5, Moccia sv. All. Somma 6.