LECCE – Contessa: “Prendermi delle soddisfazioni a casa mia varrebbe doppio”
Sergio Contessa è uno dei volti nuovi del Lecce versione 2016-2017. Anche se nuovo, nel suo caso, non è l’aggettivo più appropriato, trattandosi per il terzino di un ritorno alle origini. “Nel Lecce ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile – racconta dal ritiro di Cotronei – , dai Giovanissimi fino alla Primavera, avendo come allenatori Marchello, Maragliulo e Brunetti. Nel 2008 la mia strada e quella del Lecce si sono divise ed ho fatto un percorso differente. Ritornare a vestire ora la maglia giallorossa non posso vederla come una rivincita, perché le cose sono cambiate nel corso degli anni. Ovviamente non nutro alcun rancore per come sono andate le cose, anzi, in questi anni ho sempre seguito le sorti del club giallorosso. Ora mi si presenta una grossa opportunità, una delle più grandi, perché avere la possibilità di prendermi delle soddisfazioni a casa mia varrebbe doppio”.
In Calabria si lavora duro, Contessa intravede già segnali positivi: “Il gruppo che si sta formando in questi giorni di ritiro mi sembra solido. Lepore, Cosenza e Camisa sono il collante per i nuovi. Tutti stanno facendo la propria parte nella formazione del gruppo, da noi calciatori, allo staff tecnico alla dirigenza. In questi giorni stiamo lavorando sia da un punto di vista fisico che tecnico-tattico, cercando di assimilare ciò che ci chiede mister Padalino. Finora abbiamo disputato due gare amichevoli, sabato prossimo, con l’esordio nella Tim Cup, ci aspetterà un banco di prova differente”.
Esordio ufficiale sabato, dunque, per i giallorossi, contro una compagine che non va presa sotto gamba seppure di una categoria inferiore. “L’Altovicentino l’altro giorno ha pareggiato con il Chievo – ammonisce il laterale – , nelle due ultime stagioni hanno disputato dei campionati di alto livello nella propria categoria. Cosa ci vuole per fare un buon campionato? Ci vuole tanta costanza e determinazione. A mio modo di vedere avere in rosa giocatori di categoria superiore non è sinonimo di essere sicuri di vincere, perché anche se sei inferiore tecnicamente ma hai delle basi solide la puoi spuntare”.
