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LECCE – Jeda, promesse e delusione: “Potrei restare, il derby fu gara vera”

E’ un Jeda a tutto tondo quello che alla Gazzetta dello Sport afferma di poter restare in Salento con un progetto interessante e difende a spada tratta la vittoria nel derby col Bari del 15 maggio 2011, oggetto delle indagini della procura di Bari sul calcio scommesse. Il 33enne attaccante brasiliano si dice pronto alla permanenza, ma si rimette nelle mani della società, propensa a monetizzare con la sua cessione.

A LECCE CON UN PROGETTO – “La mia stagione a Novara non è stata esaltante perciò credo che la società non mi riscatterà. Se ci fosse un progetto ambizioso resterei nel Salento. La scorsa estate non sono andato via per mia volontà ma per questioni economiche. La situazione è complicata, pare che la società voglia cedermi. Comunque non ho sentito nessuno. Col mio procuratore Andrea D’Amico sto valutando alcune situazioni. Il Lecce ha l’ultima parola”.

DELUSIONE PER IL DERBY DELLA GIOIA – “Una delle gioie più belle della mia carriera. Una partita esaltante. Sapevamo quanto fosse importante battere il Bari e salvarsi. Ci sono rimasto male quando Masiello ha detto che l’ha fatto di proposito. Ho tirato da distanza ravvicinata, era una botta al volo molto forte. Insomma,a mio parere non era facile fare autorete di proposito in quella situazione. Se lui ha dichiarato questo, però, non so cosa pensare. Mi sento deluso, anche perché si trattò di una gara molto combattuta. Spero che la società si dimostri estranea. Sarebbe un brutto colpo per l’immagine del club. A Lecce ho conosciuto ottimi dirigenti, perciò stento a credere che sia accaduta una cosa del genere. Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso”.