LECCE – Padalino come Zeman. Esordio interno in campionato con un poker e tanti applausi

Foto: Zdenek Zeman

Cosa hanno in comune Pasquale Padalino e Zdenek Zeman? L’elenco è lunghissimo. Dall’aver difeso in contemporanea la stessa bandiera, quella del Foggia, dal 1989 al 1992, al club che li ha lanciati da tecnici (sempre il Foggia), fino ad un’altra panchina in comune, quella del Lecce che per il boemo rappresenta il più positivo tra gli anni duemila in massima serie mentre per il foggiano significa presente. Non solo le strade che si incrociano, e nemmeno la spiccata propensione ad un tipo di calcio propositivo e bello da vedere. Da domenica scorsa, infatti, c’è un altro elemento ad accomunare i due allenatori, ovvero lo stile e l’esito con cui si sono presentati all’esigente pubblico del “Via del Mare”.

Nel lontano settembre 2004 il Lecce di Zeman, reduce dal pari in casa dell’Atalanta all’esordio in campionato, si apprestava a fronteggiare un’altra lombarda, il Brescia, indicato come una delle principali rivali per la lotta alla permanenza in Serie A. Le aspettative degli oltre diecimila del “Via del Mare”, così come di tutti i supporter giallorossi e addetti ai lavori, erano altissime, e ZZ non le deluse affatto. Dopo un avvio difficile, ma solo perché registrò il vantaggio di Caracciolo, Ledesma e compagni presero in mano le redini dell’incontro e, trascinati da un Bojinov formato baby-fenomeno, acchiapparono il risultato prima dell’intervallo e lo ribaltarono nella ripresa grazie a Bjelanovic, ancora al bulgaro e a Giacomazzi. Il risultato finale fu 4-1, ma oltre al punteggio a far andare in tripudio gli spalti dell’impianto leccese fu un gioco spumeggiante, capace di produrre 16 corner (contro gli appena 2 delle Rondinelle) e ben 12 nette palle-gol.

Il paragone con il 4-1 di Lecce-Akragas ci sta tutto, e non solo per lo score conclusivo, ma in particolare per il modo in cui è arrivato e per l’interpretazione data al match dai giallorossi. L’undici di Padalino, escluso qualche piccolo passaggio a vuoto a inizio match (ma dopo dieci minuti c’era un netto rigore su Pacilli), ha dominato in lungo ed in largo la gara senza mai lasciare l’impressione di volerla semplicemente controllare, ma attaccando ogni spazio lasciato dagli avversari fino all’ultimo secondo utile. Un atteggiamento che da queste parti non si vedeva veramente da tanto tempo. Alla fine dei giochi, Torromino e compagni hanno sommato 14 nitide occasioni da rete, facendo divertire i festanti dodicimila del “Via del Mare”. Terzini in continua proiezione offensiva, regista basso, mezzali che si propongono come vere e proprie punte e continue verticalizzazioni per i tre attaccanti. C’è tanto Zeman nel Lecce di Padalino, che si spera possa continuare a divertire come fatto in questi primi mesi e, magari, conquistare quella promozione che l’attuale coach giallorosso conquistò nel 1991, sebbene in una categoria superiore, proprio sotto la guida del maestro boemo.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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