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LECCE – Amarcord, quando Di Michele e Muriel umiliavano il “tripletista” Luis Enrique

Era il 7 aprile 2012, vigilia di Pasqua, e sulla panchina riservata agli ospiti dello stadio “Via del Mare” c’era seduto Luis Enrique, all’epoca tecnico della Roma ed attualmente Campione d’Europa nonché autore del tanto agognato triplete alla guida del Barcellona. A differenza di quanto avvenuto lo scorso 6 giugno, in quel piovoso pomeriggio di circa tre anni fa il tecnico spagnolo ottenne tutto tranne che la gloria.

Nella dodicesima giornata di ritorno del campionato 2011/2012 il Lecce di Serse Cosmi, alla ricerca di punti pesanti per alimentare le speranze salvezza, riceveva sul terreno amico una Roma fino ad allora deludente ma ancora in corsa per l’Europa. Nonostante la grande differenza di classifica e di qualità della rosa tra le due squadre, in campo si videro solo i giallorossi salentini, che disputarono la loro miglior gara della stagione dominando in lungo ed in largo. Muriel in contropiede e Di Michele sugli sviluppi di un calcio d’angolo nel primo tempo, ancora il colombiano dalla distanza ed ancora Re David dal dischetto consentirono alla squadra di Cosmi di siglare un poker storico e decisamente meritato. Bojan e Lamela resero, nel recupero e con il Lecce già con la testa negli spogliatoi, il divario meno umiliante, non rovinando certo la festa alla tifoseria giallorossa per una vittoria storica che resiste nel cuore degli appassionati leccesi.

Capitan Giacomazzi e compagni non riuscirono poi nell’intento di conquistare una salvezza che, considerate le difficoltà a cui squadra e società andarono incontro nel corso della stagione, avrebbe avuto il sapore dell’impresa. Se però mister Serse Cosmi rimase comunque nel cuore dei sostenitori salentini per l’impegno e l’attaccamento alla maglia che i suoi ragazzi dimostrarono fino all’ultima giornata, nonostante la retrocessione, lo stesso non si può dire per Luis Enrique. In proporzione la sua sconfitta fu ben peggiore: eliminato dall’Europa League per mano dello Slovan Bratislava, due derby persi, un settimo posto che non valse l’Europa ed umilianti sconfitte con Cagliari, Atalanta, Fiorentina, Juventus e, soprattutto Lecce. Dopo quel pomeriggio pre-pasquale del “Via del Mare” in pochi avrebbero scommesso in un Luis Enrique Campione d’Europa nel giro di tre anni, e forse ancor meno lo avrebbero fatto su un Lecce in Lega Pro fino ad oggi.

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