LECCE – Derby a porte chiuse, Maroni “perplesso”
Se pure un tipo “tutto d’un pezzo” come il ministro dell’Interno Roberto Maroni, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, si dichiara “perplesso” sulla decisione presa dal Prefetto di Lecce, dr. Mario Tafaro, che ha chiuso i cancelli del “Via del Mare” per il derby tra Lecce e Bari in programma il prossimo 6 gennaio e valido per la 18ª giornata d’andata di Serie A, allora evidentemente qualcuno l’avrà combinata veramente grossa.
Le indicazioni del CASMS – sarebbe l’opinione del ministro Maroni – avrebbero dovuto indirizzare ad altra soluzione che non fosse quella di disputare delle partite a porte chiuse. Il principio ispiratore della Tessera del Tifoso – sulla cui entità giuridica e formale, già abbiamo ampiamente dibattuto – sarebbe quello, a detta del suo fautore, di evitare di sbarrare gli accessi agli stadi per chi, come disposto dalla circolare ministeriale, ha adempiuto – dura lex, sed lex – alle formalità burocratiche richieste per assistere ad una manifestazione sportiva. Nonostante tutto, a coloro che hanno sottoscritto un abbonamento, pagando in anticipo ANCHE la gara tra Lecce e Bari, così come a chi – salentino fuori sede – ha spostato apposta la partenza per il Nord a dopo il 6 gennaio per assistere al derby – sarà negata la visione della partita tra salentini e biancorossi.
A tal proposito, si apprende, è previsto un incontro chiarificatore tra il ministro Maroni e il Prefetto di Lecce Tafaro, che dovrebbe avvenire subito dopo Capodanno.
Ci domandiamo: si possono calpestare così tanti diritti in nome della tutela dell’ordine pubblico? È il miglior modo, questo, di tutelare l’ordine pubblico? E, soprattutto: è tutela dell’ordine pubblico la decisione di vietare l’accesso allo stadio per tutti i tifosi? Attendiamo fiduciosi delle risposte.
