LECCE – ‘Solo per amore…’
"Noi non ti lasceremo mai, noi non ti lasceremo mai…". Le partite, i campionati possono finire in qualsiasi maniera, ma la dignità non si compra di certo sugli scaffali di un supermercato. Quando i riflettori della Serie A si spengono, col triplice fischio di Banti, iniziano venti minuti di amore puro tra i sostenitori leccesi, la maglia del Lecce e i calciatori.
Le ugole fanno male, 90' fatti a tutta per sostenere la squadra. La gente si compatta verso la ringhiera, 600 persone cominciano a cantare e a battere le mani all'unisono. I calciatori si avvicinano, il primo è Di Michele, pian piano arrivano tutti. Esposito, spalle alla curva, è chino sui cartelloni, le lacrime non si fermano. Lui, di Galatina, si sente toccato nell'anima, là dove ormai il calcio sembra essere sfuggito.
Poi un apparizione mistica. Sulla pista colorata di giallo e di blu appare mister Serse Cosmi. Si ferma e mostra una maglietta con su scritto: "Stu core nu bbu lassa mai!". Anche i suoi occhi sono velati. L'uomo con la coppola si volta e si avvia verso gli spogliatoi perché l'emozione è troppa, tanto da non parlare nemmeno in sala stampa.
Il mistico che si crea sugli spalti arriva al culmine. "Grazie ragazzi" e le maglie bianche appoggiate ai cartelloni rispondono con un applauso, ma quando parte il coro "La gente vuol sapere…" , Di Michele chiama tutti sotto la curva. L'apice è qui; le lacrime degli spalti si mischiano a quelle del campo è impossibile trattenersi. "Lacrime e sangue", ma non come le intende il ministro Elsa Fornero, un bagno d'emozioni che strazia il corpo, ma lascia intatto lo spirito.
Fuori dallo stadio i giocatori escono alla spicciolata, ma i tifosi sono ancora lì a cantare. Benassi viene attorniato, Palazzi ha la voce strozzata, Brivio lo sguardo perso nell'abbraccio dei familiari e Obodo stringe le mani degli uomini che per una sera li hanno resi immortali, nonostante tutto.
Poi esce il pulman, si levano le sciarpe; "Solo per amore…" Lecce è cosi, muore, ma in piedi con gli occhi rivolti al destino.
