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LECCE – Giacomazzi, tifo e consigli: “Noi superiori al Catania. Malumori interni? Normali in una stagione”

Pur avendo appeso le scarpette al chiodo e, in particolare, salutato da tempo la maglia del Lecce, Guillermo Giacomazzi non ha mai smesso di tifare per la squadra della città in cui ha scelto di vivere. L’ex capitano uruguagio ha ribadito in esclusiva ai nostri microfoni nel corso di un’intervista incentrata sulla lotta alla promozione dell’undici di Liverani.

Da tifoso vero non perdi una gara del Lecce. Come valuti il cammino dei giallorossi?

“Il Lecce sta meritando il primo posto perché sta facendo gare di grande qualità e quantità sia in casa che fuori casa. Forse con il Catania non ha giocato al top dal punto di vista tecnico, ma ci ha messo grande cuore e, vedendo le prime due al confronto, non ho dubbi che i giallorossi siano superiori ai rossazzurri sotto tutti i punti di vista. Sono quindi molto fiducioso, perché la squadra gioca bene e non molla mai. Noi tifosi dobbiamo fare la nostra parte, dimostrando vicinanza ai ragazzi”.

Sei sempre stato un leader nello spogliatoio leccese. Che giudizio dai circa i presunti malumori di Di Piazza e Torromino seguenti alle panchine in cui sono stati recentemente relegati da Liverani?

“Durante un anno agonistico è difficile avere venticinque ragazzi tutti contenti, al di là del primo posto. E’ comprensibilissimo che all’interno del gruppo anche elementi che hanno dato tanto ci sia qualche episodio del genere, l’importante è che rimanga nello spogliatoio, che ci si parli e si risolvano queste situazioni. Capita che il tecnico metta qualche giocatore forte in panchina, e capita anche che qualcuno si arrabbi, tuttavia restano episodi che passano a volte anche con una semplice cena, quindi anche i tifosi non devono dare troppo peso. Poi se diventano situazioni continuative allora è giusto intervenire”.

Era dal tuo ultimo anno da giocatore del Lecce che i giallorossi non sommavano così tanti primi posti in solitaria di fila. Quali sono le differenze tra questa squadra e quella che non riuscì a raggiungere l’obiettivo finale?

“Nel primo anno di C la squadra fece benissimo all’inizio ma poi non ebbe quella continuità che è importante per vincere un campionato. A ciò contribuirono una serie di circostanze che non sto ad approfondire, e in particolare una preparazione non fatta a dovere. Poi non dimentichiamo che serve tanta fortuna, perché tutti ancora ci ricordiamo il palo di Frosinone l’anno dopo che negò al Lecce la promozione. Furono quindi un mix di situazioni che quest’anno sembrano non esserci”.