LECCE – ‘Quel pomeriggio di un giorno da cani’… al ‘Tenni’
“Sei fuori”. Frase tanto in voga in questo periodo per via del nuovo reality, in onda su Cielo, che mostra un Flavio Briatore in versione imprenditore factotum in cerca di allievi d’ammaestrare. Oggi a Treviso si è cercato di ammaestrare circa 100 supporter del Lecce e il “sei fuori” si è magicamente trasformato in un “resti fuori”.
Riavvolgiamo il nastro. Come in ogni trasferta la sveglia suona presto e ci si ritrova per raggiungere lo stadio Tenni. Dopo un lungo viaggio si giunge finalmente a Treviso e dopo i soliti convenevoli ci si mette in fila per un biglietto. Il baracchino, uno “scatolone” di compensato con le ruote, mostra i prezzi dei biglietti per la tribuna: 20+1 euro l’intero e 15+1 euro il ridotto. Si crea una grossa calca davanti al botteghino e l’attesa per un biglietto va dai 10 ai 15 minuti. La partita sta per iniziare, da fuori lo stadio si sente lo speaker che annuncia le formazioni. La situazione precipita quando l’addetta ai biglietti comunica che il terminale ha perso la linea e che i tagliandi non si possono più fare. In quel momento sono un centinaio i tifosi giallorossi sprovvisti di “lasciapassare” per entrare allo stadio e nessuno è pronto a dare una mano per agevolare la situazione. Allora inizia un corteo intorno allo stadio con cori e sciarpe al cielo, ma nessun dirigente del Treviso ha intenzione di ascoltare la voce dei sostenitori salentini. Sono gli amici da casa che aggiornano sul proseguo della partita: prima segna Chiricò, poi pareggia Tarantino e si va alla pausa.
All’inizio della ripresa si prova a trattare nuovamente: la richiesta è biglietti a 10 euro, per vedere il secondo tempo, ma la risposta resta inchiodata: "no". I leccesi non possono "invadere" il settore ospiti del 'Tenni'. La gente ha rabbia in corpo e la sfoga ricominciando a cantare dopo il gol di Foti (siamo al 23’ s.t.), e fino alla fine si susseguono canti su canti inneggianti al giallo ed al rosso. Dopo quattro minuti di recupero la partita finisce. I tifosi leccesi che avevano il tagliando defluiscono, mentre si crea un cordone della polizia davanti al settore ospite per “controllare” la situazione. Le facce sono stanche e avvilite, si gira i tacchi e si torna verso le macchine per iniziare il veloce migrare verso casa.
Questa volta, ancora una volta, i diritti dei sostenitori giallorossi sono stati stracciati. Lasciati fuori dallo stadio da un prezzo, 21 euro, degno della Champions League, da un terminale che ha perso il suo potere di produrre biglietti e da un muro di gomma che ha respinto ogni trattativa. Siamo solo alla quarta giornata di campionato e la situazione trasferte resta un tabù insoluto.
