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LECCE – Giampaolo chiede coesione: “Non siamo il Real, senza i tifosi non possiamo salvarci”

Marco Giampaolo definisce il valore del punto: “Bisogna fare un distinguo tra il punto e il tipo di partita. Faccio l’analisi sulla partita. Il Lecce ha fatto una grande partita sotto ogni punto di vista, ha avuto la forza di rimetterla a posto su un momento non facile, dobbiamo rimproverarci i primi minuti del secondo tempo fino al loro gol. Abbiamo tirato fuori la testa in un momento difficile avendo l’opportunità di andare in vantaggio fino alla fine. La squadra ha fatto bene quello che doveva fare. La reazione veemente alla fine? Io dico che la partita è stata giocata con l’inerzia giusta, era una partita pesante. Nel computo va messo tutto e poi ti vedi sotto all’inizio del secondo tempo immeritatamente, la squadra aveva una buona inerzia. Non era scontato rialzarsi, avevamo una condizione ambientale particolare. Abbiamo giocato per vincere. Non c’è niente di scontato in queste partite. Il Venezia pareggia a Bergamo, con la Lazio, col Napoli. Il mio è un giudizio positivo”.

Di Francesco ha apprezzato Krstovic, ma il numero totale dei gol resta un problema per il Lecce. Giampaolo continua: Si gioca con la qualità dei giocatori, i numeri sono stati buoni, molto buoni. Ci siamo sbloccati su palla inattiva con Baschirotto, ci mancava questo score coi difensori e su palla inattiva. Si va avanti, si lavora e si cerca di migliorare, non bisogna mai arretrare nelle difficoltà, ci sono e ci saranno. Serve affrontarle con lo spirito di squadre”.

Tra i dettagli del Lecce ci sono stati i piazzamenti in fuorigioco sulle palle lanciate veloci verso l’attacco: “Abbiamo lavorato su questo, oggi tutti marcano a uomo, la profondità va sfruttata“. Giampaolo parla di altri aspetti: “Le partite si giocano in sedici, oggi abbiamo giocato in quindici, non ho fatto il quinto cambio per non volevo togliere equilibri. Questa partita non la devi perdere. N’Dri è entrato bene, è frizzante, brillante rapido. Anche Berisha, Pierret, avevamo bisogno di palleggiare. Il fallo di mano chiesto nel finale non è rigore, il difensore tocca prima con il petto e poi con la mano. Da regolamento non è così”.

Il tecnico commenta la contestazione scoppiata nel finale dopo l’1-1: Io credo che la contestazione non sia meritata. La squadra ha fatto la partita che poteva fare, generosa, ricca di impegno, è andata sotto immeritatamente e ha avuto la forza di tornare a galla e poteva vincere. Non è meritata. Il pubblico se ti fischia e non ti vuole sotto la curva ha le sue ragioni. Io so dove sono, i calciatori lo sanno, il club lo sa. Devono saperlo anche i tifosi. Il Lecce si salva anche grazie all’aiuto del pubblico. Il pubblico deve sostenerti fino al 95′, devo essere un kamikaze per la tua squadra. Questo pubblico fa la differenza e deve fare la differenza fino alla fine. Il Lecce non è il Real Madrid, ha bisogno del suo pubblico. Mi deve sostenere fino alla fine e poi dopo mi può mandare aff… Se volete che faccia la leccata di culo non la faccio. E’ così