Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

LECCE – Fase difensiva, fiore all’occhiello. I meriti vanno equamente divisi

Il calcio di rigore di Bassoli, domenica passata, ha fermato un’imbattibilità che durava da ben 485 minuti, dal gol che Mancosu segnò al Via del Mare nella sfida contro il Trapani del 4 marzo scorso, gol che poi ha generato l’attuale situazione di classifica, con i siciliani ancora avanti al Lecce, nonostante lo stesso numero di punti. Una lunga striscia di quasi 500 minuti raggiunta grazie ad Antonio Toma che ha migliorato i numeri in fase difensiva, uno dei talloni d’Achille della precedente gestione, quella di Franco Lerda, che fece registrare, in 19 gare, ben 24 gol subiti.

Il tecnico di Maglie (solo 6 i gol al passivo in campionato sotto la sua gestione) ha trovato la quadratura del cerchio per quanto concerne il reparto arretrato. Ma non è stata solo questione di uomini, dei quattro a protezione di Benassi, ma di un intenso lavoro di squadra. Una fase difensiva che vede la collaborazione di tutti i reparti, a cominciare dal pressing alto delle punte. Il baricentro alto della squadra, permette la pressione costante a partire dalla trequarti rivale.

Il Lecce, inoltre, sa anche soffrire e lo fa in maniera ordinata, senza andare nel pallone. La dimostrazione si è avuta domenica passata contro il Südtirol, quando nel finale Toma ha badato al concreto inserendo Ferrario per Jeda e disegnando una difesa a cinque a protezione totale del risultato. Meriti anche per i singoli come Gilberto Martinez, Roberto Di Maio e Ivan Fatic, che si sono inseriti al meglio negli schemi del tecnico, garantendo alla difesa maggiore sicurezza.

I primi due, che si alternano al fianco di Andrea Esposito, certezza giallorossa del momento, stanno facendo la loro parte in maniera egregia, così come il montenegrino, entrato in forma in maniera lenta ma progressiva, bravo quando si tratta di spingere e attento quando la squadra ripiega. A loro si deve aggiungere anche Marcus Diniz, piazzato da Toma sull’esterno di destra. Ciò è indicativo in quanto il brasiliano, non proprio un terzino, ha superato nelle gerarchie i vari Vanin e D’Ambrosio (terzini di ruolo), che dopo i vari infortuni non sono riusciti a ritrovare il posto da titolare. L’ex Livorno e Como garantisce a Toma massima copertura sulla destra, dove scorrazzano sia Falco che Chiricò, oltre a una spinta offensiva diligente e precisa.

Meriti da dividere in maniera equa tra i calciatori e il tecnico, quest’ultimo abile nello scegliere gli uomini più adatti, che da parte loro hanno dimostrato un maggiore impegno, consapevoli che la promozione in B passa anche da un atteggiamento più accorto in fase di non possesso palla, nonostante la ricchezza di individualità e la grande capacità di fuoco in attacco.