LECCE – Il 3-4 dell’andata, indisponibili, Champions, pazzia e Forrest Gump. Il Lecce punta Milano
“Corri Forrest, Corri Forrest”, recitava la piccola Jenny nella pellicola “Forrest Gump” mentre il protagonista, in età giovanile, rompeva le ferraglie meccaniche che gli attorniavano le gambe per sfuggire dai teppistelli di turno che lo infastidivano. La falcata si faceva inarrestabile ed un polverone lasciava attoniti gli inseguitori. Il Lecce di Cosmi è un po’ così. Da qualche mese ha scoperto, nella selva della Serie A, di avere un dono: la corsa. Forrest cresce, nei panni di Tom Hanks, va al College strabiliando nel football americano per le sue corse a perdifiato.
I salentini nel dopo Di Francesco hanno rotto il fiato e appoggio dopo appoggio l’Italia intera ha scoperto i terribili ragazzi dell’“Uomo del Fiume”. Anche l’Inter ha capito che Giacomazzi e co. non scherzano. Le giornate passano e la 27^ mette di fronte ai giallorossi il Milan detentrice dello scettro della città ambrosiana. Loro schiacciasassi con Allegri al timone, i leccesi con l’etichetta di mina vagante attaccata alla fronte.
Il film sembra essere già scritto. Il regista ha scelto “San Siro” come scenario e ha deciso di lasciare in tribuna attori come Tomovic, Delvecchio, Di Michele, Cuadrado per il Lecce, mentre per il Milan Mexes, Cassano, Gattuso, Merkel, Seedorf, Boateng, Pato e l’ex Strasser a cui si potrebbero aggiungere Nesta e Maxi Lopez. Un cast che farebbe impallidire Ferzan Özpetek – che realizzò il film, nel 2010, “Mine Vaganti”, girato appunto nel capoluogo salentino -.
Un girone fa una mistura di genio e sregolatezza uccise i giallorossi. Da 3-0 a 3-4, ma Boateng non ci sarà. Bertolacci ha affermato che “il Lecce è molto cresciuto rispetto all’andata e sono certo che se succedesse ora di vincere 3 a 0 come è successo all’andata, nel secondo tempo quattro gol non entrerebbero di certo nella porta di Benassi, altrimenti il mister poi non ci fa rientrare negli spogliatoi”. Il discorso fila e nella serata di ieri il diavolo rossonero ha regalato spiragli di speranza. Un 3-0, con un primo tempo da incubi, a Londra contro l’Arsenal; il 4-0 a Milano ha sedato tutto, ma le crepe ci sono. Cuadrado non potrà insediarsi nella difesa avversaria, colpa del malleolo. Ma Muriel sì.
Attacco arma che nel tacco d’Italia conoscono bene. Muriel e Bojinov, forse, la coppia di avanti giallorossi. Il colombiano mette d’accordo tutti. E’ un fenomeno. Il bulgaro deve mettere ancora d’accordo tutti. Appesantito e con pochi minuti nelle gambe, si è per adesso nascosto, a parte essere stato deferito dalla disciplinare.
La speranza per il popolo salentino è che la sua sia una tattica alla Marco Pantani. Nelle retrovie fino a quando non serve l’attacco per destabilizzare. I numeri ci sono, la pazzia anche. Quella pazzia che fino a gennaio 2005 ha tediato gli avversari, Milan compreso, un goal su punizione in casa dei rossoneri, in una sconfitta 5-2 senza infamia e senza lode. Calcio piazzato che rimanda alla mente quello di Chevanton di un anno prima, sotto la Nord.
Il Lecce punta Milano, come un grande sogno con spiccioli in tasca, ma la fame di chi ha conosciuto gli abissi della classifica. La A che inizia ad agosto 2012 prevede diciassette squadre di questo campionato e l’asticella salvezza, ora, è più alta, rispetto ai 25 del Lecce, di quattro punti. Cosmi costruisce miracoli, perché in fondo “la vita è uguale ad una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”.
