LECCE – Caso-guardalinee, ecco come i giallorossi possono evitare la sconfitta a tavolino
Ad inizio settimana, non molte ore dopo lo svolgimento di Casertana-Lecce, la dirigenza giallorossa veniva a sapere che l’esito del campo, ovvero il pareggio per 1-1, era sub-iudice dopo il reclamo della società ospitante. Una notizia che ha turbato tutto l’ambiente ed infastidito non poco i vertici di Piazza Mazzini, seccati dall’antisportività dell’atteggiamento dei campani, i quali sarebbero andati a spulciare le norme relative all’anomala situazione verificatasi sabato sera al “Pinto” (infortunio al guardalinee) per trovare il modo di conquistare i tre punti non conquistati al termine dell’incontro.
Comportamento corretto o scorretto che sia stato quello della dirigenza rossoblu, ciò non cambia il fatto che ora Sticchi Damiani e soci dovranno trovare il modo di mandare in archivio la spiacevole vicenda senza conseguenze in classifica (una sconfitta a tavolino comprometterebbe il cammino dell’undici di Braglia), trovando la giusta difesa che possa confermare il risultato del campo. Tutto passa dalla posizione di Giovanni Fasano, magazziniere del Lecce che sabato scorso ha avuto l’arduo (fino ad un certo punto, dato che l’arbitro non ha considerato gli assistenti sostituti per una sola volta) compito di improvvisarsi segnalinee. L’articolo 16 del Codice di giustizia sportiva comma 5 lettera B dice, in sintesi, che la perdita della gara può essere inflitta alla squadra che utilizza come assistente un elemento privo di titolo. L’accusa della Casertana è quella che Fasano non sia da considerare un tesserato del club giallorosso in quanto semplice magazziniere, ed ora il Lecce ha una settimana circa di tempo per dimostrare il contrario. Un pezzo di futuro del campionato giallorosso potrebbe passare proprio da qui.
