LECCE – Classifica, c’è da mangiarsi le mani. Eppure con il Melfi è un punto guadagnato
Da quando il primo posto è stato avvicinato ed il distacco dalla vetta portato, per la prima volta quest’anno, al minimo di una sola lunghezza, nella testa di staff e tifosi del Lecce l’idea era una sola: sfruttare la prima occasione buona per operare il sorpasso. L’opportunità d’oro si è manifestata subito, con il Benevento capolista impegnato sul sempre ostico campo del Catanzaro, ed i Braglia-boys pronti ad approfittarne nell’apparentemente più abbordabile incontro casalingo con il Melfi. Se i pronostici sono stati rispettati per quanto riguarda la gara del “Ceravolo”, con i sanniti bloccati sul pari (per di più agguantato in rimonta con Melara), lo stesso non si può dire per quello del “Via del Mare”, dove Papini e compagni sono stati sorpresi dai lucani e solo nel finale hanno evitato la clamorosa beffa.
Alla base dell’occasione fallita c’è, oltre alla giornata di grazia dei calciatori gialloverdi e ad una consistente dose di sfortuna (fattori sempre da mettere in conto quando si scende in campo con qualsiasi avversario), l‘approccio alla gara totalmente errato da parte dei giallorossi, scesi in campo come se dovessero avere a che fare con una squadra che avrebbe pensato solo a proteggere il proprio fortino. Al contrario, l’undici di Ugolotti è partito a razzo e privo di timori reverenziali, dimostrandosi per tutto il match decisamente più pimpante in avanti che solido dietro (le sette nitide occasioni create dal Lecce e le quattro subite ne sono la conferma), e soltanto il fatto che la retroguardia leccese abbia sottovalutato nettamente l’eventualità di un Melfi lanciato in attacco da subito può spiegare la marcatura ospite al nono minuto con un’azione tre contro tre. Episodio che, in altre circostanze, la quasi insuperabile difesa di Braglia non avrebbe concesso nemmeno oltre l’ottantesimo minuto. L’avvio ad handicap ha condizionato il resto della gara, visto che i giallorossi sono andati preda di una frenesia da rimonta che ne ha compromesso le trame di un gioco troppo prevedibile ed a tratti compassato per essere quello di una compagine in lotta per la vetta.
Per fortuna dei supporter salentini, il colpo di coda di Caturano ha evitato la debacle e l’interruzione della striscia positiva, consegnando alla mente dei tifosi il più classico dei dubbi che si pongono in questi casi: è un punto guadagnato o sono due punti persi? Alla luce del pareggio del Benevento, della vittoria della Casertana (che fino a due settimane fa sembrava quasi fuori dai giochi) e delle sconfitte di Foggia e Cosenza, è indubbio che il Lecce abbia mancato, tra sorpassi e allunghi, una grande opportunità, ma è altrettanto vero che con un calendario tanto serrato ed una classifica tanto corta, occasioni del genere potrebbero ancora arrivare, ed attenderle con quel punticino in più che il gol in extremis di Caturano ha permesso di conquistare è importantissimo, se non fondamentale. A patto che, però, mister Braglia riesca a far capire ai suoi che approcci del genere in quest’ultima parte di stagione sono definitivamente messi al bando.
