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LECCE – Miccoli e le schede sim, arriva l’archiviazione. Il legale: “Non avevamo dubbi. Restituita serenità  e dignità “

Per il capitano del Lecce, Fabrizio Miccoli, è la fine di un incubo. È arrivata ieri in tarda serata, infatti, la notizia che Il Gip del Tribunale di Palermo, Giangaspare Camerini, ha accettato la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo siciliano in merito all’inchiesta sul presunto illecito possesso di sim e accesso abusivo a sistema informatico, in concorso con il titolare di un centro Tim, da parte dell’allora numero 10 del Palermo. La decisione del Gip è stata notificata ai legali del Romario del Salento e chiude dunque il procedimento anche in sede penale, dopo il proscioglimento in sede di giustizia sportiva arrivato nel mese di febbraio.

La vicenda di Miccoli aveva conquistato le luci della ribalta nazionale dopo che erano state rese pubbliche alcune sue frasi ingiuriose nei confronti del giudice Falcone, catturate nel corso delle intercettazioni che gli investigatori avevano portato avanti nell’ambito delle indagini sui sopracitati presunti illeciti.

Subito dopo l’ufficialità del proscioglimento, sono arrivate le parole dell’avvocato Gianpiero Orsino, che assieme all’agente di Miccoli Francesco Caliando, aveva difeso l’attaccante di San Donato sia in giustizia sportiva che penale: “Questa decisione restituisce dignità e serenità a Fabrizio, che si era sempre dichiarato estraneo a questa vicenda. Il Gip ha ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per arrivare ad un processo e ha dunque accolto la richiesta di archiviazione che era stata avanzata dalla stessa Procura. Per quanto ci riguarda non abbiamo mai avuto dubbi sull’esito di questa vicenda, sia in sede penale sia nell’ambito della giustizia sportiva. I fatti ci hanno dato ragione, supportando le nostre convinzioni”.