LECCE – Cosmi si “tinge di viola”, Di Francesco: “Lo ringrazio per i complimenti, spero riesca nel miracolo”
I commenti di Serse Cosmi, dopo Lecce-Inter, con parole al miele rivolte a Di Francesco, non sono passati inosservati dall'ex tecnico giallorosso: “Ringrazio Serse per le belle parole avute nei miei confronti. Non sono classiche frasi di facciata, anche perché prima di dirle pubblicamente, me le disse di persona. Le ho davvero apprezzate. In un mondo come il calcio ‘mors tua, vita mea’ è difficile sentirsele dire. Di questi tempi frasi del genere sono merce rara. Lo ringrazio tanto. Spero che riesca a salvare il Lecce. Ciò sarebbe un riconoscimento al mio lavoro”.
Proprio grazie alle parole spese da Cosmi verso il suo predecessore, in mattinata l'allenatore del Lecce è stato premiato con il "Cartellino Viola", riconoscimento nato per promuovere il Fair Play nel calcio attraverso la premiazione del gesto più significativo compiuto da qualsiasi tesserato sui campi di Serie A, Serie B e Lega Pro.
"Sono davvero felice di ricevere questo riconoscimento – ha afferma il tecnico Serse Cosmi al momento della premiazione, parole riprese dal sito ufficiale giallorosso – non solo perchè mi è stato attribuito da una qualificata giuria ma anche perchè a promuoverlo è un'altra società di Serie A, in questo caso la Fiorentina. Si tratta di una lodevole iniziativa, forse inusuale in un mondo come quello del calcio nel quale sembra contare solo il risultato. Per una strana coincidenza – ironizza il tecnico giallorosso – questo premio giunge a pochi giorni dalla mia squalifica di cui si è già ampiamente parlato: questo premio, però, oltre ad inorgoglirmi in modo particolare mi induce a ridiscutere alcuni aspetti del mio ruolo di allenatore, figura troppo spesso immersa nella centrifuga dei risultati sportivi. Ritengo che le partite si possano vincere, perdere, ma un premio di questo genere rimarrà indelebile nella mia memoria per tutta la carriera".
Il tecnico del Lecce ha poi aggiunto: "Le mie parole nei confronti di Di Francesco non erano affatto di circostanza. So riconoscere il lavoro altrui, so comprendere le sofferenze di un esonero e, soprattutto, conosco Eusebio da diverso tempo, anche per essere stato un mio calciatore ai tempi del Perugia. Molto spesso, gli esoneri non sono necessariamente determinati da eventuali carenze o limiti dell'allenatore, quanto piuttosto da una serie di coincidenze sfortunate. In verità, io ho trovato una squadra che aveva sempre giocato al calcio e questo ha agevolato il mio compito: forse sono riuscito a portare un pizzico di esperienza e di fortuna in più e, nel frattempo qualche giocatore è tornato a disposizione. In realtà, sto portando avanti anche il buon lavoro che Eusebio aveva cominciato".
