LECCE – Bojinov, il tempo che passa non cancella i sentimenti: “Sento ancora il calore della gente, qui mi sento a casa mia”

A volte ritornano. E certe volte lo fanno con quello stesso amore e affetto con cui se ne erano andati. Un amore rinnovato, ricco di ricordi, accresciuto da anni di esperienza e con certi affetti che non si sono mai sbiaditi con il passare del tempo. Per Valeri Bojinov, dopo sei anni, è stato proprio così il suo ritorno nel Salento, in quella stessa “culla” dove a nemmeno sedici anni, scovato e portato in giallorosso da Corvino, è stato il più giovane giocatore della storia ad esordire in Serie A. Ora, a 26 anni suonati, l’attaccante bulgaro è diventato un uomo, un marito attento e un padre premuroso, con la voglia accesa di salvare il “suo” Lecce.

Il più bel ricordo che hai di Valeri ragazzino in Bulgaria?
“Sono davvero tanti i bei ricordi di quando ero piccolo che custodisco nel cuore ed è proprio per questo che sarebbe un peccato sceglierne uno. Quando ritorno nella mia terra natale, sono tanti gli amici di quei tempi che ho voglia di riabbracciare. Alcuni di loro si ricordano ancora di quando ci divertivamo e giocavamo insieme, mentre io non sempre mi ricordo di tutti loro perché sono davvero tanti”.

Sei ritornato a Lecce dopo sei anni: in cosa sei cambiato in questo periodo in cui sei stato lontano dal Salento?
“In questi anni sono cambiate tante cose nella mia vita e sono maturato molto come uomo. Quando me ne sono andato da Lecce avevo 18 anni, ora ne ho 26 e sono cresciuto soprattutto sotto l’aspetto della maturità personale, ma anche come calciatore”.

Senti, anche oggi come allora, l’affetto della gente che ti ha visto crescere?
“Sì, lo sento ancora. Quando sono arrivato a gennaio mi hanno fatto sentire subito a casa, il che mi ha reso molto felice perchè il calore della tifoseria è importante per ogni giocatore. Anche dopo il mio primo gol in giallorosso a Roma con la Lazio i tifosi mi hanno fatto capire che erano soddisfatti per il fatto che ero stato proprio io a segnare quella rete”.

Pochi giorni fa è nata la tua secondogenita: che padre e marito sei?
“Me la cavo molto bene in entrambi i ruoli
(sorride, ndr). Devo dire che anche come papà non sono niente male e aiuto come posso mia moglie Nicoletta con la piccola Nicole”.

Ventisei anni e una carriera importante alle spalle, ma ancora tutta da scrivere: qual è il treno che hai perso e quello su cui vorresti salire?
“Nella vita in generale non bisogna avere mai dei rimpianti su qualcosa che non è andato nel verso giusto e questo anche dal punto di vista professionale. Il treno su cui vorrei salire? Andare a giocare in una grande squadra, ma ora ciò che conta davvero è salvare questo Lecce, dare il massimo per questa maglia e per questa gente”.

Una promessa: se il Lecce si salva Bojinov…
“Mi tatuo (ci riflette a lungo, ndr) la data del giorno in cui avremo conquistato la salvezza”.

Redazione SALENTOSPORT
Nata il 23 agosto 2010. Vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone. Eletta "miglior testata giornalistica sportiva salentina" nelle edizioni 2017 e 2018 del "Gran Premio Giovanissimi del Salento". Presente al "FiGiLo" (Festival del Giornalismo Locale) nell'edizione 2018.
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