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LE PAGELLE – Top e Flop della serata all’Olimpico

Seconda gara stagionale per il Lecce che vede spente le sue speranze di compiere strada nel lungo ed intricato percorso della Coppa Italia. I giallorossi, all’Olimpico di Torino, perdono 4-2 contro i granata dopo una partita che ha visto abbondare le disattenzioni difensive, ma ha lasciato intravedere un’interessante trama nel film del gioco chiesto da Lerda.

TOP

Marcus Plinio Diniz 6.5: Il brasiliano arrivato in super-sordina mette in fila la seconda grande prestazione stagionale su due partite disputate. Macina chilometri, cross e dribbling. Nella fase offensiva mette grandi grattacapi alle retrovie granata, nella sua metà campo invece concede qualcosa, soprattutto dopo il 75’ quando le energie vanno esaurendosi. Ricorda Angelo, altro brasiliano tutto fare sulla destra. SPUMEGGIANTE

Filippo Falco 6.5: Anche lui sulla corsia destra del campo proprio davanti a Diniz. Non spreca un pallone e apre il campo per tutti i suoi compagni. Ha il potenziale per trascinare i giallorossi e per condurre l’assist vincente per i compagni. Il vero talento leccese ai livelli dei vari Bojinov, Vucinic e Ledesma. Rischia anche di trovare il goal. CANTERA GIALLOROSSA

Mariano Bogliacino 6: Entra a inizio ripresa e prende in mano le redini del gioco. Concreto e “visionario” ispeziona e dirige l’orchestra salentina. Un regista cosi Lecce era da un po’ che non lo vedeva, anche capitan Giacomazzi risente positivamente dell’influenza dell’ex Napoli. TESTA SEMPRE ALTA

FLOP

Stefano Ferrario 5: Disimpegni mal fatti, cuciture sbavate e sempre in affanno su Rolando “Rolly” Bianchi. Ha le gambe pesanti e la mente ottenebrata da mercato e calcioscommesse, ma in realtà dovrebbe essere lui a guidare la difesa a 4 di Franco Lerda. PECCATORE

Ledian Memushaj 5: Nei primi minuti cerca sempre il pallone e una tranquillità che svanisce col passare dei passaggi. Ha anche vanità di palleggio, ma i raddoppi Vives-Verdi gli rovinano i piani della serata. Gioca un tempo senza dare copertura e sostegno alla manovra. NEL LIMBO DELL’ERRORE

Jeda 5: Segna il primo gol leccese, ma (e qui i "ma") sono mastodontici. Sbaglia un gol a porta vuota con Gillet che lo aveva invitato a segnare dopo i due gol nel derby “super” incriminato del maggio 2011. I suoi tagli sono spesso inefficaci e i passaggi privi di cattiveria. Corvia avrebbe bisogno di maggior corsa attorno al suo lavoro di centroboa e nel secondo tempo l’ex Cagliari evapora. PENELOPE