LECCE – C’era una volta una super difesa. Parte da dietro l’involuzione dei giallorossi

Sin dagli albori della nuova stagione agonistica, quando il campionato del Lecce faticava a decollare complici le numerose assenze che impedivano di trovare da subito la giusta quadratura, un elemento in particolare lasciava ben sperare tifosi ed addetti ai lavori nell’ambiente giallorosso: la solidità di una difesa che appariva, per distacco, la migliore della categoria.

Oggi ci troviamo invece a parlare di una squadra, quella nel frattempo passata da Lerda a Pagliari, che oltre ad essere scivolata in classifica ha dimostrato una fragilità (per usare un eufemismo) nella propria retroguardia paragonabile solo a quella delle ultime della classe. Con Foggia, Martina, Ischia e Vigor Lamezia, un pressoché incolpevole Caglioni e compagni hanno subito ben otte reti, che hanno portato il totale al 19, peggio di ben sette squadre. Se si considera che nelle prime 12 partite il passivo complessivo era di appena 7 centri subiti (3 dei quali peraltro risalenti al naufragio di Messina), il passo indietro è lampante.

Tale involuzione non può essere circoscritta certo alla sola fase difensiva. Dati alla mano, è tuttavia proprio da quest’ultima che mister Pagliari deve ripartire per ricostruire la squadra, che ha assoluto bisogno di ritrovare certezze e sicurezze dalla cintola in giù per poter esprimere al meglio i propri valori offensivi, le cui potenzialità sono note a tutti. A partire dal pareggio interno con il Catanzaro, ed esclusa la sola trasferta di Benevento, i giallorossi salentini sono sempre apparsi molto disuniti e troppo spesso allungati, subendo troppe ed ingiustificate ripartenze nelle fasi iniziali della gara (Melfi, Martina, Vigor Lamezia) o venendo trafitti laddove il risultato era già quasi acquisito e si trattava solo di amministrare l’ultima parte di gara (Catanzaro, Foggia, Ischia, ancora Vigor Lamezia). E’ fin troppo chiaro che, al netto dei valori e dell’imprevedibilità degli avversari, il Lecce ha perso la sua compattezza tra i reparti, con giocatori sempre nel posto sbagliato nel momento di contrastarele offensive avversarie. Pagliari dovrà dunque essere bravo a risanare quella forma mentis, l’atteggiamento mentale da lui spesso citato, per poi ritrovare il giusto amalgama tattico in campo. E, soprattutto, una potenza difensiva che non può solo appartenere al passato.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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