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LECCE – Osti ammonisce: “Lecce, la promozione non arriva per grazia ricevuta. Si deve lottare. E su Toma dico…”

La Serie B va conquistata sul campo. Non te la regalano mica perché ti chiami Lecce. In sintesi è questo il pensiero dell’ex ds giallorosso Carlo Osti. L’attuale dirigente della Sampdoria commenta la stagione dei salentini dalle colonne del Nuovo Quotidiano di Puglia: “Ho visto il Lecce in diverse occasioni, a Treviso e a Pavia con Lerda e in televisione contro il Trapani. Al di là degli altalenanti risultati, ho avuto sempre la stessa sensazione, ovvero che il Lecce è un’ottima squadra ma che dovrà conquistarsi sul campo la Serie B”.

Lecce ancora in corsa per il primo posto: “Credo che il discorso promozione diretta non sia chiuso del tutto. Nonostante tutto, il Lecce si è calato nella mentalità del campionato. Un qualcosa che molte squadre di rango retrocesse non sono riuscite a fare. Poi credo che il Trapani non disponga di grandi giocatori come Giacomazzi, Benassi, Jeda e Pià, che possono fare la differenza in qualsiasi momento. Poi ci sono ottimi giovani come Falco e Chiricò. La classifica recita che il Trapani è primo, ma si deve lottare sino alla fine”.

Un pensiero su Antonio Toma, conosciuto ai tempi dell’Atalanta, quando era secondo di Antonio Conte: “Già da allora si vedeva che non era affatto un secondo per esuberanza e personalità. Giunto al Lecce lo portai in Primavera. Il suo pensiero offensivo può accendere lo stadio intero ma alle volte deve anche ponderare perché può essere esagerato. Dico simpaticamente che è un cavallo pazzo”.