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LECCE – Falco: “Trapani? Non conosco il mio futuro. Spero che il club giallorosso non muoia”. E sul 2012/13…

Per ora è di proprietà del Lecce, ma il Trapani (club nel quale nell’ultima stagione ha collezionato due reti in 33 presenze) potrebbe esercitare il diritto di riscatto. Filippo Falco, telentuoso fantasista, che in giallorosso ha militato nel primo anno di Lega Pro, non conosce ancora il suo futuro: “Da quello che mi è sembrato di capire da ciò che scrivono i media, il Lecce sarebbe intenzionato a fare cassa e quindi dovrebbe cedermi, indipendentemente dal fatto che il Trapani mi riscatti o meno. Personalmente, non ho parlato dell’argomento né con i dirigenti della società salentina né con quelli del club siciliano, in quanto sarà il mio procuratore ad occuparsene”.

Il trequartista tarantino ricorda il suo anno in giallorosso, nel 12/13: “Disponevamo di un organico di assoluto valore per la Lega Pro, un gruppo che avrebbe dovuto ammazzare il torneo e volare in Serie B, con diversi atleti reduci dalla A. Per una parte dell’annata agonistica ci riuscimmo ma poi, per vari motivi, fummo risucchiati proprio dal Trapani, la squadra con cui ho giocato nel campionato appena concluso, e in seguito finimmo col perdere anche l’atto conclusivo degli spareggi per il salto di categoria. Fu una mazzata tremenda per tutti. Per noi calciatori, per i componenti dello staff tecnico, per i Tesoro e per i tifosi. Sono convinto che quello del 2012/13 sia stato il Lecce più forte allestito da quando è scivolato in Lega Pro. Nel 2013/14 i giallorossi hanno poi perso nuovamente la finale dei playoff e nel campionato da poco terminato hanno chiuso con un malinconico sesto posto. E’ più comprensibile, quindi, la delusione di tutto l’ambiente e della proprietà, che è intenzionata a lasciare. Purtroppo l’ex Serie C è un campionato difficilissimo, nel quale le doti tecniche non bastano, altrimenti il team del quale ho fatto parte non avrebbe avuto avversari. Prima della società salentina, del resto, altri sodalizi blasonati hanno stentato a risalire la china”.

Infine, un pensiero del classe ’92 sul presente poco limpido che sta attraversando il Lecce: “Un club come quello salentino non può morire, c’è tempo perché una nuova proprietà subentri alla famiglia Tesoro. Risolta la crisi, sono convinto che chiunque abbia in mano le redini della società – conclude – lavorerà per tentare nuovamente la scalata“.

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